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Questo spazio è dedicato alle ultime notizie. Chiunque abbia qualcosa di rilevante da segnalare (proteste, documenti, convegni o iniziative) può vederlo pubblicato in questa bacheca postando l’argomento a convitti@mail.com


 

Convitto Nazionale “V. Emanuele II”

 

CAGLIARI

 

Oggetto: Osservazioni in merito alla C.M. n° 16 del 19.02.2002.

 

                Il Convitto Nazionale “Vittorio Emanuele II” di Cagliari è l’unico istituto statale di educazione operante nella regione Sardegna che garantisce la residenzialità e offre agli studenti un servizio di permanenza assicurando loro l’assistenza continuativa 24 ore su 24 per l’intera settimana.

E’ un Istituto unico nel suo genere che diventa di primaria importanza in quanto opera in un contesto regionale variegato e caratterizzato da 337 comuni e consente a tanti ragazzi provenienti dall’interno dell’isola di frequentare gli Istituti superiori cittadini. Ciò di fatto garantisce loro il sacrosanto ed inalienabile diritto allo studio sancito dalla nostra Costituzione.

Tale garanzia verrebbe inesorabilmente a mancare, una volta attuato da parte del Ministero il drastico e drammatico taglio agli organici previsto dalla C.M. n°16 del 19.02.2002 (cfr. art. 8). Di conseguenza il Convitto Nazionale di Cagliari verrebbe posto nella condizione di non garantire più un servizio qualitativamente valido.

La C.M. in questione, inoltre, nel portare da 14 a 16 il numero dei semiconvittori per ogni unità di personale educativo in servizio, renderebbe estremamente difficoltosa la gestione del gruppo e praticamente impossibile il rapporto personalizzato con il singolo allievo.

La rideterminazione degli organici non può che significare, di fatto, la sostanziale mortificazione dell’intero sistema su cui si fonda l’odierna realtà dei Convitti.

Tutto il personale educativo del Convitto Nazionale di Cagliari, presa coscienza della drammaticità che tale operato ministeriale comporterebbe per la sopravvivenza stessa della realtà convittuale,

 

CHIEDE

 

la non modifica delle dotazioni organiche esistenti anche perché la riduzione precedente è stata del 15% e quindi superiore al 3% preventivato dalle norme precedenti.

 

 

Cagliari, 07 marzo 2002                                                                      

 

 Il Personale Educativo

 


 

Convitto Nazionale “M. Delfico”

P.zza Dante, 20 - 64100 Teramo                                   Alla cortese attenzione

Fax 0861 242337                                     del personale delle Istituzioni Educative       

  Loro sedi

 

 

 

Il personale del Convitto Nazionale “M. Delfico.” di Teramo

 

preso atto della circolare ministeriale del 19.2.2002 n° 16, prot. n° 22/VM;

considerato che detta circolare stravolge le dotazioni organiche;

che questo provvedimento unilaterale contrasta con il sistema contrattuale sul quale erano stati fondati i criteri relativi al rapporto di lavoro pubblico, anche su quelle materie riservate all’ Amministrazione  competente;

che, peraltro, il consolidarsi del principio di cui alla citata circolare aggraverebbe le esigenze di funzionalità delle Istituzioni Educative;

 

 

                                                            P R O P O N E

 

 

·        un Congresso Nazionale, con tempi e modalità da concordare, affinché possa essere aperto un confronto democratico sulle Istituzioni Educative e definire lo spazio che le Istituzioni stesse possono occupare nel disegno di legge sulla riforma della scuola, in termini di miglioramento dell’ offerta formativa .

 

·         Intanto è indispensabile organizzare, in tempi brevi,  una manifestazione di protesta presso il Ministero della Pubblica Istruzione, v.le Trastevere Roma, tesa all’ immediata sospensione della circolare n° 16/2002.

 

A tal fine si chiede l’ adesione alla presente proposta in tempi brevissimi (via  fax) in modo da rendere incisiva l’ azione di  protesta del nostro settore. 

 

Cordiali saluti

Il personale del Convitto di Teramo

 


 

Per una piattaforma contrattuale.

Le istituzioni educative tra indirizzo legislativo e servizio pubblico.

