SECONDA LEZIONE

-e indica l' avverbio (1) derivato, essia formato da un'altra parola. Es.: nokte = di notte o nottetempo (da nokto = notte); bone = bene (da bona = buono).

-ar indica l' infinito presente (2). Es.: amar = amare; skribar = scrivere; audar = udire.

-ant = indica il participio (3) presente attivo: nome, se sequito da -o, aggettivo, se da -a, avverbio, se da e. Es.: la tradukanto = il traduttore (colui che traduce); la skolano tradukanta = lo scolaro traducente; tradukante = traducendo (4).

-isto = indica il professionista (5). Es.: artisto = artista; laboristo = lavoratore; ciencisto = scienziato. Indica pure, per estensione, l' aderente di un partito, d' una setta, d' una scuola, di un sistema. Es.: socialisto, materialisto, moralisto, latinisto, Idisto, ecc.

-eso indica stato, qualità. Es.: maladeso = malattia; boneso = bontà; pacienteso = pazienza; yuneso = giovinezza; bitreso = amarezza.

-izar = significa munire di, guarnire di. Es.: elektrizar = elettrizare; armizar = armare (armizo = armamento).

des- indica il contrario di… Es.: des-honesta = disonesto; desligar = slegare; desfacar = disfare; desarmizar = disarmare (desarmizo = disarmo).

Pronomi personali. Me = io, me, mi; tu = tu, te, ti; vu (riferibile a uno solo) = voi, ve, vi, Ella, Lei, ecc.; il (6) = egli, colui, esso, gli, lo; el = ella, essa, colei, la, le; ol (neutro, ossia riferibile a cosa o ad animale il cui sesso non è definito) = esso, essa, lo, la, ecc.; ni = noi, ce, ci; vi (riferibile a più) = voi, ve, vi, Loro; ili, eli, oli = plurale di il, el, ol; quindi = essi, esse, loro, eglino, li, le; su (7) = sè, si (riflessivo); on (8) = si (pronome indefinito).

Aggetivi-pronomi dimostrativi. Ica o ca = questo, -a, -i, -e; pron. plur.: ici o ci = questi, -e, costoro; ita o ta = quello, -a, -i, -e, coloro; ta qua = quello, -a, che, colei o colei che; ti qui = quelli, -e che, coloro che; ico o co = questo, ciò (questa cosa); ito o to = quello (quella cosa); to quo = ciò che (quello che).

Qua, qui, quo (relativi) prendono una -n finale quando sono usati come complementi. Es.: ta qua vidas me = colui o colei che mi vede; ta quan me vidas = colui o colei ch'io vedo; to quo esas vera = ciò che è vero; to quon me kredas = ciò che io credo; ti qui venis hiere = quelli o quelle che venero ieri; ti quin vu vidis = quelli che vedeste.

VERSIONE

On ne povas vivar sen manjar. Me tre prizas, sidante sur la teraso di la domo, regardar la promenanti, qui pasas avan me. On dicas, ke ta rejino havas tre granda benigneso por la povri. Ta qua volas esar felica, devas esar vertuoza. L' artisti e la ciencisti esas grande utila a la homi. Certe il havas grava motivi por agar tale. Ti quin (9) me vidas ek la dansantini, ne esas bela, nek gracioza. Ta personi vestizas su tre stranje. Vu desordinas to quon el ordinas tante bone.

TEMA

Questi danzatori (uomini e donne) non sono graziosi. Essa mangia ciò che io le dò (= ciò che io dò a lei). Ho (dei) motivi per dire ciò. Egli ha una gravissima (molto grave) malattia. Vedo le passeggiatrici che passano dinanzi (a) me. I re (sesso) e le regine sono spesso infelici. Essa ama molto (= tre priz…) passeggiare. Ciò che io vedo è molto brutto. Uomini e donne, ragazzini e ragazinne (piccoli ragazzi e piccole ragazze) passano davanti (a) quella casa passeggiando. Ella sveste i piccoli bambini.

(1) L' avverbio è una parola che modifica, in qualsiasi modo, il senso di un verbo, di un aggettivo o di un altro avverbio. Es.: egli parla bene, male, forte, piano, nobilmente, ecc.

(2) I verbi italiani possono terminare all' infinito in are (amare), in ere (temere), in ire (sentire), essendovi tre modelli di coniugazione regolare. In Ido, invece, terminano sempre in ar, essendovi un solo modello di coniugazione.

(3) Dicosi participio, perchò partecipa della natura dell' aggettivo e del verbo; del primo in quanto esso qualifica, del secondo in quanto esso denota l' azione. Es.: Un nomo, una cosa interessante (dal verbo interessare).

(4) Si ponga bene a mente che a è, in Ido, la vocale caratteristica del presente (-ar, -ant, -as).

(5) La professione ha un significato più esteso del mestiere, e non implica necessariamente l'idea del guadagno o del lucro. Gli scienziati, per es., vanno spesso in rovina.

(6) Invece di il, el, ol (forme abbreviate di ilu, elu, olu), si può usare semplicemente la forma lu, commune ai tre generi del singolare, quante volte non sia necessaria la distinzione del genere di 3.a singolare; parimenti si può far uso di li invece di ili, eli, oli per il plurale dei tre generi.

(7) Il lavas su, el lavas su, li lavas su (opp. il su lavas, el su savas, li su lavas) equivalgono ad egli si lava, ella si lava, essi o esse si lavano.

(8) On parolas (si parla); on trovas (si trova, si trovano); on esas (si è); on lavas la puerulo, pro ke lu ne volas lavar su (si lava o lavano il ragazzo, perchè non vuol lavarsi).

(9) Ove occorra specificare il sesso, si prefigge rispattivamente il-, el-, ol- (maschile, femminile, neutro) ai pronomi ta, ti; così: ilta qua (colui che), elta qua (colei che) ilti qui, elti qui (coloro che, quelli o quelle che).

TERZA LEZIONE

MANUALETTO