
Repubblica 27.02.2001
E Camilleri in musica
racconta una
fiaba crudele
Repubblica 26.02.2001
Fiaba siciliana
di Camilleri
con
Caruso
Repubblica 22.02.2001
Abusivo pure il capo dei vigili
Repubblica 21.02.2001
"Sono innocente e sereno. Il Dna? Non vedo l’ora"
Il prosindaco di Mestre Bettin ha visitato Profeta
in carcere
ENRICO BONERANDI
PADOVA — Oltre la grata vede una rampa di scale, uno scorcio di cortile.
Ma non perde tempo a guardar fuori come tanti detenuti: Michele Profeta
legge. Legge avidamente «La stagione della caccia» di Andrea
Camilleri e quasi è contento di potersene stare in pace per un po’
a inseguire le indagini del commissario Montalbano. Un po’ impettito come
un nobile siciliano, col pensiero lontano dai sei metri quadri scarsi di
cella al primo piano del carcere di Padova, reparto d’isolamento: branda,
armadietto e cesso a vista.
Quattro le celle in quel braccio: una vuota, due disgraziati con accuse
neanche tanto gravi che stanno al buio con la testa fra le mani, e Profeta.
Che legge Camilleri nella sua tuta da ginnastica grigia e impeccabile,
un paio di pantofole ai piedi. Sereno, preoccupato soprattutto per la sua
famiglia: «D’altra parte quando ci si trova in difficoltà
bisogna reagire, altrimenti non si è degli uomini veri», dice
a Gianfranco Bettin, prosindaco verde di Mestre e sociologo (ha scritto
un saggio su Pietro Maso), che passa nella sua cella durante una visita
al carcere.
Una cosa Profeta ci tiene subito a mettere in chiaro: lui non è
uno di quelli che stanno dalla parte dei poco di buono. Tutto il contrario.
Con orgoglio, enumera i suoi parenti che militano nelle forze dell’ordine
o fanno parte della magistratura, probabilmente millantando. «Sono
amicissimo di un commissario di pubblica sicurezza, che si chiama Montalbano
proprio come il personaggio di Camilleri. E poi sono imparentato con un
generale dei carabinieri, con un altro commissario di ps e ho uno zio magistrato.
Sono abituato ad averci a che fare con gli uomini di legge. Di solito però
sto dall’altra parte della barricata, non come adesso.E’ così strano
che mi ci devo abituare. Meglio leggere, mi aiuta».
[L'articolo continua, NdR]
http://www.alice.it
Mer 21 febbraio 2001 17:00
Camilleri: presto in libreria "Il re di Girgenti"
È prevista per la fine di marzo l'uscita in libreria del nuovo romanzo di Andrea Camilleri, intitolato "Il re di Girgenti", pubblicato da Sellerio, casa editrice "storica" dell'autore siciliano. Il protagonista della storia (ispirata a un episodio realmente accaduto nella prima metà del Settecento nella sua amata isola) è un contadino, Michele Zosimo, che si autoproclama re dopo un'insurrezione popolare. "È il mio romanzo più impegnativo - ha dichiarato Camilleri - quello a cui tengo di più, anche per ragioni affettive, al quale ho lavorato per circa sei anni".
Il cane di
terracotta
A chi è nata l'idea del videogioco?
Antonio SellerioChi ha ideato la struttura del videogiocoL'idea viene da Pillo Esposito, noi, dopo un'esitazione iniziale, abbiamo deciso di produrre per la prima volta un'opera multimediale in quanto per la prima volta ci veniva proposto un progetto che non si limitava a trasferire su supporto multimediale i contenuti di un libro, ma ci ha permesso di realizzare tutte le potenzialità della nuova tecnologia. Siamo molto soddisfatti del risultato e stiamo già iniziando la sceneggiatura di un'altra avventura del Commissario Montalbano, anche se ciò non costituirà una rivoluzione per Sellerio: infatti la nostra principale produzione continuerà ad essere costituita dai libri blu (che speriamo tutti conoscano) realizzati con una carta ed una qualità che uniti al basso prezzo li rendono diversi da tutti gli altri in commercio, e che tanta soddisfazione continuano a darci.
