Chernobyl journal (Volume3)
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Se la gente sapesse tutto ciò che accadde a Chernobyl, ci penserebbe due volte prima di bombardare gli impianti nucleari. Il rischio estremo di contaminazione è a prescindere dal fatto che si tratti di stabilimenti di produzione di armi o di centrali nucleari. Il nostro mondo è diventato troppo piccolo perché si possano bombardare i reattori atomici. Bombardare gli impianti nucleari iraniani per rendere il mondo più sicuro è folle – un ossimoro come "la guerra santa" o "fare guerra per la pace".

Facciamo una previsione riguardo al tempo di dimezzamento di alcuni elementi nucleari come se adesso stessimo vivendo nel passato. Possiamo vedere a che riguardo gli elementi nucleari si abbinano alla storia del progresso. Il tempo di dimezzamento dell'Americio è pari 458 anni, spargere questo genere di contaminazione in giro per il pianeta ci riporterà ai tempi di Shakespeare. La contaminazione da Plutonio avvelenerà la nostra Terra per 24.400 anni, il che ci riporterà ai tempi dei mammut. Il Neptunio-237 ha un tempo di dimezzamento incredibilmente lungo pari a 2 milioni di anni, in tal caso ritorneremmo ad essere scimmie.

Al contrario il tempo di dimezzamento della carriera di un politico si misura soltanto in alcuni mesi e nessun politico può vedere un problema che possa esistere oltre questo tempo. Lasciatemi fare un altro esempio su quanto misere e piccole siano le ambizioni dei nostri politici: se gli Antichi Romani avessero inventato l'energia nucleare e qualcuno dopo un certo tempo avesse bombardato i loro reattori, questa terra conterrebbe ancora tracce di radioattività e noi, 2000 anni dopo, dovremmo ancora avere soldati armati a guardia di quelle zone inaccessibili a causa della grande pericolosità dei materiali nucleari scaricati.

Marzo 2007.

Una nota di ottimismo.

In questi giorni sto lavorando alla traduzione dei miei siti nelle varie lingue europee. Questo lavoro è iniziato a Dicembre 2006 e per Aprile 2007 più di 800 pagine sono state tradotte. Questo è importante perché la ferita di Chernobyl non potrà mai essere curata, è il vero tallone di Achille del mostro nucleare. Sono sicura che i nostri sforzi non saranno vani.

Riguardo agli incidenti nucleari, ogni volta che un grave errore viene risolto diventa molto noto e riceve gli applausi dei pezzi grossi, non ci dovremmo disperare ma semplicemente notare che si sono guadagnati da vivere con l'industria atomica. Perché mai dovrebbero volere che tutta la verità si sappia? Se tutto fosse di dominio pubblico loro non avrebbero lavoro. Loro e i loro impianti nucleari sono fortemente collegati alla politica, dominano i mezzi di informazione e hanno finanziamenti illimitati, perché i soldi di chi paga le tasse, i politici li mettono nella spesa per l'energia atomica. Con la profonda convinzione di poter fronteggiare due o anche tre disastri come quello di Chernobyl, ma non possono cancellare il passato; è proprio impossibile farlo. Loro perderanno e noi vinceremo, perché noi abbiamo dalla nostra parte la tendenza del tempo a correggere conoscenze e giudizi. Il passato ha la ragione dalla sua parte. Se questa ragione non sarà ammessa, torneremo a chiederla. Il passato nella sua essenza è in grado di avvertirci. Se viene escluso, torna indietro a reclamare inevitabilmente i suoi diritti, ed il solo modo per separare le due cose è non escluderlo, ma accettarlo e conviverci.

Acquisire i giusti giudizi può richiedere molto tempo. Solitamente ci vogliono molte generazioni perché a livello generale venga accettata una verità che inizialmente hanno colto ben pochi. Quanto tempo ci vorrà per questo riguardo Chernobyl dipende da noi, da chi sa già come veramente stanno le cose ed pronto a informare altre persone. La durata di questo tempo dipende anche dalla difficoltà dell'argomento, e in generale sulle radiazioni, la maggioranza delle persone ne sa ben poco, ma a Chernobyl i fatti stessi parlano chiaro. Nessuno (anche i potentissimi magnati dell'industria nucleare) possono tenere nascosta in eterno una realtà del genere. I governanti terranno sempre nascosti i fatti degli incidenti industriali, ma né i governanti e né il sistema industriale, potrà mai correggere la conoscenza nella gente comune che possiede una corretta conoscenza e che quindi darà alla storia un seguito giusto.

