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potenti della terra, insensibili al dolore umano e avidi di potere, hanno inventato i concetti di "guerra umanitaria" che, per 'liberare' gli oppressi, produce migliaia di vittime proprio tra la stessa popolazione, e di "guerra al terrorismo" che produce gli stessi effetti: circa 3.000 sono state le vittime civili in Afghanistan sotto le bombe 'liberatrici' degli USA e degli alleati, mentre di Bin
Laden, naturalmente nemmeno l'ombra, e la rete terroristica internazionale è ancora salda.
Adesso, nonostante il clamoroso fallimento della guerra in Afghanistan, hanno inventato anche il concetto di "guerra preventiva", ricorrendo al quale ad ogni Paese sarà lecito attaccare chi vuole con il pretesto che sta soltanto anticipando la mossa del nemico. In questo caso il nemico da abbattere è costituito dal governo dispotico di Saddam Hussein in Iraq, paese nel quale l'embargo produce da un decennio migliaia di vittime soprattutto tra i bambini.
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Ma con la logica della guerra (ieri ai civili dell'Afghanistan, oggi ai civili dell'Iraq) il terrorismo non potrà che crescere, in un'incontrollabile escalation di violenza (come avviene su diversa scala, per esempio, in Israele-Palestina). Non si vede, del resto, in che modo si può giustificare un'aggressione ad un Paese come l'Iraq le cui forze armate non stanno attaccando nessuno.
Il terrorismo e i dittatori, quasi sempre armati dai mercanti d'armi e dalle industrie belliche dei nostri paesi, non potranno che aumentare e rafforzarsi. Il terrorismo, ovunque esso si annidi, e la violazione dei diritti umani si combattono con una seria azione di dissuasione delle Nazioni Unite, con una politica che favorisca il dialogo con le culture, con l'istituzione di un Tribunale Penale Internazionale, garante di reale giustizia.
Con gli 850 miliardi di euro che USA e UE hanno destinato alla difesa armata nel 2002 si potrebbero realizzare, piuttosto, progetti di difesa nonviolenta e costruire un mondo in cui tutti potrebbero conoscersi meglio, rispettarsi ed essere reciprocamente solidali, un mondo senza poveri, senza fanatici, dunque anche senza terroristi.
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