Pillo Esposito di Im*mediaCome tutte le buone (ci auguriamo) idee, quella che sta alla base de Il cane di Terracotta Cartone animato interattivo, è stato un lavoro di gruppo e di confronto fra diversi soggetti.
In quanto patito e divertito lettore di Camilleri ho raccontato ai miei soci, l'idea di presentare attraverso il mezzo multimediale (un mezzo con il quale quotidianamente ci confrontiamo) un'avventura del commissario Montalbano. Da qui è nata l'idea di trasformarlo in un cartone animato interattivo, in cui l'utente si sentisse parte integrante del racconto/avventura interagendo con la storia stessa come se fosse il commissario Montalbano. A cascata sono nate le altre idee che fanno di questo cd-rom un prodotto unico nel suo genere: le ricette "cliccabili", la galleria dei personaggi, gli approfondimenti, le malefiure (che non sono altro che una trasposizione in siciliano della ormai consolidata "energia" dei videogiochi), e i vari giochi ispirati dal romanzo che consentono di eliminare le malefiure (un'ennesima trasposizione dei bonus dei videogiochi)
Pillo EspositoCome è stata accolta l'idea da Camilleri?Anche questo è stato un lavoro di confronto fra la IM*MEDIA e la Sellerio. Abbiamo creato un gruppo assolutamente inusuale per un'attività in Sicilia. Un gruppo fatto da un editore, un creativo, un regista, un illustratore, uno sceneggiatore, un appassionato di videogiochi, un musicista, attori, grafici e programmatori. Il tutto per riuscire a sfruttare tutte le potenzialità del mezzo e la bellezza del romanzo su cui stavamo lavorando. Ci è piaciuta molto l'idea di rischiare proponendo sul mercato un nuovo media che fosse la migliore sintesi possibile fra libro, videocassetta, gioco per computer, fumetto d'autore. E a sentire dai commenti dei lettori/spettatori/giocatori/utenti che quotidianamente riceviamo tramite e-mail ci sembra che l'esperimento sia riuscitissimo.
Antonio SellerioA quale pubblico si rivolge?Ho presentato a Camilleri la demo che avevamo realizzato senza anticipargli la cosa, e credo che sia stata la migliore soluzione, infatti, pur essendo Camilleri persona molto aperta alle nuove idee, sono certo che senza mostrare il cartone animato interattivo è impossibile renderne l'effettiva suggestione con le sole parole e subito si è mostrato favorevole. Per la progettazione del lavoro io e Pillo Esposito di Im*media avremmo realizzato la sceneggiatura mettendolo a conoscenza dei pochi tagli realizzati, e lui, non sarebbe intervenuto, dando la sua approvazione definitiva alla realizzazione solo alla fine visto l'intero lavoro. Questo modo di lavorare mi ha da un lato consentito di lavorare in maniera molto spedita non dovendo sottoporre gli stadi di avanzamento ad un'ulteriore supervisione, dall'altro mi sentivo molto responsabilizzato, ragion per cui abbiamo cercato di essere il più fedeli possibile al libro stesso cercando di non intervenire sui dialoghi e di riproporre le atmosfere senza farci condizionare da quelle molto suggestive dello sceneggiato. Quando, completato il lavoro, ho mostrato il prodotto a Camilleri, avevo molta paura che potesse chiederci delle correzioni sostanziali ma solo dopo due ore di visione ci fece notare che la posizione del braccio di un cadavere andava corretta, non ci propose nessun'altra modifica. Ho tirato un gran sospiro di sollievo e ho provato grande soddisfazione. Camilleri si è mostrato entusiasta dell'opera nel suo complesso e della caratterizzazione di molti personaggi simile a come lui effettivamente l'immaginava.
Antonio SellerioChe difficoltà ha presentato al disegnatore?Il pubblico a cui si rivolge è costituito sia dai tantissimi lettori del commissario Montalbano, sia da coloro che, giocando col computer, non si accontentano di sparare a tutto quello che si muove o di governare l'evoluzione di strane civiltà, ma vogliono partecipare ad una vera e propria avventura interattiva che si svolge oggi in una immaginaria località italiana. Per chi ha già letto il libro il godimento del gioco non è assolutamente precluso (si gioca soprattutto su particolari), e chi non lo ha letto non dovrebbe avere troppi problemi a calarsi nella logica di Montalbano. Infine il funzionamento e così intuitivo che per molte persone che non avevano nessuna familiarità con il computer ha costituito uno dei primi approcci.
