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12/09/1962
Campinas • SP
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Redação

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Racconto

LA BOTTE
Don Antônio Maragno Lacerda
Prêmio UNICE 2001


      L'acqua tocca il dorso della terra. Ma le piogge persistono. Le pozze si uniscono e scorrono lungo i solchi trasfomando il suolo siciliano in pantano.
Lavoratori puliscono e mettono via i ferri del mestiere per evitare la ruggine, riempiono i carretti di cereali e prendono il cammino del villaggio.
Ruote rudimentali spargono il fango lasciando lunghe strisce.
Ad un tratto i veicoli si fermano ed i conducenti gettano attorno sguardi nervosi. A pochi passi dalla strada, confusa dal limite del bosco, c'è una capanna fatta di pietra, legno, e fango misturato ad erbe. Il tracciato delle pareti si apre a rombi lavati dalla pioggia, come gli scogli in alto mare.

Dalle finestre socchiuse, si ode un pianto sommesso. Il più timoroso degli uomini si rannicchia in fondo al carro. Gli altri, imprecano tra i denti per la rabbia.
Qualcuno scende e con un gesto confuso mette sulla porta un ramoscello di camomilla. Un braccio emerge dall'oscurità, e subito il medicamento scompare.
La dentro, Maria ascolta per un pò il rumore dei carretti nella strada piena di fango.
Rassegnata, accende il fuoco, poi mette nell'acqua bollente quel ramoscello di camomilla.
Gli occhi neri guardano fissi quel lettino di paglia intrecciata. Le palpebre. gonfie per la stanchezza, sbattono dolorosamente.

Il lumicino acceso davanti alla Vergine getta una luce fioca sul lettino di paglia.
La bambina tremante di febbre fissa cieca l'immagine della Madonna.
Perdute fra coperte e cenci, le piccole dita si muovono senza sosta: l'influenza.
Filippo, vedendo la figlioletta consumarsi per la febbre, prepara il carretto.
Parte veloce per il villaggio e si dirige
all'unico posto dove può avere un pò di chinino e impiastro. Il negozio, miscuglio di bottega, deposito di cereali, cantina e farmacia, monopolizza il commercio della regione. Leonardo, invaso da un forte sentimento di proprietà, in un certo senso governa anche il villaggio e dintorni. Impresta soldi a tassi elevati, fa ipoteche e così via.

Brasão Trento - Itália

Filippo ha un momento di esitazione prima di spingere l'uscio a due battenti.
Un odore acre di spirito ed altre merci gli batte sul viso.
Il rumore delle sedie, delle risate e delle chiacchiere, ferisce il suo udito, ed un sospiro riempie il suo petto. Tutte fisonomie amiche, eccetto il negoziante, naturalmente.
I dissapori ebberi inizio quando Filippo rifiutò le proposte del commerciante.
Leonardo, offriva per il raccolto un prezzo basso, sleale e lui preferì tentare di venderlo in un altro posto. Prese una strada dissestata, diritta e piena di buche. Una pioggia forte lo sorprese, e quando dopo diversi giorni arrivò al suo destino, il grano bagnato scorreva macchiato e appiccicoso dalle fessure del carretto. Sperimentò la miseria.

Filippo si inumidisce le labbra. Gli occhi sperduti guardano un vecchio contadino con le guance angolose, consumate da tante vigilie. Impallidisce, muove le labbra. Le parole non escono. Il negoziante gli risparmia lo sforzo.

Indifferente, com una tranquillità antagonica, appoggia il grembiule sporco sul bancone.

- Che cosa vuoi ?
- Niente....ho bisogno di chinino e di seme di lino....per piacere. Mariuccia ha la febbre, stà molto male. Mi aiuti, Leornardo, poi io pago tutto, lei lo sa che io non sono disonesto...... non sono disonesto....

Filippo stringe le labbra, non sapendo più cosa dire.

