BOCCA DI ROSA
Bocca di rosa... la chiamavano così, come il titolo di una vecchia canzone, non tanto perché le sue labbra disegnassero il bocciolo del bel fiore quanto perché rappresentavano un gorgo vellutato e morbido come quello formato dai petali, e lo sapevano bene gli uomini che ne avevano avuto un... assaggio!
Si faceva chiamare Jenny perché, asseriva, il vero nome di battesimo era troppo brutto e non lo rivelava a nessuno... per il resto era una giovane normale 25 anni, un metro e 70, longilinea, dalla chioma bionda che pareva non aver mai conosciuto spazzole o pettini, se lasciati sciolti i capelli arrivavano a metà schiena, uno spettacolo tanto erano intricati e folti ma, la sua caratteristica, erano le misure del fisico che sfioravano la perfezione e, ma và a gusti, quel "quasi" era senz'altro in meglio... 92cm di fianchi, il seno arriva a 100 ma, con un favoloso 56 di giro vita... il classico vitino da vespa che mi aveva fatto venir voglia di montarla alla pecorina, tenendola proprio per i fianchi, dalla prima volta che l'avevo vista.
Solo tempo dopo mi resi conto che non era un sogno impossibile anzi... Jenny era una facile da convincere, bastava un invito a cena e se gli andavi a genio il resto veniva da se, non era un grosso pegno da pagare ma io fui ancor più fortunato dato che, avendo molti amici in comune, era venuta a galla la storia delle mie misure "intime" non proprio normali o, se lo erano, restavano pur sempre a "fondo scala", vicine alle tolleranze massime!
Non so come fosse nata quella storia, forse una delle mie ex mi aveva fatto pubblicità, particolarmente colpita dai 22 cm di lunghezza e dal diametro di 5 cm che, sulla cresta del glande, arrivava a 6 cm; non male ma nulla di eccezionale, non ero certo un John Holmes all'italiana e, sinceramente, non mi spiaceva affatto!
Forse la tipa da cui erano partite quelle voci era abituata a calibri... meno consistenti, però devo ammettere che la pubblicità è l'anima del commercio e tutte queste dicerie sul mio conto mi hanno "aiutato "parecchio nelle relazioni sessuali... il prologo era necessario a spiegare perché non ebbi bisogno d'offrirle la cena, mi bastò invitarla a visitare la nuova mansarda in cui ero andato ad abitare da poco per ricevere un compiaciuto assenso e non potevo neppure pensare avesse frainteso l'invito, visto come si presentò abbigliata quella sera... rimasi a fissarla qualche istante, sulla porta, incantato da tanto ben di dio!
Aveva, strano ma vero, raccolto la chioma in una pettinatura vistosa ed elaborata che metteva in risalto il collo lungo e le spalle strette; dal busto sottile sbocciavano, era il caso di dirlo, le tette sode e tonde, grosse come meloni che la maglia aderente, che non copriva l'ombelico, lasciava libere di muoversi impunemente... l'avevo sempre vista in jeans o calzoni che evidenziavano la vita sottile e le anche ad anfora antica ma, stavolta, voleva stupirmi ad ogni costo ed indossava una gonna corta a portafoglio, che lasciava scoperte buona parte delle gambe dritte e tornite anche se un po' troppo magre, gli stivali dai tacchi altissimi la slanciavano in modo esagerato ma, nel complesso, era una favola!
* Non mi fai entrare?- disse sorridendo, soddisfatta dell'impressione suscitata.
* Certo, accomodati... mi hai stupito, sei favolosa!- balbettai, colto in contropiede.
* Perché, non lo sapevi? Allora cosa mi hai invitata a fare?- disse, candidamente.
* Solo ed esclusivamente per scoparti!- replicai, altrettanto candidamente.
* Oh, che peccato...- mormorò, evidentemente delusa.
* Ti aspettavi qualcos'altro?-
* Beh, effettivamente...- confessò lei, mordicchiandosi il labbro inferiore in modo così smaccatamente sensuale da provocarmi un erezione.
* Non mi pare che sei vestita in modo ideale per... che ne so, andare a messa!-
* E neppure avevo intenzione di andarci...-
* Scusami, fammi capire... quali erano le tue intenzioni?- domandai, curioso.
* Fare sesso!- ammise lei.
* Appunto, erano anche le mie intenzioni... scoparti!-
* Non mi basta, voglio baciare, leccare, succhiare, farmi inculare...-
* Che splendida troia sei. - dissi, baciandola in bocca... conosceva i miei gusti!
