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Sergio Ortega
è nato a la Coruña (Galizia), nel nord-ovest della Spagna. Laureatosi in legge all’Università di Oviedo, conseguì a Parigi la specializzazione in diritto pubblico internazionale. E fu durante il suo soggiorno nella capitale francese che ebbe inzio la sua attività artistica. Gli incontri con grandi artisti ispano-americani, quali l’argentino Atahualpa Yupanqui, la cilena Violetta Parra e il grande poeta Pablo Neruda, segnarono un momento decisivo nelle sue ricerche e nei suoi studi sul puro folklore americano. Nel corso dei suoi numerosi recitals, accompagnandosi con la chitarra ha cantato l’anima india contadina attraverso gli autentici ritmi del huapango messicano, del carnavalito inca, della guarania paraguayana, del joropo venezuelano, della milonga e della zamba argentina, della cueca boliviana, della vidala uruguayana e infine della muñeiera galiziana. Dotato di una voce da tenore lirico, ha studiato tecnica vocale con M.me Barlet al Conservatorio di Parigi. Dedicatosi alla lirica, si trasferì in Italia nel 1970 per seguire i corsi di perfezionamento presso l’Accademia di Santa Cecilia a Roma. Ha vinto una borsa di studio per corsi di canto lirico a Venezia e a Verona. Il suo repertorio comprende opere di Rossini, Mozart, Donizetti, Bellini, Bizet, Massenet. Ha tenuto numerosi concerti nelle principale città italiane, debuttando a Roma con la Traviata di Verdi. Recentemente si è collegato con il canto tradizionale del suo paese, raccogliendo e interpretando musiche spagnole, alcune delle quali ancora sconosciute al pubblico, del XVI secolo, del "Siglo de Oro" via via fino all’impressionimo del Novecento. Ha partecipato al Festival Mondiale di Chitarra Folk a Campione d’Italia nel 1974. Nel 1978 ha cantato la Spagna al Festival di Montepulciano in collaborazione con il noto poeta Rafael Alberti. Insieme con il chitarrista classico Maurizio Preda ha partecipato nel 1979, al VI Ciclo di Musica e Poesia presso il monastero Maggiore di San Maurizio a Milano. Si è esibito pure alla Sala Bossi del Conservatorio di Bologna, al Conservatorio di Torino, alla Universitá di Urbino e Pavia e ultimamente al ridotto del Teatro alla Scala di Milano. Nel 1980 e nel 1981 è stato ospite della manifestazione Medioevo nel Seprio (Castel Seprio a Gornate Olona) in "Histoire di Cavalieri, Menestrelli, e Giullari". Nei festivals spagnoli di folklore ispano-americano svoltisi a La Coruña si è esibito accanto al chitarrista dI Flamenco Paco de Lucia e ai folkloristi argentini "Los Calchakis" e "Mercedes Sosa". In seguito ha effettuato una serie di tournees in Venezuela e presso numerose università europee. Dopo alcune apparizioni alla Rai-Tv italiana, ha debuttato con successo alla Bussola-Focette di Forte dei Marmi. Dopo aver presentato la sua "Ave Maria" composta in memoria del pittore Lucio Fontana, alla Rocca di Angera, ha proseguito la serie delle sue esibizioni come cantautore in Spagna e nelle principali regioni italiane. Nel Gennaio del 1983 ha effettuato una tournée in Puglia col gran poeta spagnolo Rafael Alberti, "Il poeta e la chitarra" dove dopo i poemi di Alberti seguivano le musiche di Ortega. È stato un gran successo dove la gente affollava i teatri per assimilare questa ondata di cultura iberica. Ha cantato poi al Conservatorio di Torino, a Lodi e a Milano (Teatro S. Fedele) nella proiezione del film "Il cammino di Santiago di Compostela" sui pellegrini europei del Medioevo che andavano a visitare la tomba dell’Apostolo Santiago nella bella cattedrale romanica della Galizia. È apparso numerose volte nelle televisioni italiana ed estere.


