CHI ERA AGNESE? - Parte II
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Non ci riuscira`?
Condannera` alla morte Agnese secondo i decreti imperiali; ma quale magro conforto per la perdita del figlio! Ci riuscira`? Sara` allora costretto a riconoscere l`onnipotenza di Cristo, ad adorarlo, forse a lasciare l`alto ufficio che occupa.
E la folla? La voce della promessa d`Agnese si era sparsa in un baleno e, al solito, secondo gli umori, varie erano le supposizioni.
Ormai i fatti succeduti sotto gli occhi dei piu` avevano scosso i meno induriti. Il fatto del mando di capelli che avevano salvato il decoro della vergine era stato palese. Palese era pure la luce che la circondava in quella tana di lupe ed il vestito che la copriva.
Don`era venuto quell`abito si` splendido e bene adatto alla persona? e quale la causa della morte di Procopio?
Ma i sacerdoli degl`idoli non desistevano dal malignare e sommuovere il popolo, dicendo che tutto era da attribuirsi ad arti magiche; che si doveva procedere contro Agnese se a norma delle leggi e dare alle fiamme la strega.
Ad un tratto, sopra il mormorar della folla, echeggia un grido che fa fremere tutti:
"Uno solo e` Dio in cielo, ed e` il Dio dei Cristiani. Vani sono i templi, vani gli dei che vi adorano, incapaci affatto di aiutare se' e gli altri."
Chi aveva emesso quel grido cosi` franco? Non altri che Procopio, facendo esultare di gioia gli ammiratori di Agnese e impallidire di rabbia i pagani ostinati. Il miracolo era troppo evidente perche' lo si potesse negare; ricorrere al consueto ripiego delle arti magiche era cosa invero assai comoda, ma poteva divenire ridicola. Procopio, l`insidiatore di Agnese, il giovane pagano e libertino era la` sano e salvo, strappato alla morte per le preghiere di Agnese. Dov`era stato il suo spirito separato dal corpo? Che cosa aveva veduto? Come aveva potuto prorompere in quella franca ed audace professione di fede cristiana? Se grande era l`impressione della folla, immaginate quella di Sinforiano. Riavere il figlio con un prodigio cosi` stupendo era cosa che sorpassava la sua immaginazione, ed ai suoi occhi Agnese, di cui gia` stimava la virtu`, diveniva gigante. .... pp106 to 108
...I capi della sinagoga, quando Gesu` Cristo ebbe risuscitato Lazzaro, ebbereo questo singolare ragionamento: "Questo uomo fa miracoli, dunque... e` necessario ammazzarlo."...P.112...
...Avvenne lo stesso nel caso di Agnese. Gli aruspici ed i pontefici pagani s`avvidero della profonda impressione che il clamoroso avvenimento aveva fatto sull`animo del popolo; conoscevano pero` assai bene questo popolo, ed erano certi che fra esso c`erano delle canaglie matricolate che avrebbero dato fuoco al cielo se lo avessero potuto: e di questa leva si servirono per eccitare gli animi contro Agnese, inscenare una sedizione e costringere il Prefetto a pronunciar contro la fanciulla la sentenza capitale. Si grida ad alta voce: "Morte alla maga! Morte alla malefica che travolge le menti e fa perdere il giudizio!"
Sinforiano che era tutto contento per la ricuperata vita e saluto del figlio ed aveva gia` deliberato di mettere Agnese in liberta`, resta sbalordito e spaventato da quelle incomposte gridaq sediziose; conosce bene quei pontefici e sa di che cosa sono capaci e quanta e` la loro potenza sul popolo: d`altra parte s`e` gia` compromesso coll`arrestare la giovinetta e, non sapendo come altrimenti togliersi d`impaccio, se ne va, lasciando ad Aspasia, vuo vicario, la cura di sedare, se potra`, il tumulto e di sciogliere la questione.
Aspasia non mette tempo in mezzo; comanda che si apparecchi una grande catasta di legna e che la vergine vi sia gettata entro ed arsa viva...
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