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L'intruso

ottobre 2000
Luci e danze
mi svegliano.
Volti e voci
mi chiamano.

Recitano e ballano,
scherzano e giocano:
la mia infanzia.

Una ragazza si avvicina,
allontanandosi dal gruppo.
Mi guarda, mi sorride.
Il suo volto è familiare,
il suo sguardo l'ho già visto,
la conosco?

Giunta davanti a me
avvicina le sue labbra
al mio orecchio.
Sorrido anche io,
comincia a piacermi.

Un bisbiglio,
poche parole,
poi, fissandomi,
se ne va.

La consapevolezza
sale verso la mia mente.
Timore,
poi terrore.
Aggrapparmi
a qualcosa,
cadendo
in un pozzo,
fuggire
dai miei pensieri,

mai sarò più lo stesso.

The intruder

october 2000
Lights and dances
awake me.
Faces and voices
call for me.

They act and dance,
joke and play:
my childhood.

A girl approaches,
leaving the group.
She looks at me, smiles at me.
Her face is familiar,
her gaze I've already seen,
do I know her?

Arrived in front of me
brings near her lips
to my ear.
I'm smiling too,
I start to like her.

A whisper,
few words,
then, looking at me,
she goes away.

The awareness
raise to my mind.
Dread
then terror.
Clinging
to something,
falling
in a well,
flee
from my thoughts,

never I'll be the same.