Cuore Stanco

Quando il cuore non ce la fa più
In Italia ne soffrono quasi un milione di persone. E negli ultimi vent'anni il numero di casi è quadruplicato. È lo scompenso cardiaco, una condizione di cui si parla poco ma che compromette il sistema circolatorio. Ecco tutto quello che c¿è da sapere. E un esperto a disposizione per le vostre domande 



Lo scompenso cardiaco



Che cos'è
Si tratta di una disfunzione del muscolo cuore che diventa progressivamente incapace di pompare il sangue nel sistema circolatorio in modo adeguato rispetto alle richieste dell'organismo. E' la conseguenza di una progressiva dilatazione delle cavità dell'organo, e in particolare del ventricolo sinistro (quello che spinge il sangue direttamente nell'aorta, l'arteria che distribuisce il sangue a tutto l'organismo). Come in un circolo vizioso, più il cuore si dilata, più si riduce la sua funzione di pompa; e meno sangue il cuore mette in circolazione, più tende a dilatarsi.

Quanto è diffuso

Negli Stati Uniti si calcola che attualmente siano ammalate di scompenso cardiaco circa 3 milioni di persone, che equivale all'1,5 per cento della popolazione adulta. In Italia i casi si aggirano intorno ai 900 000. Si stima che nei paesi occidentali si verifichi ogni anno un nuovo caso ogni cento abitanti nella fascia di età superiore a 65 anni. Negli anni Novanta il numero di nuovi casi di scompenso cardiaco è quadruplicato rispetto a quello che si registrava negli anni Settanta.

Le cause

In alcuni casi la dilatazione è detta in gergo medico idiopatica, non ha cioè una causa apparente o comunque nota; in questo caso si parla di "cardiomiopatia dilatativa primitiva" o "primaria". In altri, di gran lunga più frequenti, è dovuta a malattie che colpiscono le valvole del cuore (valvulopatie), a infarti che hanno provocato estesi danni al tessuto cardiaco (cardiopatia dilatativa ischemica) o a gravi forme di pressione alta (cardiopatia dilatativa ipertensiva) presenti da lunga data e non adeguatamente curate. Inoltre può essere causata da un eccessivo e prolungato consumo di alcolici (cardiopatia dilatativa alcolica) o da altri e più rari disturbi del metabolismo, talora anche congeniti.

I sintomi

Il più delle volte i disturbi compaiono, nelle fasi inziali della malattia, durante uno sforzo, e in seguito, con il suo aggravarsi, anche a riposo. Infatti inizialmente la funzione cardiaca è inadeguata alle richieste dell'organismo solo durante uno sforzo più o meno intenso, mentre successivamente, con l¿aggravarsi della disfunzione, il cuore non è più in grado di pompare la giusta quantità di sangue neppure in condizioni normali.Ciò che si avverte è innanzitutto una mancanza di respiro, o una sensazione di fame d¿aria, detta in termini tecnici dispnea, durante uno sforzo e, nelle fasi avanzate della malattia, a riposo. In questi ultimi casi a volte il malato è costretto ad alzarsi dal letto nel cuore della notte e a dirigersi istintivamente alla finestra per prendere una boccata d¿aria. La dispnea è dovuta all'accumulo di liquido nei polmoni, ed è una conseguenza di una specie di ingorgo che viene creato per l'incapacità del cuore di spingere fuori tutto il sangue che contiene. In generale si è poi facilmente affaticabili, stanchi senza una particolare ragione, anche in seguito a sforzi di minima entità. A questi sintomi si aggiunge spesso il gonfiore delle caviglie e a volte anche delle gambe (edema) dovuto al ristagno di liquido in tutto l'organismo. 
Possono inoltre comparire le aritmie che vengono percepite come giramenti di testa o sensazione di irregolarità del battito cardiaco. In alcuni casi queste aritmie sono molto gravi e possono portare all'arresto cardiaco e alla morte se non si interviene tempestivamente per far sì che il battito torni normale.

Le conseguenze

Col passare del tempo l'inadeguato funzionamento del cuore, il ristagno di liquidi e la insufficiente ossigenazione dei tessuti, causano una generale disfunzione che si riflette anche sul funzionamento di altri importanti organi come i reni e il fegato. Se non adeguatamente curato lo scompenso cardiaco è una condizione che porta inevitabilemente entro alcuni anni a morte o per collasso dell'intero organismo o per aritmie maligne.