Siamo al punto che è inevitabile che certe cose non si vengano a sapere. Le regole della vergogna e della decadenza, insabbiate dal successo e spinte dalla cieca confidenza dai capi che le promuovono arriveranno alla fine. L'assurdità delle dichiarazioni ufficiali riguardo Chernobyl è così evidente anche per un cieco. Possiamo lasciarli dire. Attualmente più parleranno e più per noi sarà facile mandarli via con decisione...

Aprile 2007

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Durante la guerra fredda, quel pericoloso periodo in cui si poteva credere che l'incidente di Chernobyl fosse solo una piccolissima scintilla, l'accademico Andrei Sakharov osò criticare il programma nucleare sovietico. Tutto si tradusse nel suo arresto, nel suo interrogatorio e ci fu chi lo fece volontariamente cadere in disgrazia... Sakharov credeva che i reattori nucleari fossero sicuri, se costruiti sotto terra.

L'accademico Legasov, che sognava un "Istituto di tecnologie sicure", venne reso un capro espiatorio. Gli venne diagnosticato un cancro (che si prese a Chernobyl) ma il sistema lo costrinse a una dipartita ancor più prematura, si suicidò nel giorno del secondo anniversario dell'incidente di Chernobyl.

La stampa rovinò la carriera del Dottor Gordon Mac Lead e lo coprì di ridicolo quando lui provò che l'incidente a Three Mile Island aveva provocato un aumento della mortalità infantile.

In qualunque nazione o tempo la storia è sempre la stessa. Negli anni '60 Didier Anger in Francia fu arrestato per aver organizzato delle proteste antinucleari. Oppure il bielorusso Yuri Bandazhevski che venne condannato a cinque anni di carcere per aver studiato le mutazioni genetiche nella zona di Chernobyl e aver pubblicato i risultati delle sue ricerche nel 1996. Abbiamo l'omicidio di Karen Silkwood negli Stati Uniti o quello di Hilda Murrell (esperta di scorie radioattive) in Inghilterra. Cambiano solo i tempi e i luoghi dove questi fatti avvengono.

Continuo ad augurarmi che qualcuno prosegua con lo studio della tragica vicenda di chi, prima e dopo, ha annunciato al mondo i pericoli dell'energia nucleare. Io dovrei condannare il modo meschino in cui questi scienziati e ricercatori (che sono la punta di diamante di molte nazioni) vennero trattati. Raccontare tutto questo vuol dire testimoniare il martirio di coloro che non si accontentavano di mezze verità e di coloro che cercavano tutta la verità in nome del preservamento della razza umana e che hanno reso un grande favore all'umanità intera, che hanno usato la loro forza e il loro talento per avvertire l'umanità dei pericoli del nucleare che loro affrontarono. Questa loro storia dimostra come queste persone furono tormentate fino alla morte e incarcerate, come il loro lavoro non sia stato riconosciuto e non abbia incontrato né appoggio e né successori; di come hanno perso il loro lavoro e di come hanno vissuto nella povertà, nella paura e miseramente; mentre l'onore, i soldi e la sicurezza gli vennero tolti da persone di bassa lega. Impareremo come queste persone hanno superato i punti di controllo, con delle foto che rivelavano la realtà e di come loro hanno investigato per trovare la vera realtà e non la realtà voluta da potentissimi complessi politico-militari. Spesso hanno lavorato senza che il loro lavoro avesse possibilità di pubblicazione. Il loro destino fu come quello di Esa, che mentre cercava di curare il padre, venne derubato della benedizione da Giacobbe..., quelle persone sono i fari dell'umanità e senza di loro l'umanità si perderebbe nel fumo atomico e in una lunga serie di errori mostruosi. Sono il sale della Terra, frutti di quell'albero che Gesù disse che sarà tagliato e bruciato se non darà buoni frutti.

Il lavoro di ogni persona così, era un oggetto sacro nelle loro vite, e lo scopo di esse, era rendere disponibile il risultato dei loro sforzi a degli sfortunati posteri, che dopo di loro erediteranno terre distrutte con grandi quantità di rifiuti radioattivi e a cui non interesserà altro se non sapere com’è accaduto e com’è cominciato.