* Grazie... ti piacciono i miei stivali?-
* Certo, sembri una puttana d'alto bordo. -
* Mi hanno detto che ne vai pazzo e così... -
* Li hai presi apposta per me?-
* Non proprio, li avevo da tempo ma... aspettavo l'occasione giusta. -
* Grazie per il pensiero. Vuoi bere qualcosa? Ho del vino e della coca...-
* Vada per il vino...-
Mentre riempivo i calici m'abbracciò da dietro e mi baciò sull'orecchio, non ero abituato a ragazze che prendessero l'iniziativa in modo così smaccato ma non era una sensazione sgradevole ed evitava la fatica, ma anche il piacere, della seduzione e della caccia; Jenny ci sapeva fare e, quasi senza rendermene conto, mi trovai senza camicia mentre lei mi leccava il collo e le spalle.
* Non vuoi il vino?- domandai, scioccamente.
* Ho cambiato idea, scelgo la sborra calda!- rispose lei, tastandomi fra le gambe con curiosa aspettativa... non rimase delusa, i suoi baci e le sue carezze mi avevano già portato ad un buon stadio d'eccitazione.
Estrasse il cazzo dai calzoni e, in ginocchio davanti a me, lo portò alla bocca carnosa succhiandolo con un sospiro eccitato... poco alla volta mi abbassai, facendola sdraiare sulla moquette e raggiunsi le sue cosce, le slacciai la gonna e l'aprii, le sfilai le mutandine ammirando la rosea fessura che s'intravedeva fra la rada peluria bionda del suo pube.
Le passai il dito sulle labbra, già abbondantemente rorida di umori, lei mi scivolò sotto e, prendendomi i testicoli fra le mani, ingoiò il membro fino in fondo...carponi su di lei, nel classico "69" le lappai la fessura, senza forzarla, passando e ripassando la lingua sulle labbra tumide fino all'attaccatura dove, ben prestò, sgusciò il clitoride eretto e turgido!
Cominciai a leccarglielo piano, indugiando con la punta della lingua e, non appena fu abbastanza sporgente, lo presi fra le labbra e lo succhiai, strappandole gemiti di piacere; Jenny si abbandonò completamente sul cazzo, dedicandovi tutte le attenzioni di cui era capace e... non la chiamavano Bocca di Rosa a caso ma, notai con piacere, anche Gola Profonda sarebbe stato un nomignolo perfettamente adatto!
Di colpo, e immaginate la sorpresa, nel mio campo visivo comparve un altro membro in erezione, non grosso come il mio ma altrettanto svettante... stupito spostai la testa e vidi Carlo, il mio migliore amico, che si era denudato e si stava avvicinando "minaccioso" al culetto sollevato di Jenny che continuava a pompare con foga e, nel mentre, sculettava come un'assatanata per invitarmi a continuare la bella leccata che le aveva fatto grondare la vulva ma... beh, per non correre rischi spostai la testa lasciando il posto a Carlo!
Quando Carlo infilò il membro nella figa protesa, Jenny si bloccò, stupita ed incredula, vederla penetrare così, in primissimo piano, mi eccitò moltissimo, protesi i fianchi e, dopo una breve esitazione mi succhiò il cazzo con rinnovato vigore, la situazione la coinvolgeva malgrado tutto, d'altra parte anche per me aveva dell'incredibile... però la sentivo meno calda e, senza dubbio, meno partecipe di poco prima!
Potevo capirla, mentre stai dedicandoti ai preliminari sessuali e pregusti, oltre al pene che hai in bocca, anche una bella scopata... sentirsi invadere e possedere da chissà chi, senza neppure presentarsi o chiederti il permesso, non deve essere molto piacevole o rilassante, anche perché, forse, viene da domandarsi se è uno solo oppure...!
* Non so come sia entrato ma...- provai a scusarmi con lei, dopo essermi sfilato da sotto la sua pancia ed accarezzandole le grosse mammelle all'unisono con Carlo.
* Hai scordato le chiavi sulla mia macchina e te le ho riportate; comunque la porta era aperta e... non solo quella!- replicò Carlo, strizzando i capezzoli di Jenny a cui sfuggì un gemito soddisfatto, quella palpata a quattro mani la sciolse del tutto, la sentii rilassarsi nella mia bocca e fra le nostre mani, era sconvolta dal piacere ma la situazione, dopo l'iniziale stupore, non pareva esserle affatto sgradita.