Gli esami

L'elettrocardiogramma (ECG) standard può individuare la presenza di infarti cardiaci avvenuti in passato, magari senza aver dato sintomi. In molti casi rileva inoltre un disturbo della funzionalità, o meglio della conduzione elettrica dello stimolo cardiaco: questa condizione è definita dai medici "blocco di branca sinistro". L'ECG per 24 ore, detto Holter, svela il numero e le caratteristiche di aritmie eventualmente presenti. La radiografia del torace e l'ecocardiogramma servono per dimostrare la presenza di un ingrandimento cardiaco, per valutare il grado di malfunzionamento della funzione di pompa e la presenza di malattie delle valvole o di precedenti infarti. 
La coronarografia, un esame radiografico che si effettua infilando un catetere nelle arterie del cuore, è utile per escludere o confermare la presenza di ostruzioni alla circolazione del sangue all'interno del muscolo. Il test da sforzo cardiopolmonare valuta la funzione del cuore e dei polmoni insieme, ed è quindi in grado di misurare correttamente la capacità energetica dei due organi congiunti. E' utile anche per indicare l'andamento futuro (prognosi) della malattria. Alcuni esami del sangue sono utili per verificare se la disfunzione cardiaca ha compromesso anche la funzione di altri organi come il fegato e i reni.


I farmaci

Nella cura dello scompenso si utilizzano farmaci che da un lato aumentano la capacità di contrarsi del cuore (per esempio la digitale), e dall'altro riducono il lavoro che il cuore deve compiere (come i vasodilatatori, in particolare i cosiddetti ACE inibitori, o i diuretici). Le terapia non farmacologiche.Nella grande maggioranza dei casi i farmaci riescono a tenere sotto controllo la situazione a lungo. Nei casi però in cui la disfunzione si aggrava nonostante i farmaci l'unica soluzione è attualmente rappresentata dal trapianto cardiaco, un intervento che oggi ha ottime possibilità di riuscita, ma è fortemente limitato dalla disponibilità di organi. Per questo motivo si stanno studiando nuovi e più funzionali modelli di cuore artificiale, completamente impiantabili all'interno del corpo.Nel caso di aritimie gravi, in attesa del trapianto cardiaco, si possono utilizzare speciali regolatori del ritmo cardiaco (sono chiamati cardioverter) che impiantati sotto la pelle del torace sono in grado di riconoscere e interrompere queste condizioni.

Consigli agli scompensati

Per diminuire l'affaticamento del cuore, è bene ridurre il peso corporeo se questo è in eccesso, nella alimentazione bisogna moderare l'apporto di sale e di alcolici. Naturalmente se si fuma occorre smettere. Per quanto riguarda l'attività fisica, invece, è consigliabile praticarla in misura moderata, ma costante nelle fasi iniziali della malattia; mentre in quelle avanzate è preferibile e indicato il riposo, anche a letto, per alcune ore durante il giorno. Inoltre è necessario controllare che la quantità di liquidi che si bevono nella giornata non sia superiore a quella che i reni riescono a eliminare. Quando la malattia è progredita a una fase avanzate si ha sete e si tende a bere troppo, con il risultato di accumulare liquidi nelle gambe e soprattutto nei polmoni.
Devono essere effettuati controlli specialistici ambulatoriali con periodicità variabile a seconda della fase della malattia. E' invece opportuno rivolgersi con urgenza al medico, o al pronto soccorso di un ospedale se la mancanza di respiro peggiora rapidamente o inizia a comparire anche a riposo, se si avvertono aritmie o vertigini, se si nota gonfiore alle gambe o riduzione della quantità di urina prodotta giornalmente. In questi casi è spesso necessario modificare la cura che si sta assumendo o sottoporsi a brevi periodi di terapia endovenosa in ospedale.


I centri

Sono qui indicati 4 centri di eccellenza nello studio e nella cura dello scompenso cardiaco. Va precisato che queste centri non sono da considerarsi come quelli in cui si possono ottenere le migliori cure per questa condizione. Infatti lo scompenso cardiaco è una malattia che il medico di fiducia può curare efficacemente a volte con l'ausilio di uno specialista e ricorrendo in qualche circostanza a brevi ricoveri in ospedale che normalmente dispongono di tutte le opportunità per prestare la migliore assistenza. I centri che qui vengono segnalati, raccolti dopo aver interpellato un selezionato gruppo di cardiologi, sono tra quelli che svolgono una significativa attività di ricerca in questo campo.

Milano
Ospedale Ca' Granda Niguarda, padiglione De Gasperis II, Piazza Ospedale maggiore 3 Milano, tel 02 64442569 (dottoressa Maria Frigerio)


Centro Cardiologico Monzino, via Parea 4, Milano, 02 58002299 (dottor Pier Giuseppe Agostoni)

Brescia
Spedali Civili Brescia, piazzale spedali Civili 1, Brescia, tel 030 3995776 (dottor Marco Metra)

Bari
Azienda ospedaliera Policlinico, Piazza Giulio Cesare 11, Bari, tel 080 5591111 (professor Paolo Rizzon)



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