Aprile 2007

Posteri sfortunati

Per capire perché i posteri saranno così sfortunati da essere forzatamente purificati della parte negativa dell'umanità, seguiamo un passo dopo l'altro dove il nostro presente ci sta portando. La storia della nostra civiltà, una storia dove il figlio negligente distrugge ciò che ha creato suo padre. Il futuro della nostra civiltà prevedibile come quello di un'alcolizzato, che non è guidato dalla volontà, ma forzato dalle catene di una necessità.

Fino agli anni '80 possiamo essere paragonati (in base a come usavamo le risorse, la nostra linfa vitale) a persone solo interessate ai soldi, che spendevano ogni giorno e che avevano un domani. Ma dagli anni '80 in poi siamo come l'investitore che dilapida il suo stesso capitale. Abbiamo raggiunto il 100% a spese della natura.

Al principio non notiamo queste cose perché la natura riesce a tamponare questa piccola differenza, che però (come lo scioglimento dei ghiacciai e dei poli) si fa sempre più grande.

Man mano che tutto continua senza controllo ci sentiamo sempre meno sicuri e sempre più poveri. E non c'è sosta nonostante le risorse stiano finendo e nonostante noi rischiamo di finire con esse, sempre più in fretta giorno dopo giorno.

I nostri sfortunati posteri che erediteranno una zona come quella, vivranno in comunità dure, crudeli e separate e dovranno duramente combattere per sistemare una nuova pesante realtà. In molti casi loro saranno come gli ultimi sopravvissuti che vivono nella zona di Chernobyl. Sono sfortunati e come tutte le persone sfortunate hanno solo una buona filosofia, che sostituisce la buona vita che hanno perso.

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Questa primavera si è diffuso ed ha avuto buona pubblicità il videogioco "Stalker, all'ombra di Chernobyl", nonostante il fatto che ci si sia chiesti se ha senso che un contesto di simile miseria faccia da sfondo ad un videogioco. Io su quel gioco non ho nessuna opinione, ma mi scuote come la politica, la scienza e il nostro sistema degli affari tenda a semplificare tutto nel falso, artificiale, costruito e falsificabile mondo dei videogiochi; senza prendere in considerazione le conseguenze dei fallimenti e delle miserie umane.

Queste persone con il loro potere cercano solo la felicità universale che parte dal fatto che si aspiri a divertirsi senza pericolo e in sicurezza e con comodità e vita più facile per tutti. A milioni oggi stanno dando la caccia ai mostri di Chernobyl, sui loro computer, senza sapere che c'è un mostro vero dietro questo scenario e che questi mostri potrebbero iniziare a cacciare ognuno di noi e in qualunque momento... nella vita reale.

Il medioevo atomico

Nel Maggio 2007 ho completato il mio libro "Il medioevo atomico". Il titolo del libro deriva dalla mia forte convinzione che ai giorni nostri stiamo vivendo un'epoca simile al medioevo in Europa. Dopo che i Barbari conquistarono Roma, molti secoli dopo sono proprio spariti dal calendario umano. La Chiesa divenne la più alta autorità, la creatività fu soppressa e le menti delle persone furono avvelenate da bevande e religione.

Sotto il pugno di ferro delle dittature delle corporazioni come avviene oggi, adesso l' Europa è invasa da migranti stranieri, e le menti delle persone sono avvelenate con ogni sorta di nuovi "narcotici": ideologici, religiosi e biochimici.

Io credo davvero che un giorno la gente chiamerà la nostra epoca "il medioevo atomico", ed il significato storico di Chernobyl e del suo sarcofago rappresenteranno la prima pietra tombale della nostra epoca. Rimarrà radioattivo per almeno 100 mila anni e sopravvivrà completamente ad altri eventi della nostra epoca.

Certamente molta gente non condivide questa idea perché loro credono di vivere in tempi avanzati. Ma settecento anni fa nessuno di coloro che vivevano in quello che noi ora chiamiamo medioevo pensava di vivere in quell'epoca. Nel medioevo la gente pensava di vivere in tempi moderni e credevano nel progresso umano, proprio come la gente ci crede oggi.

Globalizzazione nucleare

Oggi sempre più nazioni stanno iniziando a costruire reattori nucleari, abbandonando i vecchi piani per lo smantellamento dei vecchi impianti di quel tipo oppure aprendo discussioni sulla costruzione di quelli nuovi. La Rinascita Atomica nel mondo civilizzato sia occidentale che orientale non lascia dubbi sul fatto che questa parte di mondo stia entrando in una "Era Oscura" basata semplicemente sul fatto di "aver fiducia", a sua volta basata su una propaganda violenta, sconsiderata, oscura e anche su una irragionevole fiducia nel sistema.

