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Isaia 1 - La Prefazione

Introduzione alla prima metà del libro di Isaia
Il libro di Isaia non può essere letto come se fosse una semplice narrativa, ma può essere più facilmente compreso se viene diviso in sezioni, come le Dottrine e Alleanze. Questo potrebbe essere un modo per dividere i primi 35 capitoli del suo libro:

1. Isaia 1
2. Isaia 2-4
3. Isaia 5
4. Isaia 6
5. Isaia 7
6. Isaia 8-12
7. Isaia 13-14
8. Isaia 15-16
9. Isaia 17
10. Isaia 18
11. Isaia 19-20
12. Isaia 21:1-10
13. Isaia 21:11-12
14. Isaia 21:13-17
15. Isaia 22
16. Isaia 23
17. Isaia 24-27
18. Isaia 28-35

Riassunto del primo capitolo
Il Signore è arrabbiato ad Israele per la sua ribellione; Egli rifiuta le sue festività e la chiama a pentirsi. Israele riceve la promessa di una futura restaurazione: "Ristabilirò i tuoi giudici com'erano anticamente" (v. 26). Una promessa meravigliosa viene data nel versetto 18: "Quand'anche i vostri peccati fossero come lo scarlatto, diventeranno bianchi come la neve."

La Grande Sentenza
Il primo capitolo di Isaia viene spesso chiamato la "Grande Sentenza" perché sembra offrire la scena di un tribunale con Geova che fa da giudice, Israele che si difende, Isaia come osservatore e il cielo e la terra come testimoni:
Accusa: Il Signore accusa tutta Israele di peccati e malattie (vv. 2-6).
Condanna: Conseguenze spirituali e fisiche verranno afflitte ad Israele per non evere obbedito al Signore (vv. 7-15).
Condono promesso: Vengono presentate le condizioni di purificazione, di pentimento e di benedizione (vv.16-20).
Sentenza finale: Il Signore purificherà la terra dai malvagi e redimerà i giusti attraverso apostasia, restaurazione e giudizio finale (vv. 21-31).

Prologo (v.1)

1. La visione d'Isaia, figliuolo d'Amots,
ch'egli ebbe relativamente a Giuda e
a Gerusalemme ai giorni di Uzzia, di
Jotham, di Achaz e di Ezechia, re di Giuda.

Antichi testi ebraici venivano spesso scritti su pergamene (o papiri) arrotolate su se stesse. Un'introduzione di questo tipo era l'ideale per il lettore che non doveva srotolare l'intero manoscritto per sapere chi era l'autore e il tema del suo messaggio. In questo corto versetto vi sono tutte le informazioni necessarie per identificare il tipo di messaggio ("visione"), l'autore (Isaia), il tema principale (Giuda e Gerusalemme) e il periodo in cui questo testo venne composto (circa 750-790 BCE, durante i regni di Uzzia, di Jotham, di Achaz e di Ezechia).

L'Accusa (vv. 2-6)

2. Udite, o cieli! e tu, terra, presta orecchio!
poiché l'Eterno parla: Io dic'egli, ho
nutrito de' figliuoli e li ho allevati, ma
essi si son ribellati a me.
3. Il bue conosce il suo possessore, e l'asino
la greppia del suo padrone; ma Israele non
ha conoscenza il mio popolo non ha
discernimento.
4. Ahi, nazione peccatrice, popolo carico
d'iniquità, razza di malvagi, figliouli
corrotti! Hanno abbandonato l'eterno, hanno
sprezzato il Santo d'Israele, si son volti e
ritratti indietro.
5. A che pro colpirvi ancora?
Aggiungereste altre rivolte. Tutto il
capo è malato, tutto il cuore è languente.
6. Dalla pianta del piè fino alla testa non v'è
nulla di sano in esso: non vi son che ferite,
contusioni, piaghe aperte, che non sono
state nettate, né fasciate, né lenite con olio.

Questa sezione del primo capitolo d'Isaia inizia con la parola "Udite" (Ebraico shim'u) nella forma imperativa. Questo non è un semplice invito ad ascoltare. Il Signore, tramite il profeta Isaia, comanda a coloro a cui queste parole sono rivolte di prestare molta attenzione e di obbedire alle istruzioni che verranno date. Mosè iniziò il suo discorso finale con parole simili in Deuteronomio 32:1.
La seconda parte del versetto 2, "poiché l'Eterno parla," conferma la chiamata divina di Isaia come profeta del Signore. Isaia vuole che coloro che ascoltano il suo messaggio sappiano che non si tratta della sua opinione personale, ma bensì della parola del Signore.
Il versetto 4 inizia con l'esclamazione "Ahi!" (Ebraico hoy) che può essere anche tradotta usando una delle seguenti espressioni: "Vergogna!", "Ahimé!" o "Povero me!". Il versetto continua con la denuncia da parte del Signore di quattro tipi di condotta negativa (peccato, iniquità, malvagità e corruzione) di cui quattro gruppi sono colpevoli (nazione, gente, razza, figliuoli).