Di lui hanno scritto:

"Sergio Ortega con la sua voce morbida ed espressiva ha dato prova di una raffinata sensibilità e di una notevole preparazione tecnica ed artistica." (Il Messaggero, Roma)

"Il tenore lirico Sergio Ortega possiede certamente una voce straordinaria..." (El Ferrol Diario, Ferrol)

"Applaudito recital del chitarrista spagnolo Sergio Ortega. Dotato di una voce calda e possente, abilissimo nell’arpeggio della chitarra, nel charango e nel quatro venezuelano, ha entusiasmato il pubblico con le sue melodie... Il canto è la vocazione della sua vita. Il recital di Ortega è una lezione. È difficile in due ore entrare spiritualmente nell’animo spagnolo. Ortega è riuscito, accompagnando la platea, attraverso un ideale tour dal Messico alla Patagonia... e alla Spagna, a svelare i sentimenti di un continente che, pur nell’unità della lingua, avverte nella gioia della preghiera, nella tragedia affidata alle canzoni, una storia diversa." (La Nuova Sardegna, Olbia)

"La voce caldissima di Sergio Ortega, che in alcuni punti toccava la declamazione lirica, tratteneva l’andamento ritmico, quasi un sottile contrappunto, per trarne inflessioni arcane e mutevoli... A Garcìa Lorca è stato dedicato un momento notevole delle due serate, e Ortega ci ha dato piena prova della sua raffinatezza dissolvendo la carica emotiva della poesia in un canto libero e disteso." (Il Resto del Carlino, Bologna)

"Ortega offre, col suo canto e musica, oltreché una ormai sapiente e sperimentata misura artistica, il bagaglio della esperienza e ricerca culturale." (L’Unità, Milano)

"Gran recital di Sergio Ortega: voce e chitarra." (El Correo Gallego, Santiago)

"Il bis del recital di Sergio Ortega è stato un successo continuo. Accompagnandosi con la chitarra, trasmette tutto il fuoco e la passione dei più grandi poeti di cultura spagnola e sudamericana, quali il grande Yupanqui e Neruda, entusiasmando i cultori del folk puro che lui esegue in modo naturale ed autentico." (Il Resto del Carlino, Bologna)

"Il tenore lirico Sergio Ortega aveva ottenuto un buon successo. Ora, che ritorna come cantante e chitarrista di musica antica e sudamericana, il suo successo è stato ancora più notevole. Nella prima parte del recital, le canzoni antiche sono state cantate con voce poderosa, di gran volume e di ottima impostazione. Nella seconda parte l’artista ha dato maggior rilievo alla chitarra... Ortega è un chitarrista eccellente... In tutte le due parti del recital, grandi applausi, a volte vere ovazioni." (La Voz de Galicia, La Coruña)

"Il ritorno alle origini dell’interpretazione musicale. Il tenore spagnolo Sergio Ortega, in tournée in Venezuela è uno di quei crociati dell’arte lirica che si battono per imporre un ritorno allo spartito originale per chitarra, strumento qui da noi un tempo considerato umile e adatto solo alla musica contadina, ma che col tempo ha conquistato il suo diritto a essere considerato musicalmente nobile. Ortega si esibisce alla sala dei Concerti della Universidad Central de Venezuela e alla Hermandad Gallega. Il recital offre una panoramica musicale e poetica che va dai canti popolari di contadini, marinai, pastori, minatori ai testi più impegnati di poeti come Garcìa Lorca, Antonio Machado, Rosalìa de Castro, Curros Enriquez etc." (El Nacional, Caracas)

"Sergio Ortega: un gallego che domina l’opera e il folklore dell’America latina. Sergio Ortega ha recentemente cantato presso l’Universidad Central e la Hermandad Gallega di Caracas. In Venezuela l’artista di fama internazionale ha riscosso un caloroso consenso. Accompagnandosi magistralmente alla chitarra, Ortega ha interpretato musica medioevale spagnola: canti sefarditi, per esempio ed altre musiche ispirate al tema universale e giullaresco del Camino de Santiago, la più importante manifestazione culturale del medioevo europeo, un sentiero di cultura luminoso che, nel buio cielo medioevale, tracciò una vera e propria via lattea. Un sentiero che, come meravigliosamente descrisse Valle Inclan nel suo romanzo "Flor de Santidad", fu battuto dagli umili sandali dei pellegrini devoti di S. Giacomo per secoli. Ortega ha pure cantato canzoni sue e del folklore gallego... riuscendo a trovare un perfetto equilibrio tra musica classica e musica popolare non commerciale." (El Mundo, Caracas)

"Lezione-concerto di canto e chitarra. Sergio Ortega possiede una bellisssima voce di tenore, morbida, espressiva, adatta a trasmettere il fuoco e la passione dei brani interpretati, che sono ardenti e suggestivi e lo fa con rara versatilità e molto impegno... Successo e molte richieste di bis." (Il Cittadino, Monza)