Sembra che ci si stia allontanando da un pensiero critico basato sulla ragionevolezza, duro sul lavoro e sull'innovazione creativa, andando verso un grande egoismo, nullafacenza, consumismo sconsiderato, con i nostri capi politici controllati da un corporatismo potente e motivato da grette ragioni. Ci stiamo rapidamente muovendo verso una sorta di falsa democrazia che è in realtà controllata dalle aziende, dal militarismo e dal fascismo. Questo processo è globale.

I reattori nucleari vengono costruiti come a comando. L'energia atomica sta invadendo il nostro pianeta con la facilità con cui Hitler invase l'Europa, trovando poca resistenza adesso come allora. Questo spiega proprio bene cosa sia la globalizzazione. La globalizzazione delle culture,che in differenti stati e razze si mescola e si fonde in un altro segno di un Nuovo Medio Evo.

Non bisogna permettere che i mezzi di informazione al servizio di questi enti ci allontanino dalla realtà e ci facciano credere che la globalizzazione arricchirà le nazioni dall'interno di loro stesse. L'operato di questi enti si basa solo su interessi economici e la globalizzazione porta solo ulteriori introiti a queste aziende facilitandone in tal modo l'ingresso sui mercati dove si installano con consorzi gestiti da persone corrotte. All'inizio creano un effettivo vantaggio sull'economia e sulla cultura della società, ma successivamente i vantaggi calano e infine si arriva a un disastro anche per tutte queste economie.

Per le culture la globalizzazione è come un'invasione per le piante, che le uccide tutte lasciandone solo un tipo, pronto per una riproduzione totale a vantaggio di chi sfrutta e consuma il mercato del legname senza avere competenze per capire come si dovrebbe fare una distinzione. Sono come una massa di prodotti fatti a mano, tutti uguali. Questi barbari non hanno la capacità di pensare e giudicare. I barbari dell'era digitale, che in agenda hanno impegni come vedere la TV, giocare al computer e adorare i personaggi sportivi e gli attori.

La globalizzazione divide la povertà interna ad un paese nella stessa misura in cui distribuisce la ricchezza all’esterno. Se, come avviene adesso, la gente resta passiva, questa globalizzazione ci butterà giù e ci renderà mediocri e senza valori sociali e morali, la volgarità e la corruzione si diffonderanno, perché è più facile ed economico prendere scorciatoie piuttosto che prendersi dei meriti.

Mentre la natura imposta una differenza molto ampia tra le razze e le nazioni, la globalizzazione non ne tiene conto e le cancella. Come dei colori che vengono mescolati fino a perdere la loro luminosità, è così un’integrazione reciproca, che ci costringe, per amore di armonia a modificare del tutto la nostra forma. Ciò richiede un pesante atto di auto-negazione, che ci deruba di identità nazionale, come ogni gruppo etnico o nazione, che deve rinunciare a cinque/sesti di se stessa per essere come gli altri.

Come prima condizione della sua esistenza, la globalizzazione è una cosa altamente coinvolgente per le persone che ne sono interessate. Ciò significa che più persone coinvolge, più questa globalizzazione diventa vuota e priva di valori morali. Infine le nazioni impoverite dentro si impoveriranno anche al di fuori, e tutto questo sistema andrà al collasso, proprio come l'Unione Sovietica.

Chiamo il nostro tempo "Il Medioevo Atomico" proprio perché le sue colonne portanti pare proprio che si rifacciano al primo Medio Evo. Il processo di collasso delle nazioni parallelo a quello della loro unione universale. Hanno iniziato un processo di consolidamento e unione come quello dei tempi di Diocleziano e dei suoi successori.

Nella mia parte di mondo vedo chiaramente l'inizio di un nuovo feudalesimo. Le tante repubbliche che collassano, dopo vent'anni senza una moneta o un qualsiasi altro segno di identità nazionale, sono guidati da capi con le stesse ambizioni dei tempi del feudalesimo. E ognuno di loro aspira ad arrivare alla posizione di essere un capo dell'energia nucleare.

Oggi ci sono grandi migrazioni e riassestamenti di moltitudini di persone. Questo potrebbe voler dire un nuovo caos tra le persone. Come le barbarie avanzano guadagnando terreno, il numero dei veri professionisti e degli specialisti coscienziosi cala costantemente. La domanda che mi voglio porre: "Chi porrà attenzione allo spreco su vasta scala e agli impianti atomici quando scapperanno di mano ai sistemi automatici e politici"?