La Condanna (vv.7-15)

7. Il vostro paese è desolato, le vostre
città sono consumate dal fuoco, i vostri
campi li divorano degli stranieri, sotto agli
occhi vostri; tutto è devastato, come per
un sovvertimento di barbari.
8. E la figliuola di Sion è rimasta come un frascato
in una vigna, come una capanna in un campo di
cocomeri, come una città assediata.
9. Se l'Eterno degli eserciti non ci avesse
lasciato un picciol residuo, saremmo come
Sodoma, somiglieremmo a Gomorra.
10. Ascoltate la parola dell'eterno, o capi
di Sodoma! Prestate orecchio alla legge
del nostro Dio, o popolo di Gomorra!
11. Che m'importa la moltitudine de' vostri
sacrifizi? dice l'Eterno; io son sazio d'olocausti
di montoni e di grasso di bestie ingrassate;
il sangue dei giovenchi, degli agnelli
e dei capri, io non lo gradisco.
12. Quando venite a presentarvi nel mio cospetto,
chi v'ha chiesto di calcare i miei cortili?
13. Cessate dal recare oblazioni vane; il
profumo io l'ho in abominio; e quanto ai
noviluni, ai sabati, al convocar raunanze,
io non posso soffrire l'iniquità unita
all'assemblea solenne.
14. I vostri noviluni, le vostre feste
stabilite l'anima mia li odia, mi sono
un peso che sono stanco di portare.
15. Quando stendete le mani, io rifiuto di
vederlo; anche quando moltiplicate le
preghiere, io non ascolto; le vostre mani
sono piene di sangue.

Nei versetti 7-9 viene descritta la distruzione e la desolazione della terra e della gente. Stranieri invaderanno il territorio come punizione per i malvagi. Il lavoro degli Israeliti verrà consumato dai nemici.
I versetti 10-15 raccontano della completa divisone tra Israele e il Signore. Egli rifiuta i suoi atti religiosi (sacrifici, feste e preghiere) perché Israele ha rigettato i Suoi consigli e si è macchiata di peccati. Gli Israeliti erano peggio degli abitanti di Sodoma e Gomorra. Questi ultimi commettevano le loro iniquità alla luce del sole, mentre gli Israeliti nascondono il loro atti abominevoli dietro simboli superficiali e pretendendosi religiosi. Il tema più importante di Isaia 1 si trova nei versetti 10-12: "Ascoltate la parola dell'Eterno," "Prestate orecchio alla legge del nostro Dio" e "Dice il Signore." Il Signore è stanco dei sacrifici degli Israeliti perchè il non sono obbedienti ai Suoi comandamenti. In altre due occasioni il Signore manifestò disintereste nei sacrifici degli uomini perché fatti con intento sbagliato. Il primo caso fu con Caino, che offrì il suo sacrificio dietro comando di Satana (Mosè 5:18, 21). Il secondo caso fu quando re Saul disubbidì alle istruzioni ricevute dal profeta Samuele e non sterminò le pecore e i buoi degli amalekiti per poter offrirli in sacrificio al Signore. Samuele rimproverò il re dicendo che "l'ubbidienza val meglio che il sacrifizio" (1 Samuele 15:21-22).

Il Condono Promesso (vv. 16-20)

16. Lavatevi, purificatevi, togliete d'innanzi
agli occhi miei la malvagità delle vostre
azioni; cessate dal fare il male;
17. Imparate a fare il bene; cercate la
giustizia, rialzate l'oppresso, fate ragione
all'orfano, difendete la causa della vedova!
18. Eppoi venite, e discutiamo assieme,
dice l'Eterno; quand'anche i vostri peccati
fossero come lo scarlatto, diventeranno
bianchi come la neve; quand'anche fossero
rossi come la porpora, diventeranno
come la lana.
19. Se siete disposti ad ubbidire,
mangerete i prodotti migliori del paese;
20. Ma se rifiutate e siete ribelli, sarete
divorati dalla spada; poichè la bocca
dell'Eterno ha parlato.

