S. Andrea di Sommacampagna

 

 Foto del '63 dal libro  Foto del '63 dal libro

(sopra: foto del 1963)

S. Andrea di Sommacampagna nel 1999


La piccola chiesa di S. Andrea si trova nel cimitero di Sommacampagna: è a tre navate coperte da un tetto a capriate. Le colonne che la dividono in navate sono costituite da ciottoli misti a mattoni, la loro forma è molto semplice, direi quasi rozza, così come molto semplici sono anche i capitelli costituiti dello stesso materiale e formati da una membratura che segna appena il trapasso dal cerchio dell'echino al quadrato dell'abaco; il primo pilastro a destra è costituito da materiale di spoglio: si tratta di due cippi romani sovrapposti.
L'edificio presenta, all'esterno, tre absidi e sulle pareti della navata centrale, come lungo le pareti delle navate laterali si notano tre finestre piccole e profondamente strombonate.
La chiesa fu restaurata radicalmente intorno al 1940 e portata all'attuale aspetto.
L'edificio è interessante per la sua alta antichità ed è stato oggetto di studi da parte di molti studiosi. Viene citato per la prima volta in un documento del 1035 che parla della «plebis Sancti Andrei», viene successivamente citato nella bolla di Eugenio III tra le pievi rurali.
Il Biancolini (28) ricorda che nel mezzo della chiesa vi era un muricciolo per il quale restavano divisi gli uomini dalle donne ma, egli afferma, questo muro fu, sono ormai trent'anni, demolito.
Anche il Da Persico (29) parla di questo muricciolo ed accenna allo stato di rovina in cui si trovava la chiesa.
Il Simeoni (30) descrive la chiesa ma non ne dà una datazione. Il Porter (31) confrontando alcuni elementi di questa chiesa con analoghi elementi che si trovano nella chiesa di S. Maria a Sasso in provincia di Parma ed in quella di S. Michele a Oleggio, in provincia di Novara, assegna a questa chiesa la data del 1040.
L'ARSLAN (32) confrontando l'architettura di questa chiesetta con quella delle chiese di S. Salvaro di Legnago, di S. Zeno di Cerea,
della Bastia di Isola della Scala la data invece intorno al 1130.
Il Forlati (33) che ha presieduto gli ultimi e radicali lavori di restauro dell'edificio, data la chiesa nella prima metà dell'XI secolo.
Durante questi lavori il Forlati stabili che, all'origine, la chiesa era a tre absidi con tre porte di accesso e che il campanile - che rimase in piedi fino al 1853 - non eri nato con la chiesa, ma sarebbe stato aggiunto in epoca successiva come è dimostrato dall'aggiunta di nuove strutture murate che chiusero, all'esterno, due finestre e, all'interno, parte dell'ultima campata della navatella sinistra.
Determinanti per la datazione dell'edificio sono, sempre secondo il Forlati, gli affreschi che vennero in luce durante i restauri e che egli divide in tre gruppi. I più antichi sono quelli che decorano l'abside maggiore e, secondo il Forlati, per i loro tipi: di un'espressione talora naturalistica, talora caricaturale, il modo di segnare gli occhi e le vesti, i colori a base di terre, le forme allungate che sembrano in sintesi lineare ripetere schemi fissi ricordano con grande evidenza gli affreschi di S. Giorgio di Valpollicella e quelli, più lontani, di Torcello, di S. Maria di Udine, tutti assegnati dagli studiosi all'XI secolo.
Il secondo gruppo di affreschi decora l'arco trionfale e risale - sempre secondo il Forlati - alla fine del '200 inizi del '300; il terzo gruppo si trova nella retro-facciata e sarebbe, secondo il Cicogna, del 1303.
Basandosi sulla proporzione delle tre navate, sulla forma delle finestrelle a strombo, e soprattutto sugli affreschi dell'abside maggiore il Forlati data la chiesetta senza ombra di dubbio, all'Xl secolo (34).
L'ARSLAN, invece, osservando le murature della chiesa a filari di ciottoli non a spina di pesce alternati, di quando in quando, a filari di mattoni e notando che, nell'abside maggiore, compaiono motivi di mattoni a spina di pesce come li abbiamo visti nella chiesa della Bastia di Isola della Scala e nel S. Zeno di Cerea, classifica l'edificio come: un'opera tipicamente rurale e ritardataria databile tra il 1120 e il 1140. Il fatto che, qui, tutto sia più rozzo è indice, secondo lo Arslan, della presenza di maestranze ritardatarie e campagnole e possono talvolta trarre in errore.
La datazione della chiesa di S. Andrea è, come risulta da queste brevi notizie piuttosto difficile e controversa. Il Forlati propone come data l'XI sec. basandosi sulla datazione degli affreschi dell'abside maggiore; l'Arslan parte, invece, da elementi esclusivamente architettonici ed accomuna la chiesetta di Sommacampagna al gruppo di chiese della bassa Veronese (Legnago, Cerca, Isola della Scala) e pensa che esista un certo legame stilistico tra il gruppo più raffinato ed elegante della «bassa veronese» e questa chiesa rurale più rozza e situata nell'estremo lembo del «medio veronese».
Io propenderci a seguire la data proposta dall'Arslan perché mi pare sostenuta da una serie di monumenti che la ricordano; per sostenere la data proposta dal Forlati bisognerebbe pensare a S. Andrea di Sommacampagna come ad un «unicum» architettonico sorto nella provincia veronese con un anticipo di circa un secolo su edifici analoghi che molto lo ricordano.
Se si pensa, poi, che l'architettura romanica veronese è sempre piuttosto in ritardo rispetto alle province limitrofe ancor di più è facile pensare che la presumibile datazione della nostra chiesetta sia tra il 1120 e il 1140.


Note:
(28) BIANCOLINI G. B.: Notizie storiche delle chiese di Verona.
(29) DA PERSICO G. B.: Descrizione della Provincia di Verona.
(30) SlMONI L.: op. cit.
(31) PORTER A. M.: op. cit.
(32) ARSLAN WART: op cit.
(33) FORLATI F.: La pieve di S. Andrea, a Sommacampagna.
(34) Gli affreschi possono anche considerarsi come costituenti tre diversi cicli pittorici. Al ciclo più antico appartengono: le figure degli Apostoli (nell'abside maggiore: scoperte e restaurate nel 1940); le figure dei S.S. Fermo e Rustico, dipinte in corrispondenza delle due prime colonne verso l'abside; il riquadro rappresentante la «Visitazione» con sotto il «Martirio di S. Erasmo» nella navatella centrale.
Al secondo ciclo appartiene il «Giudizio Universale» dipinto nel verso della facciata.
Al terzo appartengono tutti gli altri frammenti visibili nell'interno della chiesa. Tra tutti il più importante è il «Giudizio Universale», unico esemplare pittorico completo (secondo lo schema liturgico medioevale tradizionale) in tutta la provincia veronese.

 

Dov'è questa chiesa? (mappa zoomabile da Mapquest)

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