Se tutto questo processo andrà avanti alla velocità attuale, presto non ci saranno più specialisti, ma solo una brulicante massa di quasi selvaggi che occuperanno ogni posizione civile e dell'alta tecnologia. E in tal caso ciò che ci aspetterà sarà una nuova era barbarica, ma non come quella che avvenne tra vasti campi e le foreste ai tempi dell'Antica Roma. Questa sarà come un neo-inferno di macchine da guerra e reattori nucleari.

Come ai tempi del Medio Evo, nei nostri giorni la cultura spirituale sta vivendo l'era delle catacombe. Oggi non vive tra le pagine di quotidiani e di mensili e neanche tra le mura di chiese e università. Il vero spirito culturale del nostro tempo è stato portato sottoterra e ora vive in grotte virtuali, passaggi e labirinti dei siti internet.

Il mio libro è nato da queste catacombe e riflette questo nostro crescente disorientamento sociale. Il libro non vuole infangare nessuno e neanche trovare chi biasimare. Io piuttosto intendo piantare un fiore vero tra le piaghe della tecnologia.

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Ufficialmente il medioevo atomico iniziò il 7 Maggio 1945, quando gli Stati Uniti fecero il loro primo test atomico, chiamato "Trinità". Da allora ottenere armi atomiche è diventata una priorità per molte nazioni. Viviamo in un mondo dove gli Stati hanno diritti in base a quanto grande è il loro potere, i programmi nucleari civili sono sempre stati sotto l'ala protettrice del sistema militare e governativo. Non importa a nessuno che ogni centrale nucleare costata milioni di dollari, sterline o rubli più della cifra prevista e che sia stato necessario molto più tempo del previsto per costruirla. Infine, si ignora anche che questi impianti hanno prodotto solo una modesta quantità dell' elettricità richiesta dalle nazioni sul cui territorio sorgono. Naturalmente i politici e i militari smentiscono tutto ciò. Questi fallimenti tecnici non sono un argomento che conta, dopotutto, l'industria atomica non serve per l'energia elettrica, ma per il potere.

Rinascimento Atomico

Secondo alcuni recenti quotidiani usciti nella zona dove vivo: "L'Europa è pronta a cominciare una nuova era nucleare, invertendo due decenni di politiche volte ad abbandonare l'energia nucleare come fonte di energia in seguito al disastro di Chernobyl del 1986... La Finlandia sta costruendo il più grande impianto nucleare, che sarà aperto nel 2010. Svezia, Italia e Olanda hanno invece abbandonato i piani di smantellamento dei vecchi impianti e stanno progettando la costruzione di nuovi impianti di quel tipo. La Svizzera ha emesso una moratoria per nuovi impianti nucleari. In Febbraio la Polonia ha accettato di aiutare la Lituania nella costruzione di un impianto nucleare. La Bielorussia inizierà il prossimo anno la costruzione di un'impianto di quel genere che entrerà in funzione nel 2014. La Russia ha iniziato a costruire nuovi sottomarini atomici (ma di vecchia concezione) e altre navi da guerra a propulsione atomica, che in pratica sono centrali nucleari galleggianti, ecc".

E' chiaro che in 20 anni i timori nucleari sollevati dall'incidente di Chernobyl spariranno. Inizia una inversione di tendenza: un innalzamento dei prezzi di petrolio e gas naturale che si sommano alla scarsa disponibilità di combustibili fossili dalla Russia.

Ma al di sopra di tutto, c’è la preoccupazione per il riscaldamento globale, che, come una Chernobyl globale al rallentatore, aumenta il ritmo della fusione man mano che le calotte polari e i ghiacciai si sciolgono. L'idea di raffreddare la Terra con i reattori nucleari, è avanzata da coloro che sostengono che i reattori nucleari potrebbero essere un buon sostituto del combustibile fossile, perché creano solo un minimo incremento al riscaldamento globale. Altri dicono che non è una buona idea perché costruire più reattori non farebbe altro che velocizzare l’avvento della catastrofe.