"Lavatevi" all'inizio del versetto 16 può essere un riferimento al battesimo. La parola battesimo è di derivazione greca (baptisto che significa "immergere" o "coprire completamente con acqua"). L'influenza greca sulla lingua ebraica avvenne secoli dopo il ministero di Isaia e di conseguenza ogni riferimento alla cerimonia del battesimo, così come praticata ai giorni nostri, può usare parole differenti. Un invito a battezarsi avrebbe senso in questa parte degli scritti di Isaia visto che il porfeta sta invitando i malvagi a pentirsi e a ritornare al Signore.
Nel versetto 19 vi è la famosa frase sulla purificazione dei peccati, nella quale viene fatta la promessa piena di speranza che i nostri peccati potranno diventare bianchi come la neve. E' interessante l'uso del colore scarlatto e rosso invece del colore nero. Questo può essere un riferimento al processo di purificazione dai peccati tramite il sangue espiatorio di Gesù Cristo.

La Sentenza Finale (vv.21-31)

21. Come mai la città fedele è ella diventata
una prostituta? Era piena di rettitudine,
la giustizia dimorava in lei, ed ora è
ricetto d'assassini!
22. Il tuo argento s'è cangiato in scorie,
il tuo vino è stato tagliato con acqua.
23. I tuoi principi sono ribelli e compagni di
ladri: tutti amano i regali e corron dietro alle
ricompense; non fanno ragione all'orfano,
e la causa della vedova non vien davanti a loro.
24. Perciò il Signore, l'Eterno degli eserciti, il
Potente d'Israele, dice: Ah, io avrò soddisfazione
dai miei avversari, e mi vendicherò de' miei
nemici!
25. E ti rimetterò la mano addosso, ti purgherò
delle tue scorie come colla potassa, e toglierò da
te ogni particella di piombo.
26. Ristabilirò i tuoi giudici com'erano anticamente,
e i tuoi consiglieri com'erano al principio. Dopo
questo, sarai chiamata la città della giustizia, la città
fedele.
27. Sion sarà redenta mediante la rettitudine, e
quelli che in lei si convertiranno saran redenti
mediante la giustizia;
28. Ma i ribelli e i peccatori saran fiaccati assieme,
e quelli che abbandonano l'Eterno saranno distrutti.
29. Allora avrete vergogna de' terebinti che avete
amati, e arrossirete dei giardini che vi siete scelti.
30. Poiché sarete come un terebinto dalle foglie
appassite, e come un giardino senz'acqua.
31. L'uomo forte sarà come stoppa, e l'opera sua
come una favilla; ambedue bruceranno assieme, e
non vi sarà chi spenga.

La parte finale del primo capitolo di Isaia si può dividere in tre sezioni che seguono il modello "negativo-positivo-negativo" in cui il Signore prima avverte la venuta di un'apostasia (vv. 21-24), poi promette un periodo di purificazione e redenzione (vv. 25-27) e alla fine brucerà coloro che a Suo giudizio saranno trovati malvagi (vv. 28-31). La società israelita viene paragonata ad una prostituta per la sua malvagità (nel versetto 8 veniva chiamta "Figliuola di Sion").
La prima parte, riguardante all'apostasia, è un riferimento alla corruzione delle Dieci Tribù d'Israele, colpevoli di ogni tipo di iniquità: adulterio, omicidio, disonestà (mischiare l'argento con impurezze), inganno (mischiare il vino con l'acqua), ribellione, furto, corruzione (bustarelle) e ingiustizia (opprimere i bisognosi). Queste azioni hanno fatto diventare Israele un nemico agli occhi del Signore. Come conseguenza le Dieci Tribù d'Israele vennere conquistate dagli assiri e disperse.
Dopo un periodo di purificazione, le benedizioni di Sion verranno restaurate e i giusti verranno ricompensati. Coloro che non verranno pentirsi e che continuerranno nei loro modi malvagi, saranno bruciati durante la venuta del Signore (Matteo 13:30). Il versetto 31 è un riferimento a coloro che adorano falsi idoli (l'uomo forte) e coloro che costruiscono questi falsi idoli (l'opera delle sue mani).

Conclusione
Il primo capitolo di Isaia insegna i primi principi e le prime ordinanze del Vangelo. Naturalmente le parole usate dal profeta Isaia sono diverse dai termini coi quali noi abbiamo familiarità. Uno studio attento dei passaggi contenuti in questo capitolo aiuta il lettore a identificarli. Ad esempio, Isaia usa parole come "presta orecchio," "ascolta" e "obbedire" (vv. 2, 10, 19) per insegnare fede nel Signore. Il pentimento viene spiegato con frasi come "cessate di fare il male," "venite" e "convertitevi" (altre traduzioni usano "quelli che in lei torneranno") (vv. 16, 18 e 27). "Lavatevi" (v. 16) è la parola usata per il battesimo e "udire" e "ascoltare la voce dell'Eterno" (vv. 2 e 10) sono riferimenti al dono dell Spirito Santo.

La musica di questa pagina è tratta dall'inno n. 90 "Oggi è il giorno del Signor", il quale fa riferimento ai versetti 16-18 di questo capitolo di Isaia.

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