AMICHE
Qualche segnale, a dire il vero, c'era già stato.
Una lieve esitazione nei suoi abbracci, o una sorta di abbandono improvviso nelle smancerie a cui le donne si dedicano fra loro,
soprattutto le amiche.
Bacetti, coccole, lievi strette di solito senza significato, ma che ultimamente, fra me e Anna, andavano assumendo un senso proprio,
ben al di là della consolidata sorellanza.
Non sarebbe stata la mia prima donna, Anna.
C'erano stati goffi e dolorosi strusciamenti adolescenziali con la mia compagna di banco del liceo, che ricordo per i baci lunghi e languidi
e le improvvise gelosie rabbiose per i miei molti maschi.
E poi le storie di sesso da palestra, iniziate con qualche sguardo carezzevole sotto la doccia, e continuate
su qualche sedile di automobile, in un'improvvisa frenesia di lingue allacciate e dita annegate una nella figa dell'altra.
Ma questa sera con Anna, me l'ero raffigurata fra me e me già più volte nel corso della settimana.
Sentivo con ragionevole certezza che quell'uscita con il consueto gruppo di amici sarebbe finita a casa sua,
sul divano turchese che spiccava come un'isola tropicale nel suo bel salottino da ragazza ricca.
Mi immaginavo abbracci lenti e cauti, ad addomesticare la sua natura un po' ombrosa, baci caldi di fiato e di saliva,
in punta di lingua, oziosi percorsi delle mie labbra sulle sue gambe lunghe e nervose.
Con gli occhi della mente vedevo il fiorire di un elaborato sessantanove, io sopra, le mie dita dalle unghie lunghe e rosse
ad accarezzarle il clitoride, stringendolo leggermente fra pollice e indice, alternando la pressione delle dita a quella delle labbra,
succhiando dolcemente la sua carne sensibile e congestionata, fino a farla godere, e solo allora penetrarla con le dita e la lingua
nella figa fradicia... cosa mai avrebbe escogitato lei per farmi venire, non riuscivo a immaginarlo, ma mi sarebbe piaciuto qualcosa
di febbrile e un po' rude, del genere due dita nella figa e uno nel culo, e solo a pensarla, lei così seria, quasi triste,
alle prese con certi maneggi, la bella faccia in mezzo alle mie cosce, mi bagnavo ignominiosamente.
Perciò, ora sono un po' seccata per la piega che ha preso il dopocena.
Come al solito, il nostro tavolo è stato assediato da amici vari, più o meno appiccicosi e più o meno bevuti,
e Anna non sono manco riuscita ad avvicinarla.
Adesso, poi, è il turno di questo Giorgio, ragazzino poco più che ventenne, col quale Anna ha avuto un flirt estivo senza
importanza, del quale parla però con rimpianto e una faccia sognante chenon mi piace per niente.
Bello è bello, intendiamoci: alto e ragionevolmente ben fatto, capelli rossicci e occhioni azzurri e assassini,
genere "guarda come sono angelico!", nonché un culo strepitoso.
Beh, il ragazzo al nostro tavolo ci si è piazzato, e non ha intenzione di mollarci.
Mentre parla (e parla tanto), ogni tanto accarezza distrattamente il braccio di Anna, salendo fino al gomito e riscendendo
a intrecciare brevemente le sue dita in quelle di lei.
Guardare guarda anche me, però, eccome!
Occhiate sfacciate, al limite del pornografico, subito ritirate fra le ciglia lunghe, da bambino.
Dopo un po' di quel trattamento mi piglia decisamente caldo, soprattutto a mano a mano che il numero di persone sedute
al tavolo è calato e Giorgio, impercettibilmente, mi si è sempre più avvicinato, dividendo equamente le sue molte grazie fra me e Anna.
A peggiorare le cose, c'è che sono sbronza versa: non mi sono manco accorta che Anna si è alzata e adesso è al bancone.
