S. Andrea di Sommacampagna

(sopra: foto del 1963)
La piccola chiesa di S. Andrea si trova nel cimitero di
Sommacampagna: è a tre navate coperte da un tetto a capriate. Le
colonne che la dividono in navate sono costituite da ciottoli
misti a mattoni, la loro forma è molto semplice, direi quasi
rozza, così come molto semplici sono anche i capitelli
costituiti dello stesso materiale e formati da una membratura che
segna appena il trapasso dal cerchio dell'echino al quadrato
dell'abaco; il primo pilastro a destra è costituito da materiale
di spoglio: si tratta di due cippi romani sovrapposti.
L'edificio presenta, all'esterno, tre absidi e sulle pareti della
navata centrale, come lungo le pareti delle navate laterali si
notano tre finestre piccole e profondamente strombonate.
La chiesa fu restaurata radicalmente intorno al 1940 e portata
all'attuale aspetto.
L'edificio è interessante per la sua alta antichità ed è stato
oggetto di studi da parte di molti studiosi. Viene citato per la
prima volta in un documento del 1035 che parla della «plebis
Sancti Andrei», viene successivamente citato nella bolla di
Eugenio III tra le pievi rurali.
Il Biancolini (28) ricorda che nel mezzo della chiesa vi era un
muricciolo per il quale restavano divisi gli uomini dalle donne
ma, egli afferma, questo muro fu, sono ormai trent'anni,
demolito.
Anche il Da Persico (29) parla di questo muricciolo ed accenna
allo stato di rovina in cui si trovava la chiesa.
Il Simeoni (30) descrive la chiesa ma non ne dà una datazione.
Il Porter (31) confrontando alcuni elementi di questa chiesa con
analoghi elementi che si trovano nella chiesa di S. Maria a Sasso
in provincia di Parma ed in quella di S. Michele a Oleggio, in
provincia di Novara, assegna a questa chiesa la data del 1040.
L'ARSLAN (32) confrontando l'architettura di questa chiesetta con
quella delle chiese di S. Salvaro di Legnago, di S. Zeno di
Cerea,
della Bastia di Isola della Scala la data invece intorno al 1130.
Il Forlati (33) che ha presieduto gli ultimi e radicali lavori di
restauro dell'edificio, data la chiesa nella prima metà dell'XI
secolo.
Durante questi lavori il Forlati stabili che, all'origine, la
chiesa era a tre absidi con tre porte di accesso e che il
campanile - che rimase in piedi fino al 1853 - non eri nato con
la chiesa, ma sarebbe stato aggiunto in epoca successiva come è
dimostrato dall'aggiunta di nuove strutture murate che chiusero,
all'esterno, due finestre e, all'interno, parte dell'ultima
campata della navatella sinistra.
Determinanti per la datazione dell'edificio sono, sempre secondo
il Forlati, gli affreschi che vennero in luce durante i restauri
e che egli divide in tre gruppi. I più antichi sono quelli che
decorano l'abside maggiore e, secondo il Forlati, per i loro
tipi: di un'espressione talora naturalistica, talora
caricaturale, il modo di segnare gli occhi e le vesti, i colori a
base di terre, le forme allungate che sembrano in sintesi lineare
ripetere schemi fissi ricordano con grande evidenza gli affreschi
di S. Giorgio di Valpollicella e quelli, più lontani, di
Torcello, di S. Maria di Udine, tutti assegnati dagli studiosi
all'XI secolo.
Il secondo gruppo di affreschi decora l'arco trionfale e risale -
sempre secondo il Forlati - alla fine del '200 inizi del '300; il
terzo gruppo si trova nella retro-facciata e sarebbe, secondo il
Cicogna, del 1303.
Basandosi sulla proporzione delle tre navate, sulla forma delle
finestrelle a strombo, e soprattutto sugli affreschi dell'abside
maggiore il Forlati data la chiesetta senza ombra di dubbio,
all'Xl secolo (34).
L'ARSLAN, invece, osservando le murature della chiesa a filari di
ciottoli non a spina di pesce alternati, di quando in quando, a
filari di mattoni e notando che, nell'abside maggiore, compaiono
motivi di mattoni a spina di pesce come li abbiamo visti nella
chiesa della Bastia di Isola della Scala e nel S. Zeno di Cerea,
classifica l'edificio come: un'opera tipicamente rurale e
ritardataria databile tra il 1120 e il 1140. Il fatto che,
qui, tutto sia più rozzo è indice, secondo lo Arslan, della
presenza di maestranze ritardatarie e campagnole e possono
talvolta trarre in errore.
La datazione della chiesa di S. Andrea è, come risulta da queste
brevi notizie piuttosto difficile e controversa. Il Forlati
propone come data l'XI sec. basandosi sulla datazione degli
affreschi dell'abside maggiore; l'Arslan parte, invece, da
elementi esclusivamente architettonici ed accomuna la chiesetta
di Sommacampagna al gruppo di chiese della bassa Veronese
(Legnago, Cerca, Isola della Scala) e pensa che esista un certo
legame stilistico tra il gruppo più raffinato ed elegante della
«bassa veronese» e questa chiesa rurale più rozza e situata
nell'estremo lembo del «medio veronese».
Io propenderci a seguire la data proposta dall'Arslan perché mi
pare sostenuta da una serie di monumenti che la ricordano; per
sostenere la data proposta dal Forlati bisognerebbe pensare a S.
Andrea di Sommacampagna come ad un «unicum» architettonico
sorto nella provincia veronese con un anticipo di circa un secolo
su edifici analoghi che molto lo ricordano.
Se si pensa, poi, che l'architettura romanica veronese è sempre
piuttosto in ritardo rispetto alle province limitrofe ancor di
più è facile pensare che la presumibile datazione della nostra
chiesetta sia tra il 1120 e il 1140.
Note:
(28) BIANCOLINI G. B.: Notizie
storiche delle chiese di Verona.
(29) DA PERSICO G. B.: Descrizione della Provincia di Verona.
(30) SlMONI L.: op. cit.
(31) PORTER A. M.: op. cit.
(32) ARSLAN WART: op cit.
(33) FORLATI F.: La pieve di S. Andrea, a Sommacampagna.
(34) Gli affreschi possono anche considerarsi come costituenti
tre diversi cicli pittorici. Al ciclo più antico appartengono:
le figure degli Apostoli (nell'abside maggiore: scoperte e
restaurate nel 1940); le figure dei S.S. Fermo e Rustico, dipinte
in corrispondenza delle due prime colonne verso l'abside; il
riquadro rappresentante la «Visitazione» con sotto il
«Martirio di S. Erasmo» nella navatella centrale.
Al secondo ciclo appartiene il «Giudizio Universale» dipinto
nel verso della facciata.
Al terzo appartengono tutti gli altri frammenti visibili
nell'interno della chiesa. Tra tutti il più importante è il
«Giudizio Universale», unico esemplare pittorico completo
(secondo lo schema liturgico medioevale tradizionale) in tutta la
provincia veronese.
Dov'è questa chiesa? (mappa zoomabile da Mapquest)