Mi lasciai cadere sul divano e, prendendole la testa fra le mani, la guidai di nuovo sul membro e lei ricominciò a lavorarmi di labbra, lingua e gola mentre Carlo, che la teneva per i fianchi sottili, la montava alla pecorina proprio nello stesso modo in cui avrei voluto fare io ma... beh, ormai era solo questione di tempo!
Dalla mia posizione privilegiata godevo di un ottima visuale sulla scena con Carlo che ci dava dentro a più non posso sbattendo i lombi contro le natiche sode di Jenny che, allo stesso ritmo, mi pompava vigorosamente.
Poi, tanto per vedere chi la scopava, anche se probabilmente ne aveva riconosciuto la voce, Jenny si staccò da me e si alzò, incurante di provocare una fitta di dolore al partner e di mollarmi lì, con membro orfano della sua bocca, si voltò e lo abbracciò, baciandolo voluttuosamente in bocca e, nel mentre, gli prese il cazzo in mano, masturbandolo... mi alzai anch'io, abbracciandola da dietro, con una mano le palpavo una tetta e con l'altra scesi a stuzzicarle clitoride e vagina, intanto Carlo si dedicava al suo culo allargandole le chiappe e lasciando che il mio pene le rotolasse nel solco, poi le succhiò il capezzolo; la stringemmo in un sandwich e lei riprese a gemere e mugolare così forte che indusse Carlo a mollare la tetta per infilarle la lingua in bocca e farla tacere.
Voltandosi di tre quarti Jenny ora riusciva a masturbarci entrambi, si spennellava con le cappelle davanti e dietro, godendo e facendoci godere... era davvero brava e mi venne il sospetto, non del tutto infondato, che non fosse la prima volta che si trovava alle prese con due uomini in contemporanea... quasi a conferma lei si chinò ad imboccare il membro di Carlo, a gambe tese appena divaricate, la schiena arcuata e i glutei protesi verso di me in una posa lasciva, i tacchi alti le tendevano i muscoli sì da farla sembrare una statua, magari della dea Afrodite, esposta agli occhi dei satiri in un tempio greco.
Ma non rimasi a rimirarla troppo a lungo, accostai il glande alla figa e vi affondai fino ai testicoli, Jenny mugolò ingorda, pompando e roteando i fianchi più forte, i muscoli vaginali mi macinavano il cazzo facendomi godere ma i glutei turgidi erano irresistibili, prevedendo la serata intima avevo messo ogni cosa a portata di mano, dai film hard alla... vaselina!
Spalmai il lubrificante fra le natiche di Jenny, indugiando sull'ano, che non si oppose neppure quando la penetrai con due dita... incoraggiato accostai il glande, anch'esso ben unto, alla rosa contratta dello sfintere e spinsi piano... l'anello elastico pareva non dovesse cedere mai, il muscolo radiale opponeva una fiera resistenza e la pelle flessuosa l'aiutava, poi Jenny si rilassò e, repentino, il muscolo parve rovesciarsi, arrotolandosi su se stesso e, così facendo, mi risucchiò nel ventre della ragazza che, malgrado la bocca impegnata dal notevole arnese, riuscì a lanciare un grido di protesta che Carlo placò spingendosi tanto a fondo nella gola da farle strabuzzare gli occhi e contrarsi tutta, nuovamente.
Ero ben piantato nell'ano di Jenny e i muscoli, rudemente violati, boccheggiavano e si contraevano in modo spasmodico pompandomi l'asta pulsante, grossa all'inverosimile e che pareva ancora crescere di volume, malgrado non volessi farle male, avevo una pazza voglia di lasciami andare, sfondandola del tutto!
Da come reagiva capii che non era la prima volta che veniva presa così, era altrettanto palese che non era mai stata inculata da un cazzo tanto imponente e ciò m'inorgogliva ed eccitava; mi stimolava pazzamente il sospiro che esalava, un risucchio come le mancasse, l'aria ad ogni spinta, un suono insolito e strano che avvertivo nitidamente malgrado il pene di Carlo la scopasse altrettanto profondamente nella gola; mi fermai per sistemarmi meglio e darmi uno sguardo compiaciuto al cazzo che le spariva, a fondo, nello sfintere.
* Dai brutto porco, finisci l'opera, spaccami il culo!- sibilò Jenny, fermando il pompino ma subito Carlo, infoiato, la prese per i capelli obbligandola a proseguire l'opera.
