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Lo sport ti salva il cuore
Fai sport e ti salvi il cuore
Nuoto e camminate per gli infartuati. Jogging o bici per chi non ha problemi. Guida agli esercizi che proteggono le arterie. E prevengono l'infarto
Gli sport da evitare. «L'esercizio ideale per i cardiopatici e per le persone sane che vogliono evitare di ammalarsi di cuore deve durare dai 30 ai 60 minuti a seduta, almeno 3-4 volte a settimana. Il beneficio massimo si ottiene con 5-6 ore a settimana, oltre le quali non ci sono vantaggi in termini di prevenzione. Lo stesso vale per la durata dell'allenamento: la soglia ottimale è di 30 minuti a seduta. Superata la quale, l'effetto è modesto. In genere suggerisco tre allenamenti settimanali, a giorni alterni, di almeno 30 minuti».
Gli sport che i cardiopatici dovrebbero evitare (e le persone sane, superata la mezza età, dovrebbero accostare con cautela) sono invece quelli di tipo anaerobico, per esempio gli scatti di corsa, gli esercizi di potenziamento muscolare quando il carico di pesi è eccessivo, anche se raggiunto in modo progressivo, la pesca subacquea. Il tennis invece è uno sport misto, come il calcio, perché entrambi hanno una componente prevalentemente aerobica ma non escludono momenti in cui il giocatore si muove a scatti brevi, con la bocca chiusa, interrompendo il respiro.
Segnali di allarme. Sono, per esempio, una discrepanza tra il fiatone che si avverte abitualmente facendo un determinato tipo di attività fisica, la solita corsetta o la passeggiata a passo veloce, e una mancanza di respiro più grave; altri sintomi che vanno tenuti in debito conto sono una sudorazione immotivata, in particolare se fredda, la sensazione di cardiopalmo, un'irregolarità nel battito o un capogiro. «In genere consiglio ai miei pazienti di usare il cardiofrequenzimetro, che misura il numero di pulsazioni durante l'esercizio. Una volta tarato in base alle esigenze di chi lo indossa, individuando la "target zone" di frequenza cardiaca in cui mantenersi durante l'esercizio, avverte se si è sopra o sotto la soglia ritenuta ottimale», dice ancora il cardiologo.
I controlli opportuni prima di iniziare a svolgere attività fisica regolare, anche se moderata, dipendono dall'età e dai fattori di rischio. Un cinquantenne, che si considera in buona salute, ma che ha appena smesso di fumare, mostra una serie di circostanze che lo espongono a una condizione di potenziale pericolo. In questo caso si consiglia un elettrocardiogramma da sforzo a compimento di una visita cardiologica completa e una batteria di esami del sangue, per escludere diabete e colesterolo alto. Per i giovani è invece sufficiente una visita medica del curante e un elettrocardiogramma. La scelta degli orari migliori per fare attività fisica dovrebbe dipendere dai bioritmi di ciascuno. «Il mattino presto è il momento più a rischio da un punto di vista cardiovascolare perché si registra un aumento fisiologico sia della frequenza cardiaca sia della pressione arteriosa. Infatti è il momento della giornata in cui si verificano più infarti», avverte Ferrario: «Però, se non ci sono alternative, va bene anche quella fascia oraria fatte salve le precauzioni e la capacità di percepire eventuali campanelli d'allarme».
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