- Non sei disonesto - freme il vecchio con evidente irritazione - È chiaro che non lo sei. Nessun miserabile fa lo sbruffone qui nel mio negozio. E sai perchè? Perchè non ti darò niente. Hai sentito? Non ti darò niente!

- Ma io ho bisogno...
- Ah!....adesso hai bisogno, animale! Ma io non ho niente a che vedere con questo.
Sai perchè la bambina è ammalata? Perchè tu hai gettato il grano là per la strada.
L'hai sprecato. Adesso tu vieni ad implorare. Non ti dò niente...

Si allontana. A queste parole, i presenti vengono assaliti da un sentimento di solidarietà e cercano nel portafoglio. Inutile. Leonardo li guarda.
- Chi si arrischia, farà i conti con me.

Filippo prende il negoziante per bavero. Lo scuote.
- Mi ascolti, o io l'ammazzo. Mi dia la medicina. Gli lascio il mio carretto....Vale di più. Può prendere anche le bestie... Io non sono un disonesto sbruffone, capisce...Non sono disonesto.
- Va bene. Non occorre ripetere. Ma per castigo tornerai a casa a piedi, cosi imparerai.
Ecco, piglia.

Prende un pacco dal cassetto e lo getta sul banco. Filippo esce come un fulmine e corre calpestando le pozze d'àcqua.
Non incontra nessun veicolo lungo il cammino, sono tutti nei campi per il raccolto.
Le gambe continuano frenetiche accorciando la distanza - ad un certo punto incrocia il convoglio che cigola sulla strada. I saluti degli amici, cosa rara, lo sorpendono.
La notte balza nello spazio...

Con i vestiti inzuppati e infangati sta ancora correndo quando avvista le luci della capanna. Avanza, non smette di correre, sbatte contro la porta e cade per terra.

Maria si accende di speranza. Tanto felice e piena di speranza che strappa il pacchetto dalle mani del marito che si sta rianimando. Corre al lettino e fa inghiottire il chinino alla bambina. La scopre e le applica l'impiastro.

Madre e figlia respirano all'unisono. A poco a poco subentra nella bimba una tranquillità confortante, delicata, ma decisiva. La febbre passa. Filippo, rianimato, abbraccia la sposa.

Venduto il raccolto, i contadini truffati come sempre, si accostano umilmente al balcone.
Uomini con guance quasi azzurre, com pantaloni chiari, a righe, di panno a buon mercato, cercano i bicchieri. Le donne, a gruppi di tre o quattro, chiacchierano con un figlio in braccio ed un altro nel ventre.

Si confondono tutti nello stesso colore che contrasta com il tono delle pareti, dove scaffali alti, com la vernice scrostata, mostrano una

profusione di lattine, bicchieri e bottiglie. I tavolini traballanti sono illuminati da un lampadario in forma di ruota.
C'è della musica, ed i giovani ballano volteggiando sotto gli sguardi dei genitori. Dietro al bancone la faccia avara del vecchio. Tutto il vino che scorre dai rubinetti, nei barili, passa sotto lo sguardo attento del vecchio. L'avarizia non permette sprechi, e lui nemmeno conosce la gioia dopo un duro lavoro quotidiano. Per Leonardo, musica è solo il tintinnio delle monete.

Adesso, finito il vino, lui va a prenderlo in cantina, ma con l'attenzione rivolta al bancone per controllare la vendita. Scendendo le scale scivola e cade dentro una grande botte.
Comincia subito a gridare, ed i contadini accorrono in suo aiuto.

Per la profondità del recipiente, gli sforzi sono inutili, allora i contadini decidono di smontare la botte per far uscire l'insolito contenuto. Il negoziante, attaccato al bordo, piagnucola convulsamente.

- Il mio vino....attenti con il vino. Per favore andate cauti, non sprecatelo.

Qualcuno tra i presenti, con le dita unite abbozza il gesto tipico degli italiani.

- Vino? Ma che vino? Nessuno vorrà comperare quest'acqua sporca dove sei caduto.