Mi volto verso Giorgio, intenzionata a fargli non so quale alcolico commento, e lui calmo calmo mi prende la mano destra,
e se la infila in bocca.
Continuando a guardarmi fisso in faccia, lentamente mi succhia le dita una per una, poi mi gira il palmo in su e lo percorre con la lingua,
come fosse una cosa normalissima.
Sono in fiamme, imbarazzata, incapace di qualsiasi reazione, ma soprattutto eccitata da morire.
Anna ci raggiunge, credo che abbia visto tutto; le scorgo in viso un'espressione indecifrabile.
Giorgio le sorride, perfettamente a suo agio, il bastardo, poi si alza e le deposita un bacio dietro l'orecchio, sussurrandole qualcosa.
Anna ride e lo abbraccia.
Parlano, poi Anna mi si avvicina e mi appoggia le mani sulle spalle; sento il suo fiato dolciastro di alcol che mi sfiora la gola,
poi le sue labbra morbide sul collo.
La situazione mi risulta decisamente sempre meno comprensibile.
Mi volto verso di lei, cercandola con gli occhi, le stringo un fianco con la mano, poi decido di completare l'abbraccio,
e mi butto ad occhi chiusi verso la sua bocca.
E' un bacio breve, dopotutto siamo in un locale pubblico, ma ho modo di avvertire bene la sua lingua aprirmi le labbra, sfiorarmi i denti.
Il mio basso ventre oramai pulsa dolorosamente, decido di alzarmi, avendo cura di strusciarmi addosso a Anna,
e incrociando lo sguardo interessato di Giorgio, che avevo completamente dimenticato.
Anna mi prende per mano, ci avviamo all'uscita: inalbera uno sguardo
allegro e deciso che non le avevo mai visto; sulla porta, lancia a Giorgio da sopra la spalla un "allora, vieni?"
che mi fa capire all'improvviso ciò che se non fossi stata ubriaca avrei già realizzato da qualche minuto.
Che la dolce, malinconica Anna, di sua iniziativa, ha deciso di trasformare la mia vagheggiata seratina lesbo in un incontro a tre.
Accuso il colpo, dicendomi "dopotutto, perché no?" Giorgio è bello, giovane, atletico e ha una gran faccia tosta,
e a me gli imprevisti sono sempre piaciuti; se non si fa problemi Anna che ci si era quasi fidanzata, dovrei crearmene io?
Ma quando mai!
Da parte sua, il ragazzino è raggiante: in macchina, seduto dietro, parla a raffica tenendo con aria possessiva le mani sulle nostre spalle.
Ogni tanto, ci scocca un bacetto sul collo, manco fossimo due vecchie zie in gita col nipotino.
Appena arrivati a casa di Anna, la vigliacca si smaterializza in bagno, lasciandomi in balìa dell'angioletto.
Non faccio neanche in tempo a realizzare dove sono che mi trovo le sue mani dappertutto, e la sua lingua in bocca.
E' un bacio avvolgente, avido, tremendamente sensuale:
la sua lingua mi scopa la bocca con sicurezza e assoluta naturalezza, mi accarezza lingua e denti, si infila sempre più in fondo.
Con altrettanta naturalezza le sue mani mi allargano le natiche, perché possa sentire meglio contro di me il suo cazzo,
duro nei calzoni, e ad ogni buon conto mi si appoggia addosso.
Sono frastornata, senza fiato, eccitata come non mai: all'arrivo di Anna mi sciolgo dall'abbraccio e le cedo Giorgio:
con la coda dell'occhio lo vedo prenderle il viso fra le mani, baciarla, poi mi rifugio in bagno, ben decisa a recuperare
qualche brandello di razionalità (e a buttare via lo slip, ormai fradicio)..
Uscendo, mi trovo a faccia a faccia con Anna, che mi stampa un bacione schioccante su una guancia.
Ridiamo entrambe, e sempre ridendo ce ne andiamo in camera da letto.