Il servizio notturno e le nuove opportunità di lavoro al femminile.

L'indirizzo legislativo attuale nella scuola porta a licenziare di fatto, le migliaia di supplenti impegnati da anni con incarichi full e part-time innescando tra l'altro, un conflitto generazionale col personale di ruolo. Infatti per aumentare gli stipendi si decide di lasciare gli ultimi del comparto scuola (i precari) a casa. Che impatto questo avrà per il personale educativo? Riteniamo che su questo il sindacato debba intervenire fortemente e duramente, non solo limitandosi a indire il pure necessario sciopero generale.

Sul problema dei “numeri del notturno” chiediamo poi la massima attenzione del sindacato, perché esso non proponga né accetti perniciose ipotesi, rassegnate alla riduzione dei livelli di occupazione. Cosa per altro attualmente impossibile per il servizio notturno, dato il quadro normativo e la spesa, che rispetto a altri settori scolastici è davvero minima e irrisoria. E abbiamo qui l’occasione di informare utenti e governo che il servizio pubblico è efficiente e utile, e a costi notevolmente bassi. Costi per altro ripartiti con gli stessi utenti, e davvero contenuti, per l’unico atipico servizio educativo offerto dal Ministero P.I. in grado di avvicinarci all’Europa, ad esempio ai college inglesi con i suoi tutor, o ai più moderni servizi educativi offerti ad esempio dal privato sociale.

Per altro, è forse giunto il momento di pensare all’educatore proprio come a un tutor: ma una piattaforma contrattuale deve essere propositiva sull’esistente, e non votata a una sua inutile e miope cancellazione.

L’art. 4\ter della Legge n. 300/2001 nell’unificare la graduatoria degli istitutori e delle istitutrici del personale educativo dei Convitti e degli educandati, istituzioni già unificate nei fatti e pertanto individuate come Istituzioni educative dalla L.124/99, nel confermare l’esigenza di una differenza di genere “nell’individuazione” (la legge non dice “nell’assegnazione” che è cosa diversa, si badi bene…) al servizio notturno, consente l’apertura di ale notturne femminili negli ex-convitti maschili, ormai pienamente unificati, contemporaneamente fornendo al sindacato, nello spirito di un accesso facilitato al lavoro, lo spunto per promuovere nuove opportunità lavorative per donne: ossia educatrici (o anche giovani finora disoccupate) che in questo modo non andrebbero a togliere il lavoro a nessuno. Anzi.

Infatti i servizi che esse garantirebbero sono ancora tutti da creare, e crediamo che ve ne sia oltre che l’opportunità, il bisogno.

Il sindacato dei lavoratori e delle lavoratrici, che tanto s’era battuto per permettere anche alle donne l’accesso al lavoro nei convitti maschili, dovrebbe quindi ora spingere per l’applicazione, nei Convitti finalmente unificati, di questa nuova opportunità lavorativa offerta alle istituzioni educative dall’ultima norma di Agosto.

La piattaforma deve inoltre puntualizzare la differenza tra individuazione e assegnazione al servizio notturno, che sono due cose distinte, per cui gli eventuali aggiustamenti per il notturno e per esigenze di servizio sono evidentemente fatti salvi e ancora possibili. Nell’ottica delle pari opportunità è possibile individuare una norma da inserire nel contratto per regolamentare tali possibili e spesso necessari aggiustamenti. In tal senso potremmo inoltre individuare nel contratto specifici casi in cui un’educatrice o un educatore possano almeno sperimentalmente fare servizio notturno indistintamente, ad esempio con ragazzi e ragazze più grandi, o in casi particolari di organico ridotto.

Ad oggi, il servizio “serale” di animazione culturale che precede la dormizione vera e propria è costituito da attività varie, sportive, di svago, a sfondo culturale e socializzante (sport, feste, cinema, teatro, ecc…). La specificità del notturno consiste quindi anche nel serale che lo precede, e il contratto dovrà fare attenzione a richiedere un’organizzazione del servizio che non spezzi il servizio notturno in serale più dormizione.

