San Pietro di Villanova

San Pietro di Villanova a San Bonifacio: facciata ed interno nel 1963
In località Villanova di S. Bonifacio, esisteva una abbazia
Benedettina molto ricca nel secolo XII e risalente, forse, al IX
sec. divenuta importante, soprattutto dopo le donazioni dei Conti
di San Bonifacio, le investiture dei Vescovi di Verona e Vicenza
ed i privilegi papali.
Tutte queste notizie provengono da documenti di archivio
conservati in parte a Verona con quelli di S. Maria in Organo e,
in parte, a Venezia.
L'elegante ricostruzione romanica della Chiesa avvenne intorno
alla metà del XII sec., mentre era abate Uberto dei
Conti di San Bonifacio.
Il campanile porta la data 1139 incisa in una delle pietre della
base e testimonia della cura di cui fu oggetto il monastero da
parte dei Sambonifacio. Con tutta probabilità il sec. XII fu
quello di maggior splendore per l'Abbazia di S. Pietro, poi, il
decadere della fortuna dei San Bonifacio ed il loro esilio
ridusse l'Abbazia simile ad uno dei tanti conventi Benedettini
che frequenti si trovano nelle campagne del Veronese e del
Vicentino.
Un secondo periodo, di fioritura ebbe la Chiesa verso la fine del
XIV sec. mentre fu abate Guglielmo da Modena. Secondo
l'iscrizione murata, lui vivente, nel chiostro, sul fianco
meridionale della Chiesa, questo abate: Praebens exempla
futuris avrebbe restaurato l'edificio riportandolo al suo
primitivo splendore.
La Chiesa fu, poi, profondamente modificata verso la metà del
XVII e, verso la fine del XVIII sec. aveva già perduto, sia
all'interno che all'esterno, la semplicità e l'armonia delle sue
linee originali.
Dobbiamo agli ultimi restauri, iniziati nel 1925, se oggi
possiamo, ammirare nel S. Pietro di Villanova uno dei più begli
esempi di architettura romanica esistenti nella provincia di
Verona.
La Chiesetta è a tre navate, senza transetto e coperta da un
tetto a capriate, ora mascherate da volte aggiunte durante i
restauri del XIV sec. E' dotata di una vasta cripta che innalza
molto il livello del presbiterio; all'esterno presenta una
facciata tripartita, tre absidi ed un campanile, del quale resta
solo la parte inferiore romanica.
La base campanaria, sulla quale è incisa la data 1139, è tutta
in tufo e presenta le facce lisce, senza lesene.
Ad una altezza, che non sembra proporzionata alla parte inferiore
si innesta la cella campanaria tutta in cotto, opera, con tutta,
probabilità dell'abate Guglielmo.
L'interno dell'edificio, dopo gli ultimi restauri, se si
eccettuano le volte, non differisce molto dal S. Giovanni in
Valle di Verona come afferma l'Arslan (20). E' divisa in tre
navate da tre pilastri e due colonne alternate. Sulle colonne si
trovano dei capitelli tutti diversi l'uno dall'altro ed assai
interessanti: il primo a sinistra è ad otto spicchi percorsi di
rami di acanto e poggia su di un fusto ottagonale forse
bizantino. Il secondo a sinistra presenta quattro leoni agli
angoli ed è, sempre secondo l'Arslan (21), dello stesso maestro
che ha scolpito i capitelli con gli arieti ed i leoni del S.
Giovanni in Valle. Dei capitelli di destra, uno è materiale di
spoglio risalente forse al sec. VIII, l'altro è romano.
La vasta cripta è divisa in 5 navate da est ad ovest ed in tre
da nord a sud. Una abside maggiore corrisponde alle tre navate
centrali e due minori alle navatelle laterali. La divisione della
cripta amplia, arricchendolo, lo schema che abbiamo già visto
nel S.
Salvaro di Legnago del 1917.
Che qui, nel S. Pietro di Villanova, ci si trovi di fronte ad un
esempio di architettura romanica piú matura ce lo rivela il
fatto che i sostegni della cripta sono molto più regolari di
quanto sia a Legnago: si tratta, infatti, di colonnine con
capitelli ad otto spicchi che ripetono sommariamente la forma del
capitello che abbiamo visto nella navata maggiore: tre capitelli
risalirebbero, secondo l'Arslan (22) al sec. IX per analogia con
il S. Giovanni in Valle.
La facciata è costruita nella parte inferiore in tufo e nella
parte superiore in tufo alternato a mattoni in cotto, e, di
tipicamente romanico, presenta, oltre il profilo degli spioventi,
gli archetti pensili ed il fregio di tufo.
Le absidi dell'edificio si direbbero, a prima vista, costruite in
due tempi; la parte inferiore è, infatti, costituita da filari
di cotto e la parte superiore è in tufo. In realtà, poiché la
cripta presenta capitelli ad otto spicchi che ripetono il motivo
dell'esemplare che si trova nella Chiesa superiore, si deve
arguire che l'abside fu costruita contemporaneamente al resto
della Chiesa, compatibilmente con il rilevante numero di anni che
intercorre sempre tra l'inizio di una Chiesa e la sua
consacrazione.
L'abside maggiore è stranamente allungata verso l'alto ed è
coronata da archetti a doppia ghiera e ornata da denti di sega;
le absidiole sono invece coronate da archetti di tufo di fattura
molto semplice.
Dal rapido esame della Chiesa di S. Pietro di Villanova si può
dedurre che l'edificio fu costruito nel sec. XII, come per primo
aveva notato il Cattaneo e, volendo formare una data più
specifica, io proporrei il 1139, data che si può ricavare
dall'iscrizione della base del campanile e che alcuni particolari
avvalorano facendoci porre l'edificio fra due Chiese che molto lo
ricordano: il S. Giovanni in Valle databile intorno al 1120 e il S.Michele
di Belfiore datato 1143.
Note:
(20) WART ARSLAN, op. cit.
(21) WART ARSLAN, op. cit.
(22) WART ARSLAN, op. cit..
Dov'è questa Chiesa? (mappa zoomabile da Mapquest)
Link: Sito dell'Abbazia di Villanova (Link to the site of the Abbey): More text and pictures.
Nuove foto del 25.5.2000 scattate da Francesco Tregnaghi