Luigi Ricca, autore dei disegniLe nuove tecnologie potranno essere un importante trampolino per l'economia e, in particolare, per l'editoria siciliana?Le difficoltà principale è stata soprattutto quella di individuare un metodo di lavoro che permettesse di affrontare l'impresa di realizzare un cartone animato (per quanto "leggero"), partendo dal presupposto che non si trattava di realizzare un film o un serial tv ma un CD-ROM.
Rispetto all'illustrazione e al fumetto tradizionali, la differenza principale probabilmente sta nel fatto di dover disegnare separatamente ambienti, personaggi, oggetti e di non avere quindi un raffronto immediato con quello che sarebbe stato il risultato finale.
Per quanto riguarda le caratterizzazioni dei personaggi, a parte qualche eccezione, Camilleri sembra lasciare ampio margine di libertà alla fantasia del lettore: sono abbastanza rare, infatti, le classiche dettagliate descrizioni della fisionomia dei personaggi. Eppure, non so se per qualche misteriosa affinità geografica o per il potere evocativo della scrittura di Camilleri, ma non ho quasi mai avuto tentennamenti su quale faccia dare a questo o a quel personaggio. Per il volto di Montalbano, in particolare, ho deliberatamente evitato ogni riferimento al pur bravo Zingaretti: mi sono piuttosto rifatto al bel volto rude e intenso di Pietro Germi e alla sua memorabile interpretazione del commissario Ingravallo nella bella trasposizione cinematografica del "Pasticciaccio..." di Gadda (scoprendo solo dopo, dalla viva voce dell'autore, che lui Montalbano se l'era proprio immaginato così).
Antonio SellerioSe i maggiori problemi dell'economia siciliana derivano dalla carenza delle infrastrutture, deficit che per il commercio di nuove tecnologie dovrebbe essere facilmente superabile, e se è vero che una parte consistente dei disoccupati sono persone ad elevatissima scolarizzazione, allora le premesse ci sono tutte. La nostra esperienza diretta mi fa andare addirittura oltre, mi fa ritenere che sia in parte possibile una via siciliana alla multimedialità, che utilizzi appieno le nuove tecnologie dando sfogo alla naturale vocazione all'arte dei siciliani, come abbiamo fatto in questo prodotto: partendo dal testo di un grande scrittore siciliano, con i disegni, le voci, le musiche, la creatività tutta di artisti siciliani siamo arrivati a realizzare un'opera di elevato contenuto tecnologico.
Pillo EspositoSicuramente sì, IM*MEDIA non esisterebbe grazie alle nuove tecnologie e il processo di emigrazione delle professionalità in questo settore, va man man ad essere sostituito dall'"immigrazione" dei lavori. Il gap generato dalla distanza viene quasi del tutto annullato grazie ad Internet. In Sicilia non mancano né professionalità nel campo della grafica e della multimedialità, né creatività; grazie alla competitività dei nostri servizi siamo stati in grado (ma sappiamo di non essere l'unica azienda siciliana) a realizzare significativi lavori per diverse aziende sparse sul territorio nazionale e internazionale da Roma a Milano a New York.
La Repubblica 22.02.2001
Camilleri, Betta, Caruso
c’era una volta in Sicilia
|
www.cartasicilia.it, 13/02/2001 Quando la passione si fa sito: il Camilleri Fans Club Andrea Camilleri, parlando di loro, ha detto che sono la sua memoria, almeno su Internet e che dalla loro attività, emerge il senso della vera Amicizia. Si tratta di quel gruppo di persone, sempre più ampio che fa capo al Camilleri Fan's Club su Internet. Abbiamo intervistato Filippo Lupo, u Presidenti. L'intervista, ovviamente, si è svolta via posta elettronica. Come è nato il Camilleri Fans Club? |
|||
Come è nato il Camilleri Fan Club?