I convitti sono strutture che offrono al territorio, oltre a risorse professionali, punti di riferimento anche logistico, vista la presenza di spazi e strutture in grado di ospitare molte persone; essi sono in grado di ospitare sia ragazzi che ragazze in distinte camerate, offrendo loro servizi di vitto, alloggio e semi-convitto, assistenza allo studio e animazione, servizio mensa per tutti, guardaroba con servizio per tutti gli studenti, sale per attività comuni, sale riservate a chi pratica sport, sala lettura e servizio di assistenza 24 ore su 24, compresa l’assistenza sanitaria. Inoltre i convitti promuovono scambi con l’estero, e ulteriori attività integrative e sportive per i convittori, organizzando specifici scambi interregionali tra convitti, basati sulle attività sportive, e scambiandosi visite con le scolaresche di altri convitti.

Nell’ambito dell’autonomia viene inoltre ulteriormente favorita l’attività sportiva, comunque subordinata ad un sufficiente rendimento scolastico.

I convitti sono quindi strutture fortemente adeguate alla scolarizzazione di massa, che per natura strutturale consentono specifiche sperimentazioni didattiche sulla base del tempo pieno, come il liceo Europeo. La presenza dei convitti consente inoltre una chiara risposta alla dispersione scolastica e sociale, facilitando la frequenza a costi molto bassi per coloro che non possono raggiungere quotidianamente la scuola.

I Convitti, oltre ad offrire la possibilità a giovani provenienti dalla provincia e da zone e regioni limitrofe, di frequentare la scuola, sono valorizzati come fonte di risorse umane e sede di socializzazione al servizio dell’intera scuola. In particolare la specifica professionalità del personale educativo è finalizzata a sviluppare momenti di integrazione nelle attività di studio, culturali e ricreative.

In definitiva, rivendichiamo l'importanza del servizio notturno e la peculiarità storica di questi istituti. Infatti è nel valorizzare questa specificità che la differenza dell’istituzione convittuale dalle altre istituzioni scolastiche si evince, e l’istituzione convittuale cresce complessivamente.

Peculiarità che per altro alcuni consorzi-reti di scuole addirittura imitano (ovviamente in maniera pessima quanto approssimata) offrendo nell’ambito del POF, come Offerta Formativa, proprio un “servizio di residenzialità” fatta presso strutture alberghiere e, cosa gravissima sul piano dei risvolti giuridici, senza l’obbligatoria assistenza notturna, prevista per il bambino dalla normativa italiana a tutela del minorenne, proprio ad opera degli educatori dei Convitti.

La normativa attuale infatti ci impedisce di ritenerci alieni dal servizio notturno, che è un obbligo contrattuale, ma soprattutto normativo, per tutto il personale educativo e per l’istituzione educativa stessa: il notturno è un diritto/dovere dell’istitutore, un obbligo normativo che fonda la stessa esistenza giuridica delle attività e istituzioni convittuali.

Ovviamente invitiamo il sindacato a essere vigili su simili abusi, anche perché se semplicemente qualcuno si mettesse in testa anche solo di vincere qualche ricorso su questo, probabilmente farebbe davvero saltare il tappo a una simile miscela tonante di approssimazione e ignoranza normativa. E questo sarebbe davvero un bello scandalo per l’autonomia scolastica finora realizzata.

 

Il personale educativo. Compiti e mansioni, attuali, e che verranno.

Al personale educativo, spetta la gestione dei convitti, la progettazione e la realizzazione della vita degli alunni, convittori e semiconvittori; inoltre spettano ad esso:

Le attività extracurricolari organizzate e svolte nei convitti (animazioni, sport, giochi, viaggi, serate tema, cineforum, tornei vari, corsi di fotografia, gite e visite, corsi di cucina, computer, lingua ecc…)

Le attività in rete con altre scuole, ossia le collaborazioni con le scuole del territorio e gli scambi con altri convitti e convitti annessi.

L’orientamento (tutoraggio) del gruppo-classe e individualizzato, nonché tutta l’assistenza, anche notturna per i convittori, sia nel normale orario di funzionamento, che durante le attività extracurricolari.