"Il movimento armonico delle sue dita dà alla chitarra una vitalità non indifferente che fa presa sul pubblico. Ortega non è certamente adatto a qualsiasi locale... è un uomo che trasferisce nella sua musica e nella sua poesia tutti i suoi sentimenti e tutta la sua creatività." (Corriere di Informazione, Viareggio)

"Sergio Ortega si è sempre dedicato alla musica folklorica pura, mai di tipo commerciale, così come all’opera e alla musica barocca. Attualmente presenta canzoni di sua composizione che il pubblico considera molto interessanti. In particolare, vivo successo hanno ottenuto la muñeira e altri ritmi galiziani, per la loro melodia dolce e soave e per il loro contenuto bucolico." (La Voz de Galicia)

"Rafael Alberti e Sergio Ortega a Casarano (Lecce). Il poeta e la chitarrra: Sergio Ortega, uno dei maggiori cantautori spagnoli. Canzoni d’amore e di terra, di sangue e di passioni, che si portano dietro l’eco di nenie antiche e dolenti. Il cantautore galiziano passa dalla malinconia di "El Condor pasa", un canto guerriero andino, al ritmo traboccante del flamenco che... non è un canto né un ballo, ma "una cosa della loro anima"... come una pena disperata di vivere. E la stessa pena hanno le canzoni di Ortega, che riprende canti di carrettieri, di marinai, storie antiche e inquietanti leggende medioevali di nobili madonne suicide per amore di trovatori senza pace, che egli propone con una voce mobida e delicata sensibilità a cui fanno da supporto preparazione tecnica e professionalità." (Quotidiano di Lecce)

"La chitarra di Ortega. Folklore della pampa argentina. Molti giovani sono accorsi al Conservatorio di Torino per il recital del cantante chitarrista Sergio Ortega... Tre canti di anonimo del XVII secolo hanno introdotto subito una atmosfera di sottile malinconia fatta di rapide sensazioni... Sergio Ortega ha continuato, spiegando prima di eseguirli, canti dell’anima india, contadina e marinara, realizzati attraverso i ritmi più genuini provenienti dal Messico alla Patagonia. La sua voce nitida da tenore lirico ha giocato, accompagnandosi con la chitarra, con sensuali disegni melodici e ritmi ondegggianti... L’applaudito recital è terminato con un poema di Ortega dedicato alla Galizia, Yo soy de aquel pais que se pierde en el norte". (Stampa Sera, Torino)

"Tutto il folklore spagnolo e sudamericano nella voce e nell’anima del cantautore galiziano Sergio Ortega. Un canto d’amore che diventa preghiera nella voce e nell’anima di questo superbo artista." (Corriere dell’Adda, Lodi)

"A questa testimonianza Sergio Ortega si è votato con dedizione e lodevole umiltà in quel grido di vittoria che eleva alto nei cieli il suo credo." (Eco delle valli, Sondrio)

"Richiamato dal nome di Ortega, applaudito cantautore, molto pubblico è venuto ai tre recital del Teatro Tenda di Marina di Carrara. Ortega con la sua chitarra ha mandato in visibilio i presenti." (La Nazione, Firenze)

"Un pubblico interessato ed attento è accorso al Teatro Tenda - Spazio Uno - di Carrara. Il cantautore Ortega, uno dei nomi di spicco del folklore spagnolo e sudamericano è dotato di una bella voce tenorile. Applauditissime sono state le sue interpretazioni che il pubblico ha seguito sottolineandone i passaggi, spesso difficili, gli arpeggi i pizzicati e le pienezze di corde che parlavano della Spagna e delle leggende marinare dell’america latina, degli Incas, e della Galizia, terra natale del cantautore spagnolo, capace di trasmettere con la sua musica, una sensazione di vitalità prorompente che affascina l’auditorio." (Il Tirreno, Livorno)

"Con la sua chitarra e con una voce che ricorda quella del famoso tenore pugliese Tito Schipa, Ortega ha mandato letteralmente in visibilio il pubblico che spesse volte sottolineava con scroscianti applausi le melodiose armonie. Ortega può rivolgersi ad un certo pubblico pubblico qualificato, critico e colto e che sino ad oggi l’hanno portato solo ed esclusivamente ai "privé" di riguardo." (La Nazione, Firenze)





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