Soluzioni alternative come l'energia solare ed eolica sono ancora poco conosciute perché portano modesti introiti economici e ancor meno potere politico. Nel frattempo abbiamo poco tempo per prendere atto dell'effettiva pulizia di energie come quella solare e quella eolica. Se nell'immediato futuro soluzioni alternative non verranno sviluppate, allora avremo solo la scelta di un incremento dell'uso dell'energia atomica e dei combustibili fossili... e di fatto la vita ci presenterà una più o meno violenta oscillazione tra quei due estremi che rappresentano due modi, uno condurrà ad un nuovo incidente di Chernobyl e l'altro ad una nuova Atlantide.

Più saremo fortunati e più ci allontaneremo dal primo estremo, più ci avvicineremo al secondo. Dopo i disastri nucleari, dove il terrore delle radiazioni surclassa nettamente tutte le altre grandi paure che abbiamo, il dolore diventa il solo standard con cui regolare le nostre azioni, così chiuderemo le centrali atomiche; ma una volta che sarà risolta la paura nucleare, gli uragani e le alluvioni appariranno come una minaccia più reale. Nel frattempo tenteremo di riaprire nuovamente le centrali nucleari. Se una soluzione positiva non sarà trovata, ci muoveremo avanti e indietro in un circolo vizioso fino a che non finiremo in una palude radioattiva.

E' tempo che la gente apra gli occhi e che si sbarazzi di quell'atteggiamento senza scrupoli, che si accorga che la tranquillissima vita degli anni '90 se n'è andata da tanto, un paradiso che abbiamo mandato via; oggi l'interesse dell'umanità nel restare in vita supera gli interessi vitali della natura; il conflitto tra noi e lei sta crescendo, è davvero l'ora di capire che continuando a forzare la natura, la nostra vittoria avrà durata molto breve. La natura ci insegnerà molto presto e molto duramente che non possediamo proprio niente e che nel mondo tutto è sotto il suo comando. Essa reclamerà fortissimamente questo suo diritto con forza doppia e anche tripla al di sopra dei nostri affari, delle nostre case e i nostri territori, e al di sopra di ogni cosa che possediamo e quando sarà troppo tardi, ognuno capirà che siamo stati governati indecentemente, con falsi valori, e che il solo modo di vivere in armonia con la natura è di non scontrarci con essa, come una filosofia positiva e universalmente adottata ci insegna. Questo è la fonte di ogni guaio.

Luglio 2007

[Nota 1: filosofia positiva (positivismo) è la dottrina filosofica della scienza, che insegna che è meglio sottolineare gli eventi positivi e non le delusioni, che sono una parte occasionale della vita, che il mondo è destinato a essere conquistato, che quelli che non riescono a raggiungere un obiettivo sono quelli che non sono abbastanza intelligenti per superare le difficoltà che trovano sulla loro strada ... Per contro, gli Upanishads (saggi Vedic che si occupano di tutti i problemi filosofici) e la Bibbia ci insegnano che la durata della vita è una piccola promessa e la tristezza è la sola cosa che gli umani possiedono...

Tutto il capitalismo e tutto il socialismo non vennero toccati da questo spirito. Il "materialismo dialettale" (la principale dottrina comunista) era una forma di positivismo, in cui uno schema di cambiamento storico della illuminata società socialista consisteva in cambiamenti irreversibili in una direzione, solo che quella direzione andava contro al miglioramento. Secondo questa dottrina, incidenti simili a quello di Chernobyl non sarebbero mai potuti accadere, era proprio impossibile. Ma quando poi un incidente di quella portata è capitato, quella dottrina è caduta e l'Unione Sovietica è caduta con essa. L'incidente di Chernobyl ha minato in profondità l'ideologia sovietica. Il sistema non poteva reagire, perché il positivismo non era scientificamente e ragionevolmente critico come era all' inizio del ventesimo secolo, a quel punto quella dottrina era ridotta a una stagnante e infondata ideologia di partito. Sebbene non ammisero mai una tale catastrofe, il sistema del materialismo dialettale non poteva più esistere. Ho sperato che l'incidente di Chernobyl fosse l'ultimo chiodo che chiudeva la bara del positivismo sovietico, ma non fu così. I fantasmi non muoiono e così il materialismo dialettale oggi viene convertito in una nuova forma di positivismo corporativo. Come un uragano che ha appena colpito una penisola spesso svanisce, così l'illusione quando fa fronte ai veri problemi, per un po' perde forma e identità, proprio come un uragano, il fantasma passa oltre e dopo un po’ si riorganizza, prende di nuovo forza, riacquista nuova forma e così il suo viaggio continua.. ]

Luglio 2007

Intervista con "Wirtschaftwetter", un giornale online su internet

Domande per Elena:

Elena, lei dov'era il 26 Aprile 1986? Cosa è accaduto a lei e alla sua famiglia quel giorno?

