PAOLA GIGLIOTTI: UNA TRANQUILLA DOTTORESSA CON LA MANIA DELL’ALPINISMO

da Francesco Paravati

A vederla con la sua valigetta da medico, sorridente, bionda e minuta, gentile come solo un medico di famiglia può essere non si direbbe che sia una spericolata avventuriera che ha scalato le vette più alte del mondo oltrepassando valichi vertiginosi, arrampicandosi su pendii impossibili. Eppure Paola Gigliotti, catanzarese doc ma che da anni vive a Perugia, è una delle maggiori personalità italiane nel mondo dell’Alpinismo.

Un fregio conquistato sul campo in anni di rischiosissime escursioni a spasso tra gli scenari più entusiasmanti che la Natura ha saputo creare sul globo terrestre. Dal Tibet alle Ande, alla sua Calabria con cui Paola non ha mai interrotto le fitte relazioni dopo esser andata via giovane studentessa a diciotto anni, una volta completati gli studi presso il liceo scientifico di Catanzaro.

E il suo attaccamento alla Calabria, la sua voglia di valorizzare la terra che le ha dato i Natali l’ha subito dimostrata appena ha potuto. Nominata rappresentante del Gruppo Alpini Italiani presso l’Unione internazionale dell’Alpinismo ha organizzato proprio da noi nel ’98 il meeting internazionale dell’alpinismo che ha costituito un’ottima vetrina planetaria per le splendide risorse della nostra terra.

Oggi è medico di famiglia e aiuta suo marito nell’applicazione delle tecniche di "fisiologia dello sport." Lo sport, soprattutto quello a contatto con la natura, ha infatti per l’intrepida catanzarese uno speciale effetto terapeutic.

"E’ la migliore medicina!". Lei lo consiglia a tutti, a qualsiasi età: "Non per tutti l’alpinismo può andar bene," dice sorridendo "ma insomma a ognuno il suo sport, purché si stia a contatto con la natura."

In questi giorni è a Trento impegnatissima per l’organizzazione del primo "Festival del cinema sulla montagna." Molte delle riprese mozzafiato sono infatti frutto delle sue spericolate escursioni in giro per il mondo.

Quando le si parla della Calabria si apre come un fiore: "Nonostante vivo fuori da tanto tempo mi sento ancora profondamente catanzarese. La Calabria è bellissima, amo la Sila e il mare dove torno ogni estate." Il posto più bello che ha visitato? Non è in Tibet o in Sudamerica, ma è incastonato tra le serre calabresi: è il sentiero "Frassati." Una splendida camminata a mille metri sul livello del mare tra Ionio e Tirreno, tra Serra San Bruno e Mongiana nella "Valle del Dollaro."

Persino "Mister 8000 metri" amico di Paola e così soprannominato per le sue continue passeggiate a cavallo delle vette più alte del mondo ne è rimasto impressionato. "Ha detto che gli sembrava di essere nella valle di Anapura in Tibet, una delle più belle e inesplorate valli del pianeta."

La Calabria l’accoglierà nuovamente a luglio, e chissà cosa organizzerà l’inarrestabile Paola che, giura, non vede l’ora di esplorare i cunicoli del sottosuolo di Catanzaro con gli amici del Cai locale: "Me ne hanno parlato tanto!"

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