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- DECRETO LEGGE URBANI -

una storia che si prende in giro da sola

 

News | Approvazione | Testo | Disinformazione | Petizione | Tassa Preventiva | Favore alle Major | Ostruzionismo | Sanzioni | Uso Personale

 

 

 

L’ APPROVAZIONE

 

Il 18 Maggio 2004 è stato approvato al Senato il Decreto Legge proposto dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali On. Giuliano Urbani (relatrice alle Camere On. Gabriella Carlucci).

 

Hanno votato a favore:
Tutti i partiti della Casa delle Libertà

Si sono astenuti:
DS
Margherita
UDEUR
SDI


Hanno votato contro:
I Verdi
Comunisti Italiani
Rifondazione Comunista
Dipietristi

 

 

IL TESTO

 

Il testo integrale del Decreto Legge approvato alle Camere è disponibile a questo indirizzo:

http://www.senato.it/bgt/ShowDoc.asp?leg=14&id=00100895&tipodoc=Ddlpres&modo=PRODUZIONE

 

 

IL FATTORE DISINFORMAZIONE

 

Le mie critiche nei confronti di questo provvedimento partono accusando il Governo di averlo volutamente fatto passare inosservato agli occhi dei cittadini, optando al contempo per la strada più rapida del Decreto Legge, giustificando la scelta con la frase “RITENUTA la straordinaria necessità ed urgenza di adottare provvedimenti in materia di beni ed attività culturali”.

 

In un periodo di crisi economica e di guerra come questo, però, non riesco proprio a vedere dove sia l’urgenza di stanziare fondi per l’industria cinematografica o di colpire di punto in bianco – e con tale efferatezza – quella che, con estrema ignoranza da parte dei promotori e sostenitori del Decreto Legge Urbani, viene considerata “pirateria informatica”.

 

Il Decreto, volutamente e dichiaratamente “blindato” da parte della maggioranza (con la benedizione del Centro Sinistra), doveva dunque passare in fretta… ma soprattutto, il più possibile inosservato: nessun accenno al provvedimento – che pure tocca da vicino milioni di italiani – è stato fatto dai quotidiani o dai telegiornali, eccezion fatta per una vignetta (si sono voluti rovinare) pubblicata sul quotidiano L’Unità e per un brevissimo mordi e fuggi – a danno ormai fatto – al TG5. Neppure la manifestazione del 18 Maggio 2004 sotto Palazzo Madama ha mobilitato i media, che calpestando grossolanamente il nostro diritto all’informazione, hanno deciso di tacere gli avvenimenti. Forse la cosa è considerata poco importante poiché riguarda il mondo di internet e di un paio di ragazzini che scaricano mp3 dalla rete? Eppure, se il Decreto Legge era così urgente tanto frivola la questione non doveva essere…

 

Un ringraziamento in questo ambito va allo staff di Punto Informatico (http://punto-informatico.it) che ha costantemente tenuto informato il popolo di internet (almeno quello!) sugli sviluppi di questa vicenda.

 

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LA PETIZIONE

 

Fin dalla prima stesura del Decreto Legge, Plugs.it vi si è opposta indicendo una petizione online al sito http://no-urbani.plugs.it che ha raccolto circa 40,000 firme da parte di utenti contrari al provvedimento.

 

Questa petizione è stata più volte nominata da Punto Informatico e da TG Neapolis e ciononostante non è stata in grado di raccogliere nemmeno 50,000 firme (questo per tornare al discorso della disinformazione ma anche per introdurre quello del passivismo di chi, pur conoscendo il problema, non ha fatto nulla affinché i suoi diritti non venissero calpestati).

 

Il Governo ha bellamente ignorato la petizione, così come le richieste e le proposte avanzate dagli utenti attraverso il forum di discussione di Plugs.it… evidentemente, La Casa delle Libertà considera 40,000 voti una perdita trascurabile e si sente sufficientemente sicura di vincere le prossime elezioni anche senza il voto dei cittadini che, a causa di questo Decreto Legge, si saranno sporcati la fedina penale.


A questo punto vien da sé che far passare il DL inosservato era giocoforza: meno persone ne fossero venute a conoscenza, meno sarebbero stati i voti persi… molto astuto, ma vorrei porre una domanda ai promotori e sostenitori del provvedimento: cosa avete guadagnato di abbastanza sostanzioso da poter colmare il vuoto lasciato da 40,000 voti attraverso l’approvazione di questo Decreto Legge?
 

Ai posteri l’ardua sentenza.

 

!!NEWS!!

- La petizione di Plugs.it è nuovamente attiva (http://no-urbani.plugs.it)!

- E' disponibile una nuova petizione su http://www.petitiononline.com/urbanid/petition.html  - firmatela numerosi!

 

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LA TASSA PREVENTIVA

 

Vedendo l’enorme successo riscosso dalla “Guerra Preventiva” propugnata dal Presidente degli Stati Uniti George W. Bush, Giuliano Urbani ci ripropone il medesimo concetto sottoforma di tasse, ben consapevole di quanto i cittadini vadano ghiotti per queste ultime.


Sulla falsariga della tassa SIAE sui supporti vergini, viene con questo Decreto Legge introdotta una tassa SIAE anche sui masterizzatori e sui software di masterizzazione, poiché potenzialmente tutto questo materiale potrebbe essere utilizzato per infrangere la legge sui diritti d’autore.

Tutto questo, naturalmente, senza il minimo riguardo per chi fa uso perfettamente legale di questo materiale.


D’altra parte, anche il materiale di cancelleria necessita a mio avviso di una tassa SIAE, dato che potenzialmente carta e penna potrebbero essere utilizzati per riprodurre testi di canzoni o script di opere cinematografiche coperti da diritti d’autore.

Tutto questo, naturalmente, senza il minimo riguardo per chi utilizza il materiale per lavoro.

 

Sono dell’idea, ad ogni modo, che potendo la voce essere potenzialmente modulata in modo da riprodurre canzoni o battute di opere cinematografiche coperte dai diritti d’autore, andrebbe sanzionata con una tassa SIAE ogni 1000 parole giornaliere, senza il minimo riguardo per chi usa la voce per esprimere concetti intelligenti (poco male, al giorno d’oggi sono sempre meno)…

 

Insomma, parliamoci chiaro: potenzialmente potremmo tutti infrangere una qualunque legge della nostra costituzione in qualunque momento (specie se non ne siamo al corrente, tanto per tornare al fattore disinformazione), non capisco cosa aspettino a chiuderci tutti in galera senza il minimo riguardo per il principio della “presunzione d’innocenza”…

 

Tralasciando la facile ironia vorrei però altresì sottolineare come un cittadino che paga una tassa alla SIAE per risarcirla dei danni causatile scaricando opere d’ingegno protette da diritti d’autore, abbia già pagato per il materiale di cui intende usufruire: non vedo a questo punto l’utilità di applicare una sanzione… tassati e pure illegali? E quand’è che penseranno di metterci in regola?

 

Inoltre non vedo perché se i cittadini sono tenuti a versare una tassa come indennizzo per gli autori, la SIAE non debba essere tenuta a rendere conto periodicamente ai cittadini di come sono stati impiegati i loro soldi… do ut des, anyone?

 

Molto contenti di quest’imposizione sono anche i rivenditori di hardware all’ingrosso, che vedono i propri prezzi gonfiarsi senza che questo comporti un corrispondente rigonfiamento dei propri portafogli, perdendo al contempo competitività rispetto ai rivenditori esteri… nuovamente un quesito ai promotori e sostenitori del DL: cosa avete guadagnato di tanto importante da far passare la competitività del mercato nostrano in secondo piano agli occhi del partito di un imprenditore?

 

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IL FAVORE ALLE MAJOR

 

L’arcano comincia a svelarsi quando su Radio24 si confrontano l’On. Fiorello Cortiana e l’On. Gabriella Carlucci e quest’ultima rivela apertamente che pur essendo il Decreto Legge un “poccio” assoluto deve assolutamente passare così com’è e alla svelta perché il Governo ha una promessa da mantenere nei confronti delle Major… (per chi volesse sentire le parole uscire dalla bocca dell’On. Gabriella Carlucci può contattarmi in privato).

 

E le promesse, si sa, vanno mantenute.

Domanda: perché la modifica dell’Articolo 18 promessa a Confindustria non è stata approvata con altrettanta urgenza (anzi, non è proprio stata approvata)?

Quella alle Major era forse una promessa di serie A e quella a Confindustria una promessa di serie B?

 

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L’OSTRUZIONISMO

 

Interventi che lasciavano trasparire un certo grado di acume sono provenuti dall’On. Fiorello Cortiana (Senatore dei Verdi) fin dalla prima stesura del provvedimento.

 

Inascoltato dalla maggioranza (poiché evidentemente il parere delle Major è di seria A mentre quello degli elettori è di serie B), l’On. Cortiana ha in seguito optato per l’unica strada percorribile ai fini di affossare il Decreto Legge: l’ostruzionismo.

Con l’aiuto dei suoi collaboratori e del popolo di internet, l’On. Cortiana è riuscito a raccogliere la bellezza di 750 emendamenti effettivi – equivalenti alla certezza matematica di riuscire finalmente ad affossare il Decreto – salvo ritirarli tutti all’ultimo momento perché l’On. Giuliano Urbani ha promesso di rettificare l’articolo 1 (quello riguardante le sanzioni penali per l’utenza P2P) con urgenza…


Sorge spontanea la domanda all’On. Cortiana: cos’ha ottenuto di così importante da rendere trascurabile la rabbia di 40,000 elettori che avevano riposto in lei le proprie speranze?

 

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DEI DELITTI E DELLE PENE

(tratto da http://no-urbani.afraid.org)

 

Decreto Legge Urbani (22 marzo 2004, n. 72)
- se scaricate musica o film da internet anche per uso personale rischiate fino a 4 anni di carcere, 15437 EUR di multa,
sequestro di tutto il materiale informatico e la pubblicazione dei vostri dati su un quotidiano nazionale ed una rivista
specializzata in spettacolo

- se immettete su internet una "opera dell'ingegno" (Progetti OPEN SOURCE) siete obbligati ad avere il bollino del
governo italiano che certifica che avete adempiuto agli obblighi del decreto. Il bollino probabilmente sarà a pagamento.
Questa legge si applica anche ai siti personali con le foto delle vostre vacanze o le vostre poesie.

 


Legge 106/2004 (15 aprile 2004, n. 106)
- se avete un sito internet o mettete su internet un qualunque documento siete obbligati a depositare OGNI 6 MESI due
copie complete di tutto ciò che avete fatto a 2 biblioteche statali. Se non lo fate ricadete in una legge del 1939 per
STAMPA SOVVERSIVA. Questa legge si applica anche ai siti personali, newsletter e tutto il resto.

DDL antipedofilia (7 novembre 2003)
- se immettete su internet o visionate foto, disegni o testi scritti che abbiano come soggetto un minore o una persona che
sembra minorenne e che a detta di un giudice è in un contesto "osceno" (cosa sia "osceno" non viene specificato)
siete dei pedofili. Questo si applica anche ai quadri,alle foto d'arte, ai manga e perfino ai testi scritti.
Se pubblicate le foto delle vostre vacanze dove si vede la vostra ragazza (o ragazzo) in costume da bagno e sembra
minorenne (anche se non lo è) potreste essere accusati di gestire un sito pedopornografico.
 

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USO PERSONALE

 

Con la sostituzione della locuzione “ai fini di lucro” con la locuzione “per trarne profitto” nel testo del Decreto Legge, l’uso personale delle opere di ingegno diffuse per via telematica rientra ora nei comportamenti sanzionabili.

 

Qui di seguito elencherò i motivi per i quali criminalizzare l’uso personale delle opere d’ingegno non risolleverà le sorti della scena cinematografica e musicale italiana.

 

Se gli incassi vanno male non è certo perché la gente scarica i film da internet anziché andarli a vedere al cinema: così come non spenderei mai 7 Euro per andare a vedere quella schifezza decerebrata di “Natale sul Nilo”, allo stesso modo non permetterei mai al mio hard disk di infettarsi con la sua presenza.

 

Nessuno (o quasi) scarica film italiani dalla rete e il motivo è lo stesso per cui nessuno va a vederli al cinema: FANNO SCHIFO! Che comincino produrre film decenti - se desiderano vedere un’impennata nella curva degli incassi - invece di tassare i cittadini come se fossero dei limoni da spremere fino all’ultima goccia.

 

Lo stesso vale per la musica italiana: cos’ha da proporci? DJ Francesco e Alex Britti (tanto per fare due nomi a caso)… e poi la FIMI si stupisce se i CD vendono poco.Già mi tocca sentire un’insieme di suoni che a definirli musica ci vuole un coraggio stratosferico, poi devo anche pagare 20 Euro!?!

 

Detto questo, fingiamo per un momento – anche se è difficile – che la produzione cinematografica e musicale italiana sia di alto livello: perché mai dovrei comprare un film in DVD  (25-30 Euro) o un CD musicale (20 Euro) senza prima sapere se mi piace o meno?

 

Il download ad uso personale delle opere d’ingegno è un ottimo strumento di valutazione per evitare di gettare soldi preziosi al vento.


Non trascurabile è inoltre il fatto che i film in DVD all’estero costano circa 15 Euro (ben 10 Euro in meno rispetto all’Italia!!), quindi non vedo perché dovrei comprarli qui: se le Major hanno delle difficoltà a sbarcare il lunario, poverine, abbassino i prezzi! Così tutti coloro che attualmente acquistano all’estero, non avendo più convenienza a farlo si recheranno direttamente al negozio sotto casa.

 

Prezzi più bassi e qualità più alta: visto quanto abbiamo aumentato gli incassi senza toccare il download ad uso personale?

 

E possiamo andare avanti ancora: perché colpire il download ad uso personale – appannaggio di chi dispone di un collegamento ad internet veloce – quando colpendo i cosiddetti “vu cumprà” si può dare una botta di vita senz’altro più sostanziosa agli introiti?

 

Chi scarica ad uso personale deve infatti acquistare un PC (da un minimo di 1000 Euro), pagare la corrente (facciamo 1 Euro al giorno per un totale di 30 Euro a fine mese per il solo PC) ed il collegamento ADSL (80 Euro al mese): avrà dunque contribuito allo sviluppo di due importanti settori in via di sviluppo (quello dell’informatica e quello delle telecomunicazioni) e sosterrà una spesa mensile di mantenimento di questa “attività” di ben 110 Euro ESCLUSI eventuali CD VERGINI (sui quali, non dimentichiamoci, c’è la tassa SIAE – perciò in caso anche i diritti d’autore sarebbero pagati).


Chi compra da marocchino, invece, da 10 Euro alle organizzazioni criminali che ci stanno dietro e si gode il suo CD pirata.

 

Alla fine della fiera, chi ha causato più danno alla società?

Risposta delle Major: Chi scarica da internet, ovviamente!

 

E perché la mia scelta deve restare limitata a quanto mi propone il mercato italiano? Determinate opere d’ingegno sono di eccezionale rarità e reperibili esclusivamente attraverso internet: se non le compro, dunque, è colpa di chi non le immette sul mercato, non certo mia.

 

E perché un autore regolarmente iscritto alla SIAE non deve essere libero, se lo decide, di lasciar scaricare gratuitamente una propria opera da internet?

 

Ma a tutte queste domande il Decreto e le Major non rispondono: si limitano a spremerci come dei limoni, essendo la strada più facile e meno costosa. Non si rendono conto, però, che così facendo catalizzano l’odio di migliaia di italiani che cominceranno ad acquistare all’estero anche solo per ripicca… e addio incassi.

 

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