Quel giorno non era diverso dagli altri, giocavamo nelle strade, il vento veniva da Sud e questo fece si che a Kiev le radiazioni non raggiungessero un livello elevato. Quando il livello iniziò ad alzarsi, mio padre mandò via me e mia sorella, ci mise su un treno senza che avessimo nemmeno il biglietto. Il panico era già cominciato e per questo quel treno era pieno di bambini. Mio padre dice che a Kiev quel giorno i livelli di radiazioni erano oltre 1 millirontgen all'ora all'altezza degli occhi, e da 20 a 50 millirontgen al suolo. Oggi i livelli di radiazioni così alti si trovano solo a Chernobyl, dove vennero seppellite le scorie radioattive. La gran parte degli abitanti di Kiev se ne andarono e rimasero dai loro parenti fino a metà Maggio 1986, poi le scuole, i collegi, le fabbriche e le altre strutture iniziarono a reclamare impiegati e studenti, quindi non abbiamo avuto altra scelta che ritornare nella radioattiva Kiev.

Oggi gli abitanti della zona di Chernobyl dove sono?

Quella gente fu trasferita e oggi vive in diverse città o cittadine in Ucraina, la gran parte di loro vive a Kiev. Quel trasferimento fu molto duro per loro. Per loro è stato come venire trasferiti in un limbo o come aver ripiantato un albero, che spesso non attecchisce in un ambiente nuovo, specialmente se molto diverso da quello dove quell'albero ha avuto origine.

Molti degli evacuati di Chernobyl vivevano in aree rurali e qui tra la vita di città e quella dei villaggi c'è molta differenza. Mi faccia fare alcuni paragoni per spiegare questo problema.

La lingua - nelle città si parla russo e nei villaggi ucraino. Questa è la principale barriera, la lingua.

Il tempo - nei villaggi è statico e nelle città è dinamico.

La visione del mondo - nei villaggi deriva dalle conoscenze sulla natura organica, mentre nelle città è determinata sia dalle conoscenze ingegneristiche che artistiche, e tende a essere meccanica e pragmatica.

Attitudine - nelle campagne tende a essere tellurica o organica, deriva dal retaggio degli antenati a cui è profondamente legata e non è possibile senza le tradizioni sacre. Nelle città, invece, la vita è pro-civilizzazione, c‘è una volontà globale di riordinare la Terra stessa completamente. Una città per sua natura ha un'impronta internazionale, l'esatto opposto di un villaggio.

Cosa ha colpito più profondamente quegli abitanti è stata la privazione spirituale dopo che vennero trasferiti. La vita nei villaggi segue passo passo la natura, l'esatto opposto di ciò che succede nelle città. L'animo di chi vive in campagna nei suoi modi gentili venne influenzato dal periodo Cristiano della storia, i cui raggi solari fanno brillare quello spirito attraverso qualunque cosa. In una città quei raggi vengono tarpati dalle pratiche grette di una civiltà senza Dio.

Per queste ragioni molti degli evacuati di Chernobyl sono morti per il bere, per la nostalgia di casa e per la disperazione, mentre altri sono tornati nelle loro case e sono morti per le radiazioni. Coloro che erano giovani e forti si sono sistemati in diverse zone e ora vivono nella nostra società.

Cosa accadrà a quel reattore in futuro? E' vero che non sarà mai sicuro?

Questa è una cosa che io non posso prevedere. Ci sono stati pochi tentativi di costruire nuovi sarcofaghi e sono tutti falliti. Tutto quello che so è che fino a che in Ucraina la situazione economico-politica sarà instabile nessuno investirà nel progetto di un sarcofago del costo di parecchi miliardi di dollari.

La gente dice che adesso è molto più sicuro viaggiare nella zona di Chernobyl? E' vero? Cosa si può dire delle radiazioni nel terreno? La gente potrà nuovamente vivere lì?

Viaggiare lì adesso è molto più sicuro, ma non viverci. La natura curerà la terra e spero che un giorno la gente possa vivere nuovamente in alcune di quelle zone.

Elena, lei nel suo sito inserisce molte foto, informazioni, dati ricavati da diari e pensieri suoi personali. Cosa sta cercando? Che cosa la spinge a tornare più e più volte in quelle zone?