Al personale educativo competono inoltre:

-         Progetto Accoglienza. In particolare per i convittori è prevista la presentazione del territorio limitrofo e dell’ambiente convittuale in tutti i suoi aspetti, con attività come: incontri con le famiglie per recepire al meglio le esigenze dell’utenza, accoglienza in convitto, presentazione del regolamento del convitto, ecc…

-         Attività integrative extracurricolari, ad es.i progetti educativi

-         Metodi strutturati di studio (imparare a studiare)

 

Il personale educativo di Convitti e educandati opera per i generali fini educativi e didattici, esso collabora con il personale docente al raggiungimento degli obiettivi educativi e didattici trasversali, sia nell’individuazione e programmazione di specifici obiettivi della didattica, sia nell’approntare specifici mezzi e strumenti utili al processo di insegnamento-apprendimento, e fino alla verifica e valutazione degli interventi stessi. In tal senso il compito specifico dell’educatore è portare a termine il processo di insegnamento, avendo quindi come obiettivo primo l’insegnare ad apprendere.

Oggi infatti non basta garantire dei saperi, non conta solo ciò che si è imparato a scuola, ma conta quanto e come si è in condizione di imparare dopo la scuola.

Pertanto il nuovo contratto dovrà puntualizzare ciò che è stato finora vero solo in alcune sperimentazioni, ossia che il lavoro dell’educatore deve potersi valorizzare attraverso un più proficuo utilizzo delle sue specifiche competenze, accertabili dai titoli culturali e didattici di cui egli è in possesso.

Sarà quindi necessario inserire una norma stringente che obblighi il Dirigente Scolastico affinché l’impiego di tutto il personale educativo sia ottimizzato, e d’ora in avanti venga effettuato in relazione al titolo di studio posseduto, alle esperienze svolte, alle competenze accertabili o dimostrabili.

Il nuovo contratto del personale educativo dovrà quindi proporre risorse per valorizzare, migliorare, rilanciare, ottimizzare il servizio, ripartendo proprio dalle funzioni più oscure e meno note, ossia quelle che ci caratterizzano, come la cura e l’assistenza, di giorno (es.: in mensa, studio, gioco) come soprattutto di notte (nell’animazione ricreativo-culturale serale seguita dall’assistenza notturna); infatti nel nuovo contratto andrà ulteriormente ribadito l’ambito della funzione docente che è a noi propria, funzione cui è affidato un compito che è nostro, quello della vigilanza diurna e notturna sui minori, compito alto e difficile al tempo stesso, che è proprio il nostro patrimonio professionale.

I convitti infatti sono nati per offrire agli allievi e alle famiglie un servizio diverso da quello offerto dalle altre scuole, e questo avviene principalmente grazie all’attività di una specifica figura professionale che vi lavora: l'istitutore, o educatore, che non solo educa.

Egli infatti è di guida e consulenza nelle attività di studio, collaborando in pieno coi docenti, deve essere promotore di iniziative culturalmente valide ai fini della crescita armonica dell'allievo, deve essere quindi competente, culturalmente formato e pronto al dialogo, disponibile e attento osservatore delle esigenze degli allievi a lui affidati. E questo anche durante le ore serali e notturne, quando conserva inoltre il fondamentale compito di vigilanza.

Infatti l’attività educativa si svolge anche di sera, attraverso attività ricreative e culturali programmate dal Collegio degli Educatori. Essa termina quando i ragazzi vanno a dormire e l’educatore svolge poi il servizio notturno in senso stretto, per consentire la continuità affettiva dell’attività educativa programmata e per rimanere come punto di riferimento in caso di bisogno notturno dei ragazzi.

La piattaforma contrattuale deve quindi ribadire che gli educatori hanno una funzione davvero unica, e che ad oggi, nel rispetto del quadro normativo, essi sono educatori nel diurno, nel serale e nel notturno, e questo tanto per profilo professionale specifico ormai acquisito con i precedenti contratti, quanto per i Regi Decreti e tutta la normativa di riferimento; con compiti di vigilanza per altro prescritti anche ai docenti da tutto l’ordinamento giuridico che vede impegnato chi opera con i minori e nella scuola.

Veniamo al vecchio contratto. Il testo dell’ultimo contratto risale al 1996, concordato tra l'ARAN e i sindacati. Gli artt. che lo compongono hanno chiarito alcuni dubbi circa la figura professionale dell'istitutore riguardo le competenze, le attività svolte, l'orario di lavoro; la funzione in relazione a quella docente; la partecipazione al processo di rinnovamento avviato con l'autonomia.