|
|||
|
Panorama 09.02.2001
Maledetto, mi ammazzerai L'ANTICAMILLERI - DOMENICO CACOPARDO RACCONTA I MISTERI ITALIANI I fatti narrati sono frutto della mia fantasia» scrive Domenico Cacopardo nella pagina finale, isolata dal contesto, del suo secondo romanzo siciliano, L'endiadi del dottor Agrò (Marsilio editore, 181 pagine, 25 mila lire), un giallo di mafia che la critica più avvertita ha già segnalato come l'alternativa, anzi l'antidoto, a Camilleri. A questo punto la «Nota dell'autore» continua con stile rituale, come fosse un post scriptum del giallo di mafia: «Tuttavia, uno dei personaggi descritti è grandemente ispirato alla realtà: a qualcuno che, per quanto ho capito, è capace di tutto... Se mai leggerà questo libro, sarà tentato dall'idea di ammazzarmi o di farmi ammazzare». Infine, colpo di scena che vale tutto il racconto: «Ho lasciato il suo nome nelle mani di un notaio. Cosicché questo omicidio, se mai verrà commesso, costituirà il suo errore fatale». Un espediente narrativo smaccato che non dovrebbe suscitare alcuna curiosità se non lo si mettesse in relazione con la biografia professionale del suo autore. Consigliere di Stato, 64 anni, capelli grigi portati con asciutta sobrietà, Domenico Cacopardo, detto Mimmo, ha lavorato per anni in prima linea sul fronte dei lavori pubblici in Italia. È stato, dal 1969, vicecapo di gabinetto e capo della segreteria tecnica di Salvatore Lauricella, ministro socialista dei Lavori pubblici. Magistrato alle acque di Venezia e poi capo di gabinetto di Gianni De Michelis, ministro delle Partecipazioni statali e Lavoro, fin dal 1986, poi capo di gabinetto di Carlo Scognamiglio, presidente del Senato prima e in seguito ministro della Difesa, consigliere di Massimo D'Alema e Giuliano Amato a Palazzo Chigi e commissario per la tragedia del Cermis... Il romanzo si compone di due storie, un'endiadi appunto, che si incastrano l'una nell'altra. La trama di mafia è sostenuta da un racconto minuzioso e serrato, tanto coinvolgente quanto misurato, dei meccanismi burocratici di Tangentopoli: storie di pratiche false, di fascicoli scambiati e di bustarelle, di appalti forzati a Palermo come a Torino, di archivisti assassinati. Ed è senza molto sforzo che nel giornalista di Paese sera assassinato si sente l'eco del caso di Mauro De Mauro, fatto sparire dalla mafia mentre indagava sull'omicidio del dirigente comunista Pio La Torre. E lo scandalo Serse (Servizio segreto) fa venire in mente non solo lo scandalo del Sisde, ma anche l'omicidio dell'Olgiata. Per non parlare della vulgata giornalistica intorno al «suicidio» sospetto di Sergio Castellari, direttore generale del ministero delle Partecipazioni statali nella prima metà degli anni Novanta. Interrogato con decisione, Cacopardo ha cercato di nascondersi dietro il segreto d'autore. Alla fine concede una sola battuta: «La storia non è reale. Ma è realistica». Speriamo che il seguito sia solo romanzesco. |
|
Corriere della sera 09.02.2001
E ora di Camilleri si stampano le copie pirata I primi libri pirata li hanno trovati a Napoli, sulle bancarelle vicino alla stazione. Accanto alle borse di marca, alle magliette firmate, agli immancabili orologi, stavano le copie di Gita a Tindari. False, come gli status symbol che le affiancavano. Il nome di Andrea Camilleri spiccava sulla copertina riquadrata in blu, vicino al marchio Sellerio, l’editore del romanzo, che lo scorso anno ha venduto quasi 500 mila copie. Mancavano, naturalmente, il copyright e il nome dello stampatore. Ma anche a un non esperto di leggi sulla stampa, pur distratto dal freddo di fine dicembre, al punto di non accorgersi della scadentissima scannerizzazione dell’immagine in copertina e della pessima qualità della carta, qualche sospetto sarebbe sorto: il libro costava 3.000 lire. La solita truffa alla napoletana, da accogliere nel folklore mediterraneo come le T-shirt con la cintura di sicurezza