Si sente un movimento nella botte. Un rumore d'acqua, una respirazione alterata.

- Il mio vino. Sono fallito....maledetta scala. Non vi lascerò sprecare il mio vino.

- Allora resta dentro.

Ed i clienti, indefferenti, cominciano a ritirarsi.

- Aspettate, non mi lasciate, potete buttarlo via.
- Macchè buttarlo? Cosa ci guadagnamo?
- Mamma mia, oltre che povero sono anche derubato. Come farò?
- Bene gridano, potremo berci il vino.

Si muovono tutti allo stesso tempo, come se fossero pungolati da speroni. I giovani si danno le mani e formano un circolo attorno alla botte. Appaiono gli istrumenti.

Musica.

Il rubinetto è aperto e a notte inoltrata sono tutti ubriachi per togliere il vecchio dalla botte vuota.

O Autore A. Maragno de Lacerda

DAVID ANTUNES, membro dell'Accademia Camoinense di lettere, durante molti anni fu ispettore del "Banco do Brasil". Nato a Piracicaba, è considerato l'iniziatore del romanzo moderno brasiliano. Incenso e Polvere, Briguela, Bagunça, Lagoa Verde, sono alcune delle sue opere pubblicate in varie edizioni. Ma fu con A face trágica da Arte, di ripercussione internazionale, che conquistò l'opinione pubblica. Dedicò una sincera amicizia allo scrittore del racconto La Botte, Antonio Maragno Lacerda, che praticamente adottò come affiliato nel campo delle lettere. Non ebbe dubbi nel considerare La Botte una opera prima della letteratura brasiliana e lo dichiarò in vari articoli e nello stesso libro A face trágica da Arte. Ecco la sua opinione: "È un peccato che gli abitanti di Piracicaba non conoscano questo scrittore conterraneo. Antonio Maragno Lacerda, autore del racconto La Botte, ha scritto anche un originalissimo studio sulla personalità di Edgar Allan Poe, analizzando la sua mitomania con efficenza. Occorre considerare che questa particolarità di Edgar Allan Poe fu ignorata durante molti anni. Antonio Maragno Lacerda possiede una speciale abilità nell' armare, alimentare e concludere la trama con un elemento di sorpresa di vero valore."

 


Don ANTONIO MARAGNO LACERDA, è nato a Piracicaba e fin da bambino leggeva ed accompagnava i lavori giornalistici del giornale della famiglia. Con 18 anni di etá entrò definitivamente nel giornalismo collaborando con il Correio Popular, Diário do Povo e il Jornal de Campinas. Ha lavorato per il Jornal de Botucatu, o Suplemento Singra e X-9. All'età di venti anni fondò la rivista Quarteto e subito dopo il JORNAL DOS MUNICÍPIOS che all'inizio circolò solo nello Stato di São Paulo, e dopo la rivoluzione del 1964, nella zona Nordest dello Stato di Rio Grande do Sul dove rapprentò uno strumento per il progresso di molti municipi "Gauchos".
In quella stessa epoca ha lavorato anche alla Radio princesa di Caxias do Sul e al giornale O Pioneiro. In Caxias do Sul ebbe occasione di impiantare l'attuale Museo Municipale, che gli valse Voti di Congratulazioni da parte della Camera Municipale, con voto unanime, secondo l'indicazione N. 208/65 presentata dal Consigliere Alfredo José de Bortoli. Ha scritto tra l'altro i libri Conflito (Edizione Paolina), O homem da Jaqueta Plástica (Edizione Quarteto), O Circulo Vicioso (Edizione Editam) che ebbe molto successo in Brasile ed in Portogallo.
Invitato come Consigliere dalle Ambasciate Arabe accreditate in Brasilia, ha sviluppato un esteso programma sociale e lo Statuto di una Federazione Beneficiente la cui attuazione umanistica é citata como modello.

Nota:
Tutte le note di questo sito, sono a disposizione degli editori Europei per la pubblicazione in libro.



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