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iil disertato
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La critica non è violenza. La violenza non è critica.

Prima vennero per gli ebrei

e io non dissi nulla
perché non ero ebreo.

Poi vennero per i comunisti
e io non dissi nulla
perché non ero comunista.

Poi vennero per i sindacalisti
e io non dissi nulla
perché non ero sindacalista.

Poi vennero a prendere me.

E non era rimasto nessuno
che potesse dire qualcosa.


Martin Niemhoeller

Pastore della Chiesa confessante tedesca
Già Presidente internazionale del MIR
15 novembre 2002
Gli arresti di questa notte, dopo la limpida e forte manifestazione di
Firenze, sono molto utili a criminalizzare il movimento "new global" (e non
no-global), teso a superare l'attuale globalizzazione immensamente iniqua,
dei profitti e non dei diritti, per pochi e non per tutti, del dominio e non
della giustizia, per costruire nel tempo una giusta società planetaria dei
popoli.
Certamente, chi, nel movimento, usa linguaggio violento o minaccioso, anche
senza fare azioni violente, fa il gioco dei vassalli dell'impero, come molti
hanno sempre avvertito, ultimamente Zanotelli a Firenze.

Vogliamo aver fiducia nella magistratura, nonostante che, salvo migliori
informazioni successive, i reati contestati agli arrestati sembrino di
natura piuttosto ideologica e politica.
La critica non è crimine, il crimine non è critica.
La critica non è violenza. La violenza non è critica.
 

La critica del dominio non è un crimine, ma un contributo alla civiltà. E il crimine disumano del terrorismo non è una critica giusta né efficace, ma
piuttosto utile e utilizzata dall'impero.
Solo la nonviolenza attiva, costruttiva, coerente, è la vera alternativa, la più temuta alternativa alla violenza strutturale.
Ricordiamo che a Napoli e a Genova, secondo montagne di prove e testimonianze, la violenza è venuta dalla parte di chi doveva assicurare l'ordine e difendere i diritti dei manifestanti, ed ha invece tollerato squadre nere di violenti, per falsare l'immagine delle dimostrazioni popolari.
C'è il pericolo che questi arresti odierni spingano qualcuno a compiere atti di sconsiderata violenza. Lo invitiamo a riflettere che così facendo agirebbe contro il grande significato del movimento mondiale per la giustizia e farebbe un favore gradito a chi vuole criminalizzare questo nostro movimento.

Enrico Peyretti

  1. MIR Movimento Nonviolento