disegnata, visto che le denunce contro ignoti, come quella sporta da Sellerio, si rivelano alla fine poco più che un atto dovuto. Senza conseguenze. Ne sa qualche cosa Adelphi che da anni rincorre le copie pirata di Siddharta , il libro che in Italia «vanta» più falsificazioni. E quel «vanta» non è messo a caso. Tornando a Camilleri, il fatto di ritrovarlo contraffatto, ci informa che da scrittore di straordinario successo, è diventato un autore di culto, una specie di oggetto del desiderio. La malavita organizzata sa giocar bene le sue scommesse. Tanto che l’apparizione della tiratura pirata di Gita a Tindari è coincisa con l’uscita del bel cd-rom tratto dal Cane di terracotta di Camilleri (lo presenteranno a Milano da Fnac il 14 febbraio). Insomma, ci sarebbe stato da sentirsi quasi lusingati, visto che le copie in circolazione non sembravano essere moltissime. Peccato che qualche giorno dopo a Palermo, gli stessi libri contraffatti sono stati messi in vendita in un negozio di remainders. Prezzo: 15.000 lire, lo stesso dell’edizione autentica; e ambiente, una libreria, tale da trarre in inganno, con conseguente danno d’immagine per la casa editrice, che sembra stampare libri scadenti. Speriamo che il caso passi al commissario Montalbano . Cinzia Fiori |
|
Giornale di Sicilia 01 Febbraio 2001
Il re di Girgenti Il più lungo, il più impegnativo, quello al quale tengo di più e nel quale è più presente l'autore'. È in sintesi 'Il Re di Girgenti', come lo vede il suo autore, Andrea Camilleri . Il libro, che lo scrittore ha appena completato, sarà pubblicato da Sellerio alla fine di febbraio o, al massimo, agli inizi di marzo. Che sia il romanzo più impegnativo è sufficiente a dirlo un solo dato: Camilleri ha cominciato a lavorarci nel giugno 1994. Da allora, alternando questo lavoro ad altri romanzi o gialli (già tutti pubblicati), lo scrittore empedoclino ha conchiuso 'Il Re' in 250 cartelle fitte che in sede di stampa diverranno molte di più. 'È il libro al quale tengo maggiormente, non è detto però che abbia uguale fortuna con i lettori' sostiene prudentemente Camilleri e spiega che 'mentre in precedenza i contenuti erano di estrazione medio-borghese, questa volta il contenuto è contadino con, al suo interno, contaminazioni da un certo mondo fantastico rurale. Perciò - precisa Camilleri - la storia spesso slitta verso il racconto fantastico'. Il Re di Girgenti è la biografia di una figura realmente esistita, il contadino Zosimo, che divenne re nel 1718. 'È una storia completamente inventata - spiega lo scrittore siciliano - ad eccezione dei dati anagrafici del regno e del suo sovrano'. In realtà, però, anche su questi pochi elementi affiorano dubbi e scarseggiano le notizie; nonostante le ricerche compiute, di Zosimo non esistono che cenni in pochi volumi. Quelli individuati da Andrea Camilleri sono tre: sette righe in 'Agrigento' di Antonino Marrone, dieci in 'Sicilia ed Europa' di Luigi Riccobene; due paginette in 'Memorie storiche agrigentine' di Giuseppe Picone. Se il libro si svolge in un arco temporale che va dalla fine del '600 al 1718, il regno di Zosimo fu nella realtà molto più breve, di alcuni giorni appena. Nella fattispecie nel romanzo il nove luglio 1718 Zosimo conquista Montelusa, il 13 viene incoronato Re, il 18 arrestato e il giorno successivo giustiziato 'non si capisce bene da chi, o meglio, di sicuro dai nobili nel periodo di interregno tra i Sabaudi che abbandonano e gli spagnoli che tornano. "Il Re di Girgenti" è strutturato in varie parti: "Come fu che Zosimo venne concepito"; "Intermezzo", che l'autore sostiene si può anche saltare; "Cenni sulla giovinezza e infanzia di Zosimo", "Tavola cronologica con note, documenti e testimonianze", tutti rigorosamente inventati, e "Come fu che Zosimo mori"'. Dal punto di vista stilistico vi è 'una accentuata ricerca espressiva'. Ne 'Il Re' 'non c'è soltanto il siciliano ma anche lo spagnolo'. |