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Streetcruisers Classic Club

Magazine Marzo 1998

LA MIA MUSTANG

 

Amici mi hanno chiesto di scrivere la storia della mia Ford Mustang 1966 che possiedo dal lontano 1982.

Premetto che sono stato un amatore da sempre delle Ford Mustang, quando uscì il primo modello, nell’aprile del 1964 avevo quasi 19 anni e me ne invaghii subito, complice forse anche lo strepitoso successo d'accoglienza da parte del pubblico mondiale.

Riuscii a comprare la mia prima Mustang (si trattava di un Fastback del 1965 verde scuro, cambio manuale e motore 4700) nel 1968. La feci riverniciare di rosso e la tenni due anni, poi la rivendetti ad uno zurighese. Da quel momento ne possedetti altre sette: due 1967 (un coupé ed una Fastback), un Grande coupé del 1971, un Mach 1 429 del 1971 ed una coupé 1970; tutto questo tra il 1970 ed il 1980.

Passato ad altre marche USA, sempre mi restò nel cuore la mia prima Mustang.

Un giorno di primavera del 1983 vidi abbandonata sul piazzale del garage Piodella di Muzzano una Mustang coupé del 1966 colore oro metallizzato. Mi avvicinai e mi strinse il cuore: era completa, ma presentava grandi tracce di corrosione. I parafanghi posteriori mostravano buchi enormi. L’interno era passabile, il cambio era un 4 marce manuale e ciò la rendeva più interessante. Chiesi al proprietario del garage, Peppino Rusca, vecchio meccanico con l’eterno toscano in bocca se la macchina andasse ancora. Mi disse di si. Infilata la chiave d’accensione nel cruscotto, dopo alcuni colpi a vuoto l’otto cilindri si mise in moto. Le bronzine di banco cantavano in maniera preoccupante, la frizione strappava. Ci accordammo sul prezzo, ancora proprietario di una Mustang prima generazione.

Cominciarono da quel momento i grattacapi. Fattala rimorchiare in carrozzeria, s’iniziarono i lavori di restauro.

La vettura fu completamente smontata: il motore, cambio e differenziale furono messi in un angolo. Certo, non era un lavoro che si poteva fare in poco tempo. Tutta la parte posteriore fu rifatta a mano e già che c’ero feci bombare i parafanghi, perché potessero alloggiare cerchi da 10 pollici di larghezza. Essendo amico di un meccanico favoloso a quei tempi per la sua competenza sulle auto americane, gli chiesi se fosse stato disposto, a tempo perso, ad eseguire la revisione completa della meccanica. Mi disse di si, e tre o quattro volte alla settimana, di sera, nei locali della carrozzeria incominciò il lavoro di smontaggio. Tutto era da rifare: motore, frizione, differenziale, radiatore, freni, ... Ma oramai ero deciso: la mia Mustang doveva rinascere!

Ordinai dagli USA mucchi di cataloghi che si occupavano di freni nuovi o riprodotti, di meccanica, di carrozzeria. Non avevo che la scelta! Grazie ad un conoscente che parlava bene l’inglese e conseguenti bollette astronomiche, ordinai i pezzi necessari. Il motore, completo, ma a pezzi, lo acquistai dalla PAW (Performance Automotive Wholesale) di Los Angeles. Si trattava di un motore "cattivo": teste del motore 302, pistoni forgiati (13:1 di compressione!), albero motore in acciaio, albero a camme speciale, cartermotore Holley, pompa olio e benzina High Performance, collettore d’aspirazione speciale, Headers, ecc.. Alla Larry’s Mustang Parts ordinai i coprisedili originali, moquette, fregi, decalcomanie, ghiere fari posteriori e tanti altri piccoli pezzi di carrozzeria che oramai erano seriamente usurati o rotti. Ad un’altra ditta ordinai gli scarichi doppi completi, il pignone e corona del differenziale.

In carrozzeria la vettura fu decapata, e si provvide a dargli il fondo. Il nuovo colore prescelto fu un rosso vivo proveniente dai cataloghi Lancia. Era forse un modo ideale di riallacciarmi alla prima Mustang rossa pure lei. L’interno restò nero.

Si rimise al finale la parte meccanica.

Il giorno fatidico della messa in moto fu davvero indimenticabile: il motore ruggiva però picchiava un poco in testa. Dovetti da qual momento aggiungere additivo alla benzina per aumentare il tasso di piombo. Il collaudo fu un’altra peripezia: Camorino non vedeva di buon occhio le auto modificate. Finii che la collaudai a Svitto.

Usai la Mustang quasi quotidianamente per degli anni, poi decisi che non era il caso di esagerare. Partecipai a raduni in Svizzera interna ed ai nostri in Ticino. Ora dovrà di nuovo sottoporsi ad un make-up, la nonna ha quasi 32 anni e dopo ricomincerà di nuovo un’altra giovinezza.

 

DATI TECNICI

 

Motore: V8, 289 cu.in, premium fuel, pistoni forgiati

Compressione: 13.1

Carburatore: Holley quadricorpo

Trasmissione: 4 marce sincronizzate

Freni: a disco anteriori a tamburo posteriori

Cerchi: 7 pollici anteriori, 10 pollici posteriori

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