* Ciuccia puttana, chi ti ha detto di smettere!- l'ammonì Carlo afferrandole la testa e scopandola in bocca a ritmo frenetico... pensavo fosse tutta scena, invece lui era talmente prossimo all'orgasmo da perdere il lume della ragione, affondando in lei fino ai testicoli, eiaculò con un ruggito mentre Jenny cercava di ingoiare la gran quantità di sperma che le stava schizzando in gola; tutte quelle manovre le si riflettevano nel corpo, fino allo sfintere che mi spremeva il pene... tentai, per far godere anche lei, di adattare i miei colpi ai suoi spasmi, ma erano troppo casuali e scomposti così, constatando che non ne aveva affatto bisogno ed era partita già abbondantemente da sola, mi dedicai solo al mio appagamento scegliendo il ritmo che più mi soddisfaceva, "usavo" il suo sfintere per masturbarmi dando una serie di spinte pressanti, scandite dal rumore dei coglioni che sbattevano sulla figa.
L'orgasmo la colse improvviso e quasi si strozzò con lo sperma di Carlo, così copioso che lo stava ancora deglutendo, proprio mentre il mio cazzo era prossimo a riservarle lo stesso, traboccante, trattamento... all'estremità opposta dell'intestino!
Lei si scosse tutta vibrando come una corda di violino e il corpo sodo e snello s'inarcò, come quello di una gatta, spingendo con forza contro il mio ventre e facendomi sfondare il retto palpitante; ero così lanciato che non mi fermai a gustare il trionfo di aver fatto godere quella splendida manza... continuai a colpirla a fondo, in un crescendo rapido e potente... non durai molto, appena qualche minuto dopo il suo orgasmo le eiaculai nel budello gonfio ed infiammato; tuttavia, quei pochi istanti, le bastarono per risalire la vetta del piacere e godere di nuovo, insieme a me, le contrazioni regolate sui miei spasmi, quasi si volesse pompare in corpo tutto il liquido seminale che riusciva a spremermi!
Non era la prima volta che godevo una femmina in quel modo coinvolgente e lubrico, ma fu una delle migliori, lei mi si concesse senza remore, moralismi o inibizioni, godendo e lasciandosi godere liberamente.
Io e Carlo ci rilassavamo sul tappeto e Jenny, briosa, ci portò da bere poi, dimostrando la supremazia femminile su noi, poveri maschietti e, forse, per vendicarsi della "sorpresa" di poco prima, ora palesemente gradita, s'appoggiò al tavolo e cominciò a masturbarsi col collo della bottiglia ma, lo notai subito, era una scena a nostro uso e consumo, difatti lei pareva lontana e distaccata... malgrado la bottiglia con cui si stimolava l'ano enfiato.
* Dopo quel bestione, questo lo sento appena. - disse, offrendomi un occhiata torbida.
Il ricordo della penetrazione appena subita, gli sguardi perversi dei maschi persi nelle remote cavità del suo ventre, spiando ogni gesto di quell'intimità auto erotica, iniziavano a farle più effetto della stessa manipolazione; Jenny, con mosse languide, scese dal tavolo e posò a terra lo spumante poi, dopo aver sfilato stivali e calze con mosse da spogliarellista, posizionò i piedi ai lati della bottiglia e ancheggiando pian piano piegò le ginocchia in una danza tutta sua che la portò a sfiorare di nuovo, con le grandi labbra prominenti, il collo della bottiglia, indi scese ancora, impalandosi sul vetro e, agile, si sollevò ed abbassò più volte, scopando la bottiglia che, per prudenza, ero accorso a tenere ben ferma fra le sue gambe, intanto le leccavo il fianco e le mammelle che lei sporgeva verso di me facendole dondolare in un moto ipnotico ed eccitante.
Jenny, all'apice del piacere, aumentava il ritmo della danza incurante di tutto il resto, anche Carlo s'avvicinò per guardarla meglio, ammirandone il volto teso, e stravolto dal godimento, i seni gonfi e la bottiglia che la slabbrava all'inverosimile... era troppo e Carlo non resisteva più, le si pose di fronte e le infilò il cazzo moscio in bocca; Jenny, malgrado avesse gli occhi chiusi e fosse completamente concentrata a sculettare sul vetro, l'accolse fra le labbra come aspettasse altro e cominciò a succhiarlo per riportarlo in tiro.
* Vieni, ho sempre desiderato pompare due cazzi insieme!- m'invitò con un gesto, io mi accostai a Carlo e lei imboccò entrambi i cazzi, mosci, cercando di infondervi nuovo vigore ma... era ancora troppo presto.