Sono sicura che molte persone nel mondo farebbero questo lavoro, ma non tutte queste persone hanno i soldi per venire qui, non tutte parlano la lingua locale e sanno come ottenere il permesso per visitare la zona di Chernobyl o come superare i controlli. Io so come fare perché sono nata qui. Chernobyl è la mia casa e svolgere questo lavoro è più facile per me che per gente che vive molto lontano da qui. Chernobyl è anche una parte della mia vita e sento anche di essere obbligata a parlarne.

Spero un giorno di riparare la mia moto e continuare a raccontare questa storia.

A cosa pensa quando attraversa il confine immaginario con la Terra dei Lupi?

Per me il confine immaginario con la Terra dei Lupi è un ponte a 60 chilometri a Ovest del reattore. C' è il villaggio morto di Bobyor (Castoro) che sorgeva lungo la riva di un fiume. Questo luogo è molto bello e stando su questo ponte, sento che in parte perdo il senso della realtà, ho davvero una sensazione della perdita della presenza del tempo.

Normalmente le persone hanno la sensazione che nella zona di Chernobyl il tempo stia fermo. La causa di ciò è che nel tempo ogni cosa cambia, ma a Chernobyl il tempo non fa cambiare nulla. Nella vita umana 10 o 15 anni sono sempre un periodo di tempo significativo, in cui accade sempre qualcosa, mentre a Chernobyl nello stesso periodo di tempo nulla cambia, quindi mi sento come se stessi su un ponte collegato con l'infinito e come se stessi lì per 1000 anni vedendo sempre la stessa immagine e pensando la stessa cosa, la vanità della nostra esistenza e la fugacità dell'umanità, che nel tempo di decadimento degli isotopi non è che un breve momento, dato che gli isotopi passano brillando, lentamente da un elemento all'altro.

Su quel ponte mi sento come tra due mondi. Uno è (quello che mi lascio alle spalle) quello della nostra civiltà, dove c'è un via vai e un tumulto continuo e in esso solo il veloce passaggio degli esseri umani dà modo di percepire l'esistenza dell'umanità; ciò a Chernobyl è stato dimenticato perché lì le persone non sono che ingombranti e brevi presenze e per loro ciò che c'era non c'è più.

Quando attraverso quel confine immaginario penso che il mondo che sto lasciando sia solo fisico mentre quello in cui sto per entrare sia metafisico; dove le strade sono senza pedoni, le casse dei negozi senza i proprietari e le chiese senza preti; perché quel mondo metafisico non è neanche il paradiso di Dio e nemmeno il regno di Giulio Cesare, adesso è il regno di Pluto, dove passato, presente e futuro esistono tutti e tre in una dimensione sola.

Penso anche alla vita che una volta pulsava nella zona di Chernobyl, vita umana quasi normale, dove la gente costruì delle carriere o dei mulini a vento, oppure dei rifugi sotterranei antitempesta o dei castelli in aria. Una vita dove certi semi non sono mai germogliati e altre persone hanno mietuto un raccolto che non hanno seminato... Adesso, tutti quei loro sforzi, risultati e passioni non sono che una pallida ombra su un muro.

Lei crede che fra 10 o 20 anni la gente parlerà ancora dell'incidente di Chernobyl?

Le persone non possono dimenticare completamente un incidente così. Ha colpito una zona tanto vasta, avvelenata dalle radiazioni, sarà sempre lì e ci ricorderà sempre di lei.

Lei è contro la tecnologia nucleare?

Questa tecnologia mette una sentenza di morte sul mondo; nelle mani umane è molto pericolosa.

Cosa vorrebbe dire ai bambini nati negli ultimi 15 anni? E cosa vorrebbe dire ai loro genitori?

Di non sentirsi abbandonati, perché il mondo sta lottando per loro.

Di non stare più del necessario sull'abisso della sfortuna perché, come diceva Nietzsche, quando guardi a lungo nell'abisso, l'abisso ti guarda dentro.

Ciò significa dedicare pochi pensieri alle cose infinite, come il tempo, l'universo e la stupidità umana.

Elena, lei è ancora una persona ottimista?

Sono una pessimista allegra.

Astrid Wehling/Wirtschaftswetter/October 2007

[[Nota 2: Friedrich Nietzsche, "Oltre il bene e il male" Epigrammi e Interludi, 146: Chiunque combatte i mostri dovrebbe prestare attenzione a non diventare a sua volta un mostro. E quando si guarda in un abisso l'abisso guarda in noi.]

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