Sghignazziamo ancora mentre, lanciati i vestiti a destra e a manca, restiamo in piedi, una di fronte all'altra, a guardarci.
E' bella, Anna. Più alta e più magra di me, un po' spigolosa, ma ugualmente femminile.
E' abbronzata quasi ovunque, tranne il triangolo più chiaro della micia, ricoperto da poca peluria bionda.
Mi avvicino, la abbraccio: la sua pelle è calda, ma asciutta, gradevole da toccare.
La bacio sulla bocca, le sue labbra sono aperte, ad accogliere la mia lingua.
Ci sdraiamo sul letto, iniziamo a toccarci, ridendo ancora un po', e alzando la testa vediamo Giorgio ai piedi del letto.
Si sta spogliando con calma, fissandoci, vediamo i suoi addominali contrarsi mentre si sfila la maglietta;
ha braccia, gambe e torace ricoperte di peli rossicci. Quando si sfila lo slip, il cazzo duro gli sbatte contro la pancia piatta.
Sorridendo, se lo prende fra le mani e si avvicina al letto, accarezzandoselo un po'.
Subito, li ho tutti e due addosso, mani e lingue in movimento.
Chiudo gli occhi, mentre dita mi aprono le cosce e una lingua morbida e leggera passa e ripassa sul mio clitoride infiammato,
leccandolo e succhiandolo piano: godo quasi immediatamente, senza aprire gli occhi, inarcando il bacino contro quella bocca.
Riapro gli occhi sulle loro facce sorridenti, complici, e mi bacio la figa sulla bocca di Anna, che resta distesa addosso a me,
anche mentre Giorgio la penetra da dietro, scivolandole dentro facilmente.
Ad ogni spinta, la bocca di Anna si contrae sulla mia: le accarezzo la schiena, i fianchi, glieli spingo incontro al cazzo di Giorgio;
il ritmo della scopata è piuttosto blando, e mi chiedo come faccia lui, eccitato com'è, a dosarsi così bene.
Dopo un po' addirittura si stacca da lei, si gira supino, e Anna gli si mette sopra a cavalcioni, infilandosi il cazzo fino in fondo.
Per un momento resto a guardarli, le mani di lui sui fianchi di Anna, le natiche di lei che si contraggono ritmicamente, mentre si fotte da sola.
Mi avvicino a lei da dietro, cavalcando anch'io il corpo di Giorgio, la abbraccio, mettendole le mani a coppa sulle tette, baciandole le spalle,
il collo, la bocca. Le mani di Giorgio sono ovunque, le insinua fra il culo di lei e la mia passera, toccando, stringendo, ce le infila in bocca;
ora spinge più forte il cazzo dentro il ventre di Anna, che viene ansimando con la mia lingua in bocca. Giorgio le afferra i fianchi,
se la tira contro, e finalmente le viene dentro, a lungo.
Anna si sdraia a pancia in giù, contro i cuscini. Le accarezzo i capelli, le spalle, prendo a baciarle la schiena, percorro con
la lingua la sua spina dorsale: le allargo dolcemente le natiche con le mani, le infilo dentro la lingua, gioco un po' con il buchetto,
lo sento contrarsi, scendo ancora. La sua passera è fradicia del suo piacere e di quello di Giorgio, la sborra di lui le cola fuori un po'
alla volta dalle labbra congestionate della figa, la lecco via lentamente, insistentemente, il naso fra le sue cosce, ubriaca dell'odore
salmastro della sua passera insieme a quello dolce e un po' nauseante della sborra. Giorgio, da dietro, mi apre le gambe,
mi infila dentro due, poi tre dita, forzandomi con la lingua il buco del culo.
Farmi frugare così, dolce e duro nello stesso tempo,
mi dà un piacere intenso, quasi doloroso: mi apro di più, spingendo i fianchi per fare entrare le dita ancora più a fondo,
e comincio anch'io a scopare Anna con una mano, senza smettere di leccarla, di sguazzare in tutti quei liquidi trasparenti e
scivolosi che sotto di noi stanno già facendo una macchia umida e scura sul lenzuolo.
Giorgio ci incita, dice che non ha mai visto due troie come noi, che vuole farci godere fino a morire, poi mi infila dentro il cazzo,
che non è del tutto in tiro, ma entra lo stesso quasi fino in fondo.
Per la sorpresa smetto per un momento di scopare Anna, che fa per girarsi.
Giorgio ha un bel cazzo, abbastanza lungo e grosso, lo sento premere lungo le pareti della mia figa:
adoro la sensazione di essere riempita, e inizia a tremarmi dentro un orgasmo potente.
Giorgio mi preme addosso, mi infila una mano sotto la pancia e comincia a strofinarmi il clitoride, a toccarsi il cazzo ogni volta
che lo tira fuori: mi sbatte a fondo, colpi decisi ma piuttosto lenti, come piace a me, che ad ogni spinta infilo più a fondo le dita
nella passera di Anna, la sento rabbrividire mentre gode. Godo anch'io, quasi rantolando.
Dico a Giorgio di smettere perché voglio prenderglielo in bocca. Mi inginocchio fra le sue gambe, gioco un po' con le mani;
il cazzo è scivoloso della mia figa, e salato quando lo percorro con la lingua, delicatamente, fermandomi a leccare la punta.
Me lo infilo tutto in bocca e inizio a succhiarlo con decisione, salendo e scendendo, stringendo la base fra le dita bagnate della
saliva che mi cola dalle labbra. Giorgio sospira, mi dà consigli per farlo godere meglio, mi prende la testa con la mano per
scoparmi in bocca. Il suo cazzo adesso è veramente duro, durante il pompino mi sbatte contro i denti, e quando arriva in gola
mi toglie il fiato.
Non vuole ancora venire, però, perciò esce da me e va a sedersi in fondo al letto.
Vedo Anna alzarsi, inginocchiarsi ai suoi piedi e prenderglielo in bocca. La guardo, mi avvicino.
Mi inginocchio accanto a lei, le tolgo il cazzo di bocca e la bacio, le dò un po' il cambio
col pompino, poi la bacio ancora, e, prendendo in mano il cazzo, glielo metto io fra le labbra.
Il bocchino è diventato un gioco fra noi due, e Giorgio lascia fare, gli occhi semichiusi, poi mi chiede di venirgli sopra a cavalcioni.
Me lo infilo dentro lentissimamente, sentendo fra le mie gambe la lingua di Anna, che si insinua fra la mia figa e il cazzo di Giorgio, leccando, stuzzicando.
Mi scopo a colpi lenti, lasciando uscire ogni volta il cazzo quasi completamente, sento Anna sondarmi il buco del culo,
infilarci la lingua, e poi un dito. Giorgio sorride, e chiede se mi piace, caso mai dalla mia faccia e dai miei sospiri non si capisse.
I due prendono un ritmo più rapido, uno a scoparmi la figa e l'altra il culo, la doppia stimolazione mi eccita all'inverosimile
fino a che godo, quasi gridando, accasciandomi poi letteralmente fra le gambe di Giorgio.
Mi stacco da tutti e due, ho bisogno di un momento per riprendere fiato.
Mi stendo a pancia in su, vedo Anna inginocchiarsi sul bordo del letto, le gambe aperte, in attesa.
Mi appoggia la testa sul ventre, la accarezzo, mentre Giorgio le viene dietro, la prende per i fianchi, e inizia a scoparla duro, quasi con cattiveria.
Io invece le prendo la testa fra le mani, le accarezzo i capelli, le spalle. Gode ancora, respirando rumorosamente,
ma Giorgio non smette di sbatterla, a fondo, in fretta, fino a venirle dentro, con un'ultima spinta.
Dormiamo senza sogni fino al mattino dopo, e sarà allora che comincieranno i guai.