Non riuscendovi Jenny tornò a dimenarsi sulla bottiglia ma era un gioco spossante e la feci mettere carponi senza che la bottiglia le uscisse dalla vagina, ora poteva muoversi più liberamente, difatti prese ad agitare le anche a un ritmo convulso... stava per venire, presi ad agitarle la bottiglia in corpo fino a che il vino frizzante non sprizzò in un getto impetuoso che le inondò la vulva, guidandola verso un nuovo, inconsueto, ma poderoso orgasmo.
Carlo inginocchiato fra le sue gambe, beveva con gusto lo spumante da quell'originale contenitore, lappando con entusiasmo, Jenny si lasciò cadere sul divano priva di forze ma, anche qui, dimostrò ancora una volta tutto il suo temperamento e la sua fama, meritata, di grande porcona... le grandi labbra fremevano ancora per l'orgasmo e lei le vellicò con un giochino di dita che mi fece rimescolare dentro... il mio fallo sussultò mentre osservavo le lunghe unghie laccate di rosso che, dopo aver titillato il clitoride, scivolavano sulla figa, fino all'ano e risalivano, affondando piano nelle grandi labbra... anche lei notò la mia ripresa, mi prese il cazzo in bocca mentre palpava Carlo che era nelle mie stesse condizioni, anzi meglio... difatti lei interruppe il pompino che mi faceva per rivolgersi a di lui.
Per consolarmi mi regalai una cavalcata da sogno fra le grosse mammelle rigonfie... con un gran sospiro Jenny mostrò di gradire sia il mio massaggio che la ritrovata erezione di Carlo; quindi si spostò sul bordo del divano per farsi scopare da lui, in ginocchio fra le sue cosce ma, insoddisfatta, si mise prona e, per la par condicio, offrì il culo anche a lui.
Carlo non aspettava altro, accostò il glande ai globi burrosi ed iniziò a spennellarli, poi le separò i glutei morbidi, accingendosi ad incularla ma... non era facile, il suo cazzo non era ancora al massimo della durezza e non l'aiutava in questa impresa ma Jenny, esperta, gli fece scivolare la mano sul culo e lo penetrò a fondo, nell'ano, col dito indice teso.
Carlo, sorpreso, si ritrovò all'improvviso col fallo al massimo della potenza, si agitò e sussultò ma, divincolandosi, spinse forte coi fianchi tanto che penetrò di prepotenza dentro lo sfintere ancora tumefatto della ragazza, facendola urlare di piacere e di dolore.
Questa volta fui io a soffocare le grida di Jenny spingendomi in fondo alla sua gola, mi ero goduto da vicino quella scena insolita che aveva definitivamente ridestato il mio cazzo che, ora, masturbavo piano osservando Carlo, impacciato e inesperto, incularsi Jenny che, quella sera, doveva essere la mia donna... non ero geloso, avevo solo voglia di ritrovare la piena erezione e tornare in gioco, con una femmina così, non avrei avuto che l'imbarazzo della scelta di dove immergermi per avere, comunque, una degna accoglienza!
Anche Jenny era impaziente di riavere un altro cazzo con cui giocare, sollevò il busto e mi riprese il cazzo fra le poppe, si vede che le era piaciuto... intanto mi leccava l'ombelico, risaliva ai capezzoli e tornava a prendermi il membro fra le labbra succhiando e pompando vigorosamente... Carlo aumentò il ritmo ma il secondo orgasmo era ancora lontano, però Jenny decise di riprendere in mano le redini del gioco; si sollevò piano, costringendo Carlo a fare lo stesso, lo fece arretrare fino a stendersi sul tavolo dove, senza farselo uscire dal retto, gli si abbandonò sul petto alzando la gamba e posandola sulla sedia, compresi al volo e le portai un'altra sedia... adesso era scosciata come un " pollo alla baby", il cazzo di Carlo affondato nel culo e le grandi labbra tanto spalancate da mostrare le rosee mucose interne e la boccuccia più intima che sembrava bramare il mio cazzo!
Non c'era bisogno d'altro, mi accostai e infilai lo spacco senza problemi, oltre la sottile e sensibile mucosa, sentivo l'ingombrante presenza del membro di Carlo nel suo budello, limitava lo spazio nella pur capiente vagina e, come sempre, mi eccitai all'inverosimile, la penetrai senza indugi anche se con cautela, dondolai adagio per sincronizzarmi con Carlo ma non ci volle molto, dopo qualche attimo ci stavamo muovendo tutti tre all'unisono come se lo avessimo sempre fatto, la nostra unione era un armonia di gemiti e lamenti.
