Luigina Tregnaghi: Chiese Romaniche del medio e basso veronese

 

INTRODUZIONE

Verona e la sua Provincia può essere detta, a ragione, la capitale di quell'arte romanica che differisce cosí sostanzialmente dagli aspetti pesanti e poderosi dell'arte lombarda ed emiliana.
In confronto con l'arte romanica di queste regioni, infatti, l'arte romanica veronese ci appare piú esile e come trattenuta da ricordi esarcali. La sua fioritura si fa risalire alla fine dell'XI secolo ed agli inizi del XII e si risolve, generalmente, in vasti vani all'interno e in pareti variate di materiali all'esterno.
Verona è la capitale romanica del Veneto; lo dimostrano i monumenti della città e della sud Provincia. Nessuna città del Veneto vanta tanta ricchezza di monumenti: basti ricordare S. Zeno, il Duomo, S. Giovanni in Valle, in città: la sua provincia, poi, è popolata di piccole chiesette da S. Giorgio di Valpolicella a S. Michele di Mizzole fino a S. Salvaro di Legnago, a S. Zeno di Cerea a S. Pietro in Cantalovo presso Bevilacqua e a S. Pietro in Monasterium presso Gazzo.
Argomento di questa «guida» è appunto l'esame di alcune chiesette romaniche che si trovano sperdute nelle campagne del «Medio» o e del «Basso » Veronese, che sono sconosciute ai più e sono state trattate in opere sperse e introvabili.

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