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Campagna Mondiale contro gli alimenti transgenici

 

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Associazione Ambientalista  Primula Verde

aderisce a:

 

La Stampa

 

 

Appello contro la brevettazione di organismi viventi e la privatizzazione delle risorse genetiche

Campagna per un Comune Antitransgenico

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=====AceA - AGENZIASTAMPA PER I CONSUMI ETICI E ALTERNATIVI=====

Testata elettronica di educazione alla pace, allo sviluppo, alla
solidarietà, all’ecoequilibrio, ai consumi etici, alle tecnologie
ecocompatibili, alla nonviolenza , diretta da Federico Ceratti

Comunicato n.  2141-n       del 24-10-2001

Il governo Berlusconi stabilisce che anche i neonati possono assumere
latte con OGM. Una quantità di OGM non superiore all'1% si può tollerare
anche nei prodotti per i neonati. Lo ha stabilito il governo Berlusconi,
con un decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 16 ottobre scorso.
Questa regola, valida già per i prodotti alimentari "per adulti",
significa in pratica che tutti noi, dalla culla in avanti, possiamo
assumere cibi geneticamente modificati senza averlo deciso e senza esserne
(mai) informati, alla faccia della libertà di scelta dei consumatori. La
soglia dell'1% "derivante da contaminazione accidentale" significa che si
dà per scontata la non separabilità della catena produttiva di alimenti
OGM e alimenti tradizionali. Siamo insomma tutti protagonisti, volenti o
nolenti, di un grande esperimento scientifico di cui nessuno conosce le
conseguenze a lungo termine. Ma tranquilli, per ora gli scienziati sono
ottimisti. Come è ormai tradizione per l'attuale governo, il decreto sui
"baby OGM" è capitato nel bel mezzo di un'inchiesta condotta dal
procuratore aggiunto di Torino Raffaele Guariniello su due marche di latte
di soia in polvere destinato ai bambini, "Alsoy2" della Nestlè e
"Multisoy" della Dieterba. In questi prodotti le analisi avevano
riscontrato la presenza di ogm, mentre la legge non prevedeva nessuna
soglia minima di tolleranza transgenica. Ora le aziende coinvolte
nell'inchiesta dispongono di una scappatoia in più: risulteranno
pienamente in regola se saranno in grado di dimostrare che gli OGM nel
latte in polvere, se sono meno dell'1%, ci sono arrivati "per caso" quando
loro avevano preso precauzioni per evitarlo. La parola a uffici legali ed
esperti di contranalisi, mentre si restringono le possibilità di
intervento della magistratura, già complicate dal fatto di indagare su
società che (come la Nestlé) hanno sede all'estero. Il decreto è la
simpatica dote che il governo italiano ha portato il 23 Ottobre a
Lussemburgo, in occasione di un importante dibattito ufficiale sugli OGM
tra i ministri dell'agricoltura della Ue. Tra gli argomenti all'ordine del
giorno, l'etichettatura di tutti i prodotti destinati all'alimentazione
umana e dei mangimi per animali in modo da rendere identificabile con
certezza la presenza o meno di OGM. La Commissione Europea sostiene questa
proposta, ma sul tema della "contaminazione accidentale" ha le stesse
posizioni del governo italiano: fino all'1% il diritto all'informazione
dei consumatori non si applica. Sarebbe questo uno degli elementi del
"ragionevole compromesso" tra entusiasmo e diffidenza verso gli OGM che
convince molti politici europei. Un altro tema in discussione oggi è il
passaggio della competenza ad autorizzare la produzione e il commercio di
nuovi organismi geneticamente modificati dai governi nazionali alla futura
autorità europea per la sicurezza alimentare. Posto che la tutela dei
diritti dei cittadini contro l'eventuale prepotenza delle multinazionali
non è proprio la specialità del governo Berlusconi, anche le garanzie che
potrebbe offrire l'authority europea non sembrano al momento molto
maggiori. Basti pensare che già il fatto di imporre per legge
un'informazione capillare (sia pure al 99%) sugli OGM è considerato una
grande concessione, a fronte di un atteggiamento meno scrupoloso sostenuto
dagli Stati Uniti.

Gianni Rossi Barilli

Da: Fabio Quattrocchi, e-mail:
fabiocchi@genie.it

(Fonte AceA)

 

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