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Immaginate il vostro cervello come una casa piena di luci. Ora immaginate che qualcuno le spenga una per una. Questo che fa il morbo di Alzheimer. Esso spegne le luci cosicche il flusso di idee, emozioni e ricordi da una stanza all'altra rallenta ed eventualmente cessa. E tristemente - chiunque abbia visto un parente, un fratello o una sorella, una moglie o un marito soccombere al diffondersi dell' oscurita lo sa - non c'e modo di fermare lo spegnersi delle luci, nessun modo per farle riaccendere su coloro che vengono colpiti dall'oscurita, o almeno non ancora.

 

 

Fin dal 1906, quando il fisico Tedesco Alois Alzheimer ( 1864 - 1915 ) descrisse il disturbo cerebrale degenerativo che porta il suo nome, i medici hanno iniziato a discutere circa le cause precise del disturbo. Il Dr. Alzheimer noto attentamente due caratteristiche principali durante le autopsie effettuate sui cervelli dei suoi pazienti: macchie dense, o placche, di proteine presenti li dove avrebbero dovuto essere le cellule nervose, e i grovigli contorti che erano divenuti molti dei neuroni. Ma e le placche o i grovigli fossero la causa immediata della malattia o se essi fossero solo l'effetto piu visibile di qualcos'altro, di un piu oscuro processo, nessuno potrebbe dirlo con certezza. In questo secolo l'antico mistero sta per essere risolto. Grazie ad una serie di scoperte - alcune delle quali fatte solo nei mesi scorsi - presto si potrebbe essere in grado di dimostrare una volta per tutte se studiare le placche sia il passo piu importante per arrestare la progressione del morbo di Alzheimer. Gli scienziati hanno gia iniziato dei test sperimentali preliminari su esseri umani volontari utilizzando i primi composti anti-Alzheimer creati per curare la causa, e non solo i sintomi, del morbo.

 

 

L'approccio piu semplice nella lotta contro le placche di Alzheimer e quello di bersagliare il loro componente principale, una proteina chiamata beta amiloide. Nel luglio 1999, gli scienziati della Elan Pharmaceuticals, un'industria biotecnica che si trova in Irlanda, resero noto che avevano sviluppato un vaccino che era in grado di ridurre le placche - almeno nei topi. Da qui l'idea di spingere il sistema immunitario a trattare le proteine amiloidee come degli invasori stranieri e a bersagliarle fino a distruggere. Il concetto appare come un controsenso, poiche molti ricercatori credono che almeno una parte dei danni nel morbo di Alzheimer sia causatat dalla reazione esagerata del sistema immunitario alla presenza di placche e grovigli.

 

 

Un altro approccio, favorito da parecchie grandi compagnie farmaceutiche, e quello di cercare nell'organismo stesso la produzione di proteine amiloidee. Si ritiene che chiunque produca beta amiloide per mezzo del cervello e del corpo ( maggiori informazioni piu avanti ). Ma le persone che, per motivi genetici, tendono ad ammalarsi di Alzheimer in eta giovane - verso i 40 o 50 anni - sembrano elaborare la proteina in una versione piu complessa che tende con piu probabilita ad agglutinarsi. Inibendo l'enzima chiamato gamma secratase, che facilita la produzione amiloidea, i ricercatori sperano di diminuire la produzione di amiloide cosi che non si formino nuove placche.

 

 

Per quanto molto sia stato scoperto nei recenti anni passati su come progredisce il morbo di Alzheimer, occorre compiere molti altri studi. Le ultime ricerche potrebbero finire per provare che le placche e i grovigli non sono causa di morte, ma possono essere considerati pietre tombali - essi vi diranno dove sara sepolta le persone ma non sono responsabili di averle uccise. O potrebbe essere che il solo modo per prevenire l'Alzheimer e quello di prevenire la formazione delle placche gia decenni prima che appaia un qualunque sintomo. Anche se gli scienziati sanno di preciso come l'Alzheimer distrugge i cervelli, non e certo che saranno in grado di fermarlo. Ma appare anche chiaro che nessuno sara in grado di sconfiggere il morbo finche si lascera che si curi da solo.

 

 

PROVA DI ALZHEIMER