Pompavo con vigore nella figa di Jenny, intanto la baciavo e le spalancavo i glutei con le mani, Carlo semi sdraiato sul ripiano porgeva il bacino e l'inculava quando io mi ritraevo e viceversa, le mani artigliate ai suoi seni e la bocca a morderla su collo e spalle...ma era lui a sopportare tutto il peso dell'azione e, pur essendo molto piacevole, non poteva durare a lungo... tuttavia Jenny, da quella gran porca che era, raggiunse un altro orgasmo.
Capii che Carlo era giunto allo stremo delle forze e, mio malgrado, estrassi la spranga dal fodero aiutando Jenny a liberarsi dell'altra verga... era spossata ma non doma, subito spinse Carlo a stendersi sul pavimento, poi gli si impalò sopra e, roteando i fianchi iniziò a scivolare su e giù sopra l'asta rigida... m'inginocchiai dietro a Jenny e, impadronendomi delle sue mammelle, accostai il ventre alle natiche sollevate.
Come se non aspettasse altro, e forse era proprio così, lei si prostro sul Carlo andando a fregare i capezzoli sul suo petto villoso, così facendo porse in dietro le natiche e... io ero pronto ad accogliere l'invito, separai i globi sodi delle natiche divaricandole, quindi puntai il glande sullo sfintere gonfio e infiammato dalle ripetute penetrazioni e cominciai a spingere, ormai conoscevo la strada e ripresi possesso del suo culo con un colpo di reni potente che la fece urlare una volta ancora, la penetrai fino ai testicoli poi restai immobile, sentendola boccheggiare, era piena all'inverosimile... poco per volta sia io che Carlo riprendemmo a muoverci all'unisono, raggiungendo nuovamente l'affiatamento di poco prima e prendendo un ritmo robusto e ben calibrato in cui la donna pareva solo un complemento, messa in mezzo a noi apposta per farci godere.
Ma, naturalmente, una come Jenny non ci stava a fare l'oggetto del nostro piacere, cominciò a muoversi a sua volta, dimenandosi scompostamente e rischiando a ogni colpo di reni di fare uscire uno dei due dal suo corpo e, per restare dentro di lei, dovevamo darci da fare entrambi, lottare contro quella gatta selvatica e ribelle... così era ancora meglio, ci aggrappavamo a lei infilzandola in profondità sia davanti che dietro, scatenando una lotta primitiva e selvaggia in cui lei era la preda e noi le belve feroci che dopo averla braccata, la scopavamo lubricamente, stavolta il doppio amplesso durò a lungo ma, quando sia io che Carlo la riempimmo di sperma, quella porcina di Jenny aveva goduto altre sei volte ed esausta non si dibatteva nemmeno più, subì gli ultimi assalti sobbalzando senza reagire, inerte e priva di forze, mugolando piano, intimamente e profondamente soddisfatta,
* Ho goduto come una porca. - ammise, scivolando a terra sfinita ma stringendo forte le cosce per ricavarne ulteriori emozioni.
* E hai fatto godere anche noi come maiali. - disse Carlo.
* Sei stata una femmina fantastica. - le dissi, baciandola sulle labbra.
* Grazie, è il più bel complimento che potessi farmi... siete stati bravissimi, non ho mai goduto così tanto anche se...- aveva il volto addolcito da un appagamento completo.
* Anche se...?- domandammo io e Carlo, all'unisono.
* Non avreste qualche altro amico come voi?-
* Non ne hai ancora avuto abbastanza?-
* Per stasera si, ma... mi piacerebbe, per una volta, avere tanti maschi a disposizione. -
* Sei una puttana insaziabile. - dissi notando una scintilla brillarle negli occhi chiari.
* No, è solo una gran figa che ha scoperto quanto può essere bello avere tanti bei cazzoni duri con cui giocare. - la difese Carlo, baciandole la guancia.
* Adesso ci starebbe bene una scopata lenta e profonda...- mormorò lei, rabbrividendo.
* Magari un bel cazzo lungo, grosso e... nero!- dissi, ridendo.
* Uhmm... mi leggi nel pensiero?-
* Non è difficile con una vacca così!- commentò Carlo.
* Dai, organizziamo una bella orgia... io porto qualche amica, troia come me!