Per questa nuova incursione nel mondo della musica internazionale, parliamo di un vero moloch del rock internazionale, The Boss, ovvero il grande cantore dell'America "di pancia", Bruce Springsteen .
Ho scelto di tradurre una canzone che non fa parte di nessun album, ma di una colonna sonora (e di due best of) per due ragioni: nella sezione Cinema ho parlato del film, e se avessi dovuto scegliere una sola canzone di Bruce non avrei mai potuto selezionare da quale album tirarla fuori, perché in genere tutte le canzoni in ogni suo album sono molto collegate tra loro, ed acquistano senso nell'ascolto globale di tutto il disco.
La canzone che troverete di seguito, peraltro, è magnifica: il video minimale, con lui che cammina dinoccolato e triste per le strade di Philly, con il giubbotto di jeans e quella falcata da calciatore sui tacchetti, è memorabile nella completa semplicità. L'intonazione delle note è coinvolgente, il testo, descrittivo quanto basta, lascia ugualmente spazio all'identificazione personale, e non necessariamente esclude altre realtà da lasciarci impersonare, oltre a quella del malato terminale di cui tratta.
E' una canzone che parla di solidarietà, incomunicabilità, pregiudizi e paure. Una canzone sontuosa, con arrangiamenti veramente azzeccati, e mai esageratamente lirici.
E', non solo a mio modestissimo parere, uno dei vertici della produzione di questo grande artista, che io ho avuto l'onore di vedere allo stadio di Firenze per l'ultima volta due anni fa.
Un uomo che sul palco sa conquistare anche i non fan, con un repertorio eccellente ed una voce che sa fare innamorare. E, non ultimo, un uomo i cui sani principi morali traspaiono chiari in ogni canzone, e nella passione con le quali le interpreta.
Vi ho linkato in alto sul banner il sito ufficiale di Bruce (oltre al solito collegamento Wikipedia allegato al suo nome, all'inizio): è in inglese, ma anche se non siete pratici della lingua, saprete godervelo ugualmente, fidatevi. |