Compresa l'assistenza notturna, veniva così determinato un orario settimanale di 24 ore, con l’aggiunta all'orario settimanale di un obbligo di ulteriori 6 ore settimanali, utilizzate per le attività di carattere collegiale funzionali all'attività educativa, e fino a 5 ore settimanali, per il completamento del servizio di assistenza notturna, secondo quanto previsto dal progetto educativo di istituto e al relativo piano attuativo.

Il problema è che viene proprio da chiedersi come mai, se il personale educativo è equiparato giuridicamente ed economicamente ai docenti di scuola elementare, tale equiparazione, già prevista dall’art.121 D.D.417/74, non è stata ancora estesa anche all'orario di servizio.

Senza naturalmente badare gli adempimenti richiesti dal POF o dalle funzioni Obiettivo, che mentre per il personale docente costituiscono territori ormai acquisiti, per il personale educativo rappresentano un terreno difficile da conquistare.

Ma soprattutto, come mai non è stato ancora emanato il nuovo regolamento (dell'autonomia, ovvio... e non d'altro!) dei convitti?

Nodi contrattuali

Tuttavia le rivendicazioni possibili, i nodi contrattuali (a parte quanto già detto su orari, competenze, funzioni, mansioni, servizio notturno) da inserire in una piattaforma rivendicativa per il rinnovo del contratto di categoria del personale educativo, ci sono. E sono tanti. E vorremmo che la lista si potesse in seguito ampliare. Tra questi:

 

1.   La battaglia contro l'accaparramento delle notti: contro l'accaparramento del maggior numero di notti da parte di alcuni educatori.

2.    Poter esprimere un voto dal parere non più consultivo, ma deliberativo in seno ai consigli.

3.        Ottenere l’inserimento nella Pagella scolastica dell’alunno di una specifica valutazione periodica e finale di tipo educativo, valida anche come credito formativo.

4.        Far parte, anche quando l’attività si svolge in compresenza, a pieno titolo e con pienezza di voto deliberativo, del consiglio di classe.

5.        Far parte, a pieno titolo e con pienezza di voto deliberativo degli organi collegiali delle istituzioni educative (Consiglio d’Amministrazione, Collegi dei Docenti, Consigli di Circolo e d’Istituto).

6.        Superare il “carattere sperimentale” del Collegio Educativo delle istituzioni educative, assegnandogli le competenze ed i poteri del collegio dei docenti.

7.        Assegnare definitivamente al collegio educativo il potere di deliberazione dei criteri per la formazione delle classi iniziali, nonché di quelli per le assegnazioni degli educatori alle classi.

8.        Ottenere la creazione di un ruolo speciale del personale educativo con specializzazione all’handicap, come per gli insegnanti di sostegno.

9.        Ottenere l’equiparazione al settimo livello, con o senza laurea

10.     Riformare le modalità di incentivazione per l’orario notturno, per favorire progetti formativi specifici

11.     Riscrivere i regolamenti interni dei Convitti, in applicazione dello “Statuto degli Studenti e delle Studentesse”.

12.     Ottenere finalmente applicazione dell’autonomia.

13.     Ridare valore alla figura, valorizzandone le funzioni di orientamento e tutoraggio.

14.     Ampliare ulteriormente le opportunità di mobilità con gli altri ruoli docenti.

 

Fonti bibliografiche:

POF del Convitto Polo di Falcade,

POF del Convitto IPPSSAR di Fiuggi,

Guida all’informazione “…lo sai che?”, del Ministero della Pubblica Istruzione

Siti internet sul settore scolastico e sindacale

Normative del settore scolastico ed educativo.

 

NB: Il presente documento, curato da Vittorio Balestrieri e Giorgia Primavera, è reso possibile nella sua attuale stesura dall’esperienza e grazie ai contributi scritti di tanti educatori precari e di ruolo, di tutti gli orientamenti e di tutte le istituzioni educative. Restiamo in attesa di vostri ulteriori suggerimenti